“Pianificavamo di bombardare l’Iran nel 2025…”
La disinformazione nasce anche da quelle piccole operazioni, quasi invisibili, che trasformano un condizionale ipotetico in una certezza

Le distorsioni dei fatti piacciono molto a chi campa di disinformazione. Il 21 aprile 2026 l’Antidiplomatico titolava:
Caitlin Johnstone – L’ex consigliere di Biden confessa: “Pianificavamo di bombardare l’Iran nel 2025”. Il piano bipartisan per la guerra totale
L’articolo non è altro che la traduzione parola per parola di un altro articolo firmato da Caitlin Johnstone, blogger australiana che si definisce “anti-imperialista”. Non proprio una fonte affidabile o autorevole, ma una fonte, l’ennesima, che soffre di un bias anti-occidentale dichiarato e sistematico.
Ci mettiamo poco a spiegare (e inquadrare meglio) il titolo dell’Antidiplomatico e di Johnstone. Il passaggio “incriminato” è questo, tratto da un’intervista pubblica rilasciata da Amos Hochstein su CBS Face the Nation; non una confessione in segreto, ma dichiarazioni in diretta televisiva nazionale americana:
I was supportive of President Trump joining in in June to take the strikes that we had thought internally in the Biden administration we may have to take if there was a second term. We thought that the spring summer of 2025 was probably we may have to be there in the same place. And we did war games, we did some practice runs on what it would look like.
Che tradotto:
Ero favorevole al fatto che il presidente Trump si unisse a giugno per effettuare i raid che noi, internamente all’amministrazione Biden, pensavamo di dover forse effettuare in caso di un secondo mandato. Pensavamo che la primavera-estate del 2025 sarebbe stato probabilmente il momento in cui avremmo potuto trovarci nella stessa situazione. E abbiamo fatto war games, abbiamo fatto alcune prove pratiche per capire come sarebbe stato.
Sia in inglese che in italiano potete notare l’uso del condizionale.
Hochstein dice “may have to take” (avremmo potuto dover effettuare) e “if there was a second term” (se ci fosse stato un secondo mandato – condizione esplicita che non si è mai verificata). Johnstone trasforma tutto questo in un indicativo, e l’Antidiplomatico ci aggiunge sopra il termine “confessa”, che suggerisce la rivelazione scandalosa di qualcosa di nascosto.
Peccato che Hochstein stesse parlando in televisione, davanti a milioni di spettatori americani. Non è una decisione presa, non è una confessione, bensì il lavoro ordinario di chi deve essere pronto a scenari che potrebbero non verificarsi mai. E in questo caso non si sono verificati, perché Biden non è stato rieletto.
Trasformare un condizionale in un indicativo è una piccola operazione, quasi invisibile. Ma è esattamente in quelle piccole operazioni che nasce la disinformazione.
maicolengel at butac punto it
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