Venduto a Marchionne scorcio di Roma?

maicolengel butac 23 Mag 2015
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TAVERNAVATICANO
Ma no, dai, facciamo un interrogazione parlamentare, che tanto l’Italia non ha cose più serie di cui occuparsi.
Ogni volta che si fa un’interrogazione parlamentare inutile ci sono centinaia di deputati e senatori profumatamente pagati per ascoltare fuffa.

Di cosa sto parlando?

Dell’ennesima bagarre insensata:

VENDUTO A MARCHIONNE UNO DEGLI SCORCI PIU’BELLI DI ROMA
L’impossibile e l’assurdo è diventato possibile a Roma, dove da qualche giorno una enorme pubblicità “rosso fuoco” della Fiat campeggia ad inizio di via Conciliazione violentando tutta la visuale di piazza San Pietro da ponte Sant’Angelo e Ponte Umberto I. I turisti sono allibiti, si recano sui ponti per fotografare uno degli angoli più belli della Città più Bella del Mondo, scuotono la testa e se ne vanno. Chi ha permesso di violentare così il paesaggio di Roma? Nei palazzi in ristrutturazione si devono realizzare teli con le sagome di monumenti storici, lasciarli bianchi o utilizzare almeno colori consoni. Ministro dove sei? Sindaco Marino dove sei? Soprintendenza delle Belle arti e paesaggio per il Comune di Roma dove sei?

Le foto che accompagnavano il suo post sui social ritraggono un panorama romano, si è vero, ma di proprietà del Vaticano.

Come riporta Giornalettismo (sempre sul pezzo nda):

IL CAMPIDOGLIO: “NON POSSIAMO FARE NULLA”

Dal Campidoglio però arriva la pronta risposta: il cartellone è apposto su una zona extraterritoriale vaticana, dunque il Comune di Roma non può fare nulla.

In merito alla polemica sul grande cartellone pubblicitario esposto all’inizio di via della Conciliazione, il Campidoglio precisa che la sua installazione è stata disposta dallo Stato Città del Vaticano, in regime di extraterritorialità, poiché l’edificio appartiene al Vaticano. Il regolamento sulla pubblicità adottato da Roma Capitale (che avrebbe previsto un formato più ridotto) non è dunque applicabile. Infine, eventuali rapporti istituzionali, finalizzati a valutare l’impatto della cartellonistica in queste fattispecie, possono essere tenuti soltanto dagli organi di governo, poiché si tratta di rapporti tra Stati, in questo caso regolati dai Patti Lateranensi.

Per rimuovere la pubblicità, dice dunque Roma Capitale, sarebbe necessario addirittura l’intervento del governo in sede diplomatica.

11147854_816610088429914_7050545615676942798_nIn realtà alle 20:20 Paola Taverna pubblicava le foto del cartellone che veniva rimosso dai palazzi, il che fa supporre che il suo sdegno sia stato preso in considerazione dalla Santa Sede, territorio extraterritoriale rispetto alla città di Roma.

11334267_816609541763302_220568793324121721_oMa anche fosse stato, quelle pubblicità FIAT aiutano a coprire le spese di ristrutturazione, e sono sicuramente più belle delle classiche coperture da cantiere. Mentre invece la cara Taverna vorrebbe che oltre alle spese di ristrutturazione ci si accollasse anche il costo di:

realizzare teli con le sagome di monumenti storici

Ma lei ha idea di quanto costi un telone di quelle misure stampato? Bianco o con colore consono potrebbero anche essere un’opzione, ma sempre a costo dell’impresa (quindi del committente) sarebbero. Mentre invece così io costi se li accolla qualcun’altro. Mica male, no? Con anche un’entrata che copre parte della ristrutturazione. Che dire, il nostro condominio ha rifatto le facciate due anni fa, spendendo circa 190mila euro, ce li avesse pagate Marchionne per due mesi di lavori non avremmo detto di no! Sia chiaro, posso capire che deturpi il panorama, e che il Vaticano non sia in disgrazia, quindi possa accollarsi il costo dei lavori anche senza. Ma sfruttare la cosa per fare della politica contro il governo è quantomeno ridicolo visto che (in questo caso) non ne ha colpa. Esistono precedenti illustri con Venezia e Firenze in pole position, ne parlava già il Guardian nel 2010.

Poi sia chiaro, capisco il voler difendere la città Eterna e i suoi scorci. Ma occorre avere il senso della misura.

Sono curioso di sapere come verrà sostituita la copertura dell’impalcatura. Vi tengo aggiornati.

Nel frattempo sulla rete qualcuno ha già iniziato a fare ironia:

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