Barbie e la censura in Francia

Le proteste per la proiezione pubblica del celebre film danno occasione di diffondere narrazioni che fanno sicura presa su un certo pubblico

maicolengel butac 26 Ago 2025
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Qualche giorno fa – in seguito a un articolo che parlava della bufala del sindaco francese che vieta la carne di maiale per venire incontro agli studenti musulmani – uno di voi ha commentato con una notizia di cronaca riportata da Adnkronos (e dire che sono tante le volte in cui abbiamo dimostrato che l’agenzia di stampa non sia sempre affidabile, ma tant’è). Il commento:

L’articolo sarà pure falso ma il problema no:

Dieci anni fa l’argomento fu trattato come “fantascienza” o al massimo “fantapolitica”:

it wikipedia org/wiki/Sottomissione_(romanzo)

Ovviamente l’autore è stato minacciato di morte insieme alla sua famiglia.

Partiamo dal basso: non ci risulta che Michel Houellebecq, autore del romanzo Sottomissione, abbia ricevuto minacce di morte, e la pagina Wikipedia citata non ne parla, ma riporta solo che:

Dopo l’attentato alla sede di Charlie Hebdo del 7 gennaio 2015, Houellebecq, lasciò Parigi, dove si trovava, scortato dalla polizia per timore che anche lui fosse nel mirino degli estremisti.

Cercando il suo nome e le parole “minacce di morte” in francese non si trova nulla, così come non si fa riferimento a suddette minacce nelle sue varie bio in francese e inglese su Wikipedia.

I fatti su Barbie…

…e le minacce fondamentaliste che hanno fatto cancellare una proiezione estiva. La fonte della notizia ovviamente non può essere un’agenzia di stampa italiana, o ancor peggio una testata come Il Tempo che titolava:

“Barbie” censurato dopo le minacce: “Nuoce alle donne”. Islamisti padroni in Francia

Quindi ho cercato la stessa notizia in lingua francese. La prima testata che ho trovato è l’HuffPost in lingua francese che, tradotto in italiano, ci raccontava il 15 agosto 2025:

Il sindaco di Noisy-le-Sec, Olivier Sarrabeyrouse (PCF), che aveva annunciato di aver dovuto annullare la proiezione del film Barbie l’8 agosto in un quartiere della sua città a causa delle pressioni di un gruppo di giovani residenti, ha tenuto una conferenza stampa questo giovedì 14 agosto. Ha in particolare denunciato la natura “totalmente sproporzionata” di questa vicenda…

La città aveva annullato la proiezione del film “Barbie” su uno schermo gigante , all’aperto nel quartiere di Londeau, perché una decina di giovani avevano rivolto “minacce insistenti”, secondo il sindaco, al personale del municipio.

Parlando alla stampa questo venerdì, Olivier Sarrabeyrouse ha ricordato di aver definito l’atteggiamento dei giovani come “oscurantismo e fondamentalismo” e di aver condannato la loro argomentazione “totalmente fallace” secondo cui il film promuoveva l’omosessualità e danneggiava l’immagine della donna.

E su Le Soir leggiamo: 

Diversi residenti di Noisy-le-Sec, intervistati dall’AFP giovedì, hanno ritenuto che il film “non fosse adatto” ai bambini sotto i 10 anni che avrebbero assistito alla proiezione dell’8 agosto, pur affermando che questo rifiuto “non ha nulla a che fare con l’Islam o la religione”. Da parte sua, pur avendo presentato una denuncia, il sindaco di Noisy-le-Sec ha condannato “lo sfruttamento politico, le speculazioni e l’odio razzista islamofobo che si è riversato nelle ultime 24 ore” nella sua città, in particolare attraverso i social media.

A sostenere che si trattasse di minacce da parte di fondamentalisti islamici non era stato Olivier Sarrabeyrouse, sindaco di quella municipalità a conoscenza diretta dei fatti, ma il ministro dell’Interno Bruno Retailleau sulla base di racconti letti su certa stampa, senza però una conoscenza diretta di cosa fosse successo. Ministro che è stato denunciato dal sindaco per le sue dichiarazioni. Detto ciò il film è un PG-13, ritenuto inadatto ai bambini per certe battute e certi termini che alcuni genitori possono trovare inopportuni per i propri figli (mia figlia l’ha visto a 10, con noi, e ci ha chiesto di spiegarle svariate cose).

Sia chiaro, al momento chi sia stato realmente a organizzare le proteste, e spinto da quale ideologia, non possiamo saperlo al 100%, come non possono saperlo i giornalisti di Adnkronos che rilanciano la notizia unicamente perché sanno di fare sicura presa su un certo numero di lettori. Ma quello che dispiace è vedere lettori abituali di BUTAC rilanciare come certa una notizia che sarebbe bastato approfondire un minimo per capire che così certa non era, se non per la parte in cui appunto si racconta dell’annullamento della proiezione.

Giusto per completezza di informazione (e un po’ di sano benaltrismo) vorrei ricordare qualche caso di un passato non così lontano.

Il film L’ultima tentazione di Cristo del 1988 subì proteste da parte di cattolici ed evangelici, e in Italia subì vari boicottaggi. In Francia i fondamentalisti cattolici diedero alle fiamme un cinema che lo proiettava.

Il film e libro Il Codice da Vinci subirono condanne da parte di membri del Vaticano e l’Opus Dei protestò apertamente per come era stata rappresentata nel libro.

Tutto ciò per ribadire, per citare testi per alcuni sacri: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

Concludendo

So bene che quest’articolo verrà letto poco, e dopotutto non riguarda bufale che impattano sul nostro Paese; l’ho scritto perché trovo assurdo che qualcuno che legge BUTAC da anni basi la propria opinione su un articolo di un’agenzia di stampa che già in precedenza ha dimostrato di non verificare (o non aggiornare) i propri articoli, preferendo premiare il clikckbait piuttosto che l’affidabilità.

maicolengel at butac punto it

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