burqa

La notizia sta facendo il “giro del mondo”, o meglio la troviamo pubblicata sulla testata gratuita Metro inglese, sulla nota testata fuffara Daily Mail sempre inglese, e poi su testate italiane di vario genere da TGcom:

LʼIsis vieta il burqa a Mosul per questioni di sicurezza: una donna velata aveva ucciso due soldati

al Giornale:

E il Califfo vieta il burqa per sicurezza

passando per il Fatto Quotidiano:

Iraq, l’Isis vieta burqa nei suo centri militari di Mosul: “Motivi di sicurezza”

I blog che la stanno riprendendo sono tanti, come sempre senza alcuna attenzione alla verifica dei fatti e delle fonti, e questo,  tristemente, è un male comune. Purtroppo la notizia non è verificabile, visto che viene da territori in guerra dove non ci sono rappresentanti delle agenzie di stampa più serie.

I primi a riportarla in Europa il 6 settembre sono quelli di Metro Uk, che spiegano fin da subito:

Isis has reportedly banned women from wearing the burka at security centres in a city in northern Iraq. Now Isis commanders have banned the wearing of the burka at their security centres in Mosul because a number of senior members have been killed by veiled women, according to Iran Front Page.

Che tradotto:

Si sostiene che i terroristi daesh abbiano vietato alle donne di indossare il burka nei pressi dei centri di sicurezza in una città nel nord dell’Iraq. Ad oggi i comandanti  daesh hanno vietato di indossare il burqa nei loro centri di sicurezza a Mosul perché un certo numero di membri di alto livello sono stati uccisi da donne velate, secondo l’Iran Front Page .

Iran Front Page riportava la vicenda il 4 settembre:

Women Banned from Wearing Burqa When Entering ISIS’ Security Centres

La fonte?

A local source in the Iraqi province of Nineveh announced on Friday, September 2, that the terrorist group has released an order, based on which no woman is allowed to be wearing niqab or burqa when entering the security and military centres.

Boh, dietro a “local source” può esserci mio cuggino come un membro delle forze armate, non posso saperlo io, non può saperlo Iran Front Page, non lo sa Metro, ma su una cosa concordano: evitare di trasmettere la notizia come fatto verificato, spiegando sempre che la fonte è locale e anonima e che nessuno ha potuto fare alcun fact checking.

E sui giornali italiani? La notizia viene data in maniera più perentoria, come se gli stessi giornalisti fossero andati a Mosul a verificare, ma sappiamo bene che non l’hanno fatto. E allora perché scegliere di dare la notizia in maniera così categorica? Io capisco che faccia piacere poter scrivere:

L’Isis, è evidente, si sente assediato.

Ma è una frase che nasce da una notizia NON verificata, che nessuna testata seria ha ripreso, e che non ha una vera fonte. Perché spacciarla come dato di fatto?

Sensazionalismo e ansia da scoop, evidentemente. Sappiamo bene che nessuna delle testate italiane correggerà il tiro o ammetterà la poca verifica dei fatti. La notizia da IFP era partita spiegando chiaramente che il burka sarebbe vietato SOLO alle donne che entrano nei centri di sicurezza di una specifica zona, mentre in tutto il resto del califfato resta l’obbligo d’indossarlo, mentre da noi si sta già sostenendo che:

L’Isis ha, infatti, vietato alle donne di indossare il burqa nelle zone militari e nei centri di sicurezza di Mosul

E io so che il passo è breve e che ci saranno i soliti blog xenofobi che ometteranno del tutto i luoghi e la ristretta zona da cui proviene la news, dando ad intendere che il burka sia stato vietato in tutto il territorio controllato dai terroristi daesh. Questo, purtroppo, non è informare il lettore, ma solo cercare facili click.

Il Post ha provato a spiegare a sua volta la poca affidabilità della notizia:

Innanzitutto la notizia è stata data da Al Alam, un network la cui affidabilità è discutibile. Al Alam è un canale di notizie in arabo il cui proprietario è la Radio Televisione della Repubblica Islamica dell’Iran (più conosciuta con la sigla inglese IRIB), la televisione di stato iraniana. IRIB ha il monopolio nel mercato radiofonico e televisivo iraniano e il suo capo è nominato direttamente dalla Guida Suprema dell’Iran, la più importante autorità politica e religiosa del paese: non un organo di comunicazione indipendente, insomma, se si considera che in Iran governa un regime che lascia molta poca libertà alla stampa. A ciò va aggiunto che il regime iraniano (controllato da religiosi sciiti) è generalmente nemico dello Stato Islamico…

Ma finora nessuna delle testate italiane gli ha dato ascolto, non lo faranno nemmeno col nostro articolo, a loro non importa fare informazione ma, tristemente, raccattare lettori.

maicolengel at butac punto it

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46 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre tremila articoli come autore, oltre a collaborazioni varie. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire, non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.