SUCCESSI-SCONFITTE

Partiamo dalle buone notizie. Bank Of Fuel ha chiuso i battenti e VIRO, lo smartphone che non si ricarica, si è rivelato esser la sòla che avevamo previsto! Perdonate ma sono soddisfazioni che vanno festeggiate!

Credo che chi ci segue con costanza si ricordi di entrambi i marchi. Sul primo, a parte pochi uTonti mi pare tutti foste d’accordo sulla probabile truffa; da qualche giorno il sito di Bank Of Fuel si presenta così:

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Quanto al secondo, tanti mi hanno criticato perché non condividevano la mia scelta di bollarla come sòla burlona. Secondo loro, il cellulare da non ricaricare era dietro l’angolo e pronto ad invadere i negozi il primo ottobre.
E invece nisba.
Anche qui avevamo visto giusto, ma a tutt’oggi è pieno di siti che riportano ancora la notizia per buona.

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Qualcuno per fortuna  ha seguito la vicenda e si è ricreduto, pubblicando articoli che certificano la bufala. Va detto che in prima istanza TUTTI avevano gridato al prodotto rivoluzionario!

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A me fa piacere di essere riusciti, con BUTAC, ad essere davvero utili con entrambe le storie. Sono stati due articoli che hanno circolato sui social e non solo, prima che quasi chiunque altro si accorgesse delle due fregature. È vero, VIRO non truffava nessuno, ma con un semplice comunicato stampa  ha dimostrato che occorre sempre verificare con attenzione tutto ciò che si pubblica online.

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E adesso… la brutta notizia. Da tre giorni BUTAC non può più avvalersi del servizio di AdSense che, seppur con poco, dava una minima entrata al sito. Google ha dichiarato il nostro sito “appartenente alla categoria per adulti” – probabilmente dietro segnalazione di qualche gruppo che non ci ama. Il che vuol dire che se non rimuovo o censuro i pezzi che, sempre secondo Google, non sono adatti alle famiglie, non posso usufruire del loro servizio. Peccato, perché AdSense funzionava benissimo per quel che importava a me: pubblicità poco invasiva, supportata da un grande gruppo senza tante pippe mentali. La censura non fa parte della natura di BUTAC, so che il massimo che avete visto su queste pagine è stata sì o no una chiappa, ora pixelata; come non dimenticare l’ex Pippi Calzelunghe raffigurata in atteggiamenti disinibiti.
Ma che BUTAC venga considerato “non adatto alle famiglie” per un pezzo come questo, io non ci sto.

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Non ci proverò nemmeno a rientrare nelle grazie di Mamma Google. Questo significherebbe censurare l’informazione, esser costretti a dosare le parole o non trattare determinati argomenti. Questo non è il motivo per cui ho aperto il blog.
Mi è dispiaciuto vedere che alle mie domande su come mai venisse segnalato quel pezzo come responsabile della mia sospensione annunci invece che rispondermi a tono mi siano stati evidenziati gli articoli di cui sopra, ma mai una risposta al perché questo sui trans fosse inadatto. Forse la risposta era “ce l’hanno segnalato in tantissimi”, e darmela suonava brutto.

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Noi rimaniamo come siamo, spero a voi vada bene! Nel frattempo ho trovato nuovi fornitori di servizi e ho aperto lo shop di T-shirt (e non solo!) di cui parlavamo da tempo. Se avete voglia, credo che alcuni dei “prodotti” che ho creato su Spread-shirt possano esser divertenti…

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Qualcuno mi ha detto che farei meglio ad aprire le donazioni, come già fanno tanti, sia tra i buoni che tra i cattivi. Come per la censura, anche le donazioni non sono nello stile BUTAC. La pagina è gratuita, senza pop-up di sorta o il bisogno di click per leggere un articolo. Se vi sentite generosi, potete clickare qualche link pubblicitario o usare i nostri link su Amazon per i vostri acquisti. Nessuno vi chiederà donazioni, non ce n’è bisogno; non ho aperto Bufale come fonte di guadagno, né la sua apertura era alla base della cosa – a differenza di tanti siti bufalocomicari nati negli scorsi mesi!