Il costo dei panini e la nostalgia della Lira

L'ennesimo contenuto social per la serie "nostalgia canaglia" che riduce una questione complessa a una semplificazione di scarsa (o nulla) utilità

maicolengel butac 5 Mag 2026
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Mi capita spesso di vedere reel di soggetti (influencer? content creator?) che narrano di come provino “nostalgia delle lire”, soggetti che in molti casi non hanno l’età per poter aver vissuto la lira “in tutto il suo splendore” e che quindi stanno realizzando contenuti o su commissione (sarebbe interessante capire pagati da chi) o perché si sono resi conto che una grossa fetta del pubblico su certe piattaforme social è composta da nostalgici over 50 e 60.

Ma si tratta di contenuti fuorvianti, come abbiamo più e più volte tentato di spiegare su BUTAC, contenuti che omettono così tanti dettagli sul passaggio da lira a euro che ci sarebbe materiale per scriverci un saggio. Contenuti che oggi senza remore possiamo definire spesso e volentieri figli di quella stessa propaganda antieuropeista che da circa vent’anni ha inquinato le piattaforme social di tutta Europa. La stessa propaganda che sogna la distruzione dell’Unione Europea.

Oggi il post che mi sono trovato di fronte è questo:

Un filmato, senza voce, ma con una scritta in sovraimpressione:

POV: HAI PAGATO 2,35€ 4 PANINI

E subito sotto il testo del post:

Più i prezzi salgono e più ho nostalgia delle vecchie lire 😑🫠🤦🏻‍♂️🥹😫💸🛒
#riflessioni #prezzipazzi #carovita #pane #spesa

I commenti sono in linea con l’immagine, eccetto qualcuno che cerca di spiegare i fatti, come Matteo:

Se oggi avessimo le lire, saremmo nell’austerity più totale, peggiore di quella che abbiamo adesso. Considerando le scelte scellerate di tutti i governi saliti dopo l’adozione dell’euro, i governanti avrebbero stampato talmente tanta moneta da diventare quasi carta straccia. Immaginate competere col mercato europeo applicando le skill di problem solving dei nostri governanti. Altro che 2008, saremmo collassati peggio del titanic.

Ma la maggioranza imputa la questione a Prodi, alla sinistra, alle banche cattive, pochi hanno la lucidità di rendersi conto che se oggi fossimo ancora con la lira staremmo molto peggio che con l’euro.

Il post è un perfetto esempio di come funziona questa narrativa: nessun dato reale, nessun vero confronto. Basta citare una cifra (da verificare) per far scattare l’indignazione, con il cervello del lettore che fa il collegamento da solo: con la lira sarebbe costato meno. E sia chiaro, potrebbe anche essere vero, ma va spiegato che il potere d’acquisto della valuta sarebbe molto diverso.

Ne abbiamo parlato in modo approfondito nel 2014, quando abbiamo confrontato costi e stipendi dagli anni Ottanta ad oggi (articolo che andrebbe ulteriormente attualizzato). Ma all’epoca potemmo dimostrare come il costo del pane fosse rimasto sostanzialmente stabile in rapporto allo stipendio medio di un operaio, la carne era diventata relativamente più economica, il latte idem. Quello che era aumentato veramente erano le tasse locali, i balzelli comunali, i costi di gestione, tutte voci che con la moneta non c’entrano nulla, e che ci sarebbero state anche con la lira, anzi probabilmente di più. E con “di più” non stiamo facendo un’iperbole tanto per dire. Purtroppo è quello che succede quando uno Stato con una classe politica come la nostra torna ad avere il controllo della leva monetaria. Come ha giustamente scritto Matteo nei commenti al post, i governi italiani avrebbero stampato moneta. Che è esattamente quello che è successo per decenni prima dell’euro: come abbiamo documentato nell’articolo sulla manipolazione delle masse, tra il 1964 e il 1999 la lira si è svalutata del 600% rispetto al marco tedesco. Non per colpa di Prodi, non per colpa dell’eurozona: per le scelte dei governi italiani che si sono succeduti in quei trentacinque anni. La stessa cosa è successa alla peseta spagnola, al franco francese, alla sterlina, chi più chi meno, eravamo tutti sulla stessa barca.

Oggi le cose sono cambiate rispetto al 2014: guerre e costi di approvvigionamento dell’energia fanno sì che le spese siano aumentate, è vero, ma senza che questo possa essere collegato al cambio di valuta. Sia chiaro, il problema del caro vita è reale. L’inflazione degli ultimi anni ha colpito, e ha colpito soprattutto chi ha redditi fissi bassi. Ma la risposta a un problema complesso e reale non può essere una soluzione semplicistica e fasulla, e il ritorno alla lira è una soluzione fasulla, oltre che, nel contesto attuale, praticamente inattuabile senza un trauma economico che non oseremmo nemmeno cominciare a descrivere.

Chi produce questi reel lo sa? Forse sì, forse no. Come dicevo all’inizio: alcuni ci campano perché hanno capito che la nostalgia fa visualizzazioni, altri lo fanno perché qualcuno gliel’ha chiesto o forse perché loro stessi si sentono No Euro, magari per ignoranza in campo economico. Qualsiasi sia il caso, il risultato è lo stesso: una fetta di pubblico è convinta che il problema siano Prodi, l’euro e le banche cattive, e non le scelte politiche dei governi italiani degli ultimi trent’anni, inclusi quelli che oggi soffiano volentieri sul fuoco dell’euroscetticismo.

Vale la pena vigilare su chi fa questo gioco, e soprattutto evitare di amplificarlo. Purtroppo tra i wannabe comici che affollano le piattaforme social una buona fetta cerca costante visibilità con contenuti simili.

Non meritano condivisioni. Stateci alla larga.

maicolengel at butac punto it

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Immagine di testa di Eric Prouzet su Unsplash

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