mascaracacca

Mi sono ricordata della mia vecchia rubrica “Quel che non sapevi sul sesso” (per chi se li fosse persi: Vol. 1 e Vol. 2). Siccome la mia fonte primaria di facts farlocchi era una pagina Facebook chiamata Quel che non sapevi, sono andata a darle un’occhiata per capire se pubblicano ancora boiate. Beh, sì. E’ così piena di boiate che non sapevo nemmeno da dove cominciare. E adesso hanno anche un sito.

Perché alla gente piace così tanto diffondere stronzate?

E perché agli uTonti piace così tanto crederci?

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Perché alle donne (o agli uomini che usano mascara, non si sa mai) dovrebbe far piacere credere di spalmarsi cacca di pipistrello sulle ciglia?

No, non è vero. Basta fare una veloce ricerca per approdare in una pagina in cui, tra le altre interessanti bufale cosmetiche, la professoressa Silvia Vertuani, ricercatrice e coordinatore didattico del Master in Scienza e Tecnologia Cosmetiche all’Università di Ferrara, spiega che

Inizia tutto nel 2010 quando il conduttore della trasmissione televisiva americana Billy The Examinator dichiara questa sciocchezza. «Probabilmente ha letto che negli ingredienti c’è la guanina, un ingrediente bianco cristallino che serve per dare lucentezza. È vero che il termine deriva dallo spagnolo “guano” ma per uso cosmetico lo si può ottenere dalla lavorazione delle iridescenti scaglie di pesce e non dagli “scarti” dei pipistrelli».

Di più: sulla pagina di Wikipedia della guanina si legge che

La guanina (nome IUPAC: 2-ammino-6-ossipurina) è una delle due basi azotate puriniche (insieme all’adenina) che formano i nucleotidi degli acidi nucleici DNA e RNA.

Dubito che il nostro DNA contenga cacca di pipistrello.

Dalla pagina inglese di Wikipedia, inoltre:

The word guanine derives from the Spanish loanword guano (“bird/bat droppings”), which itself is from the Quechua word wanu, meaning “dung” (…)
In the cosmetics industry, crystalline guanine is used as an additive to various products (e.g., shampoos), where it provides a pearly iridescent effect. It is also used in metallic paints and simulated pearls and plastics. It provides shimmering luster to eye shadow and nail polish. Facial treatments using the droppings, or guano, from Japanese nightingales have been used in Japan and elsewhere, reportedly because the guanine in the droppings produces a clear, “bright” skin tone that users desire.

Ovvero:

La parola guanina deriva dal prestito linguistico guano (escrementi di uccelli o pipistrelli), che deriva a sua volta dalla parola quechua wanu, che significa “sterco” (…)
Nell’industria cosmetica, la guanina cristallina è usata come additivo in vari prodotti (ad es. shampoo), ai quali procura un effetto perlaceo iridescente. E’ utilizzato anche in vernici metallizzate, perle finte e prodotti plastici. Procura lucentezza iridescente a ombretti e smalti per unghie. In Giappone sono stati prodotti trattamenti facciali usando gli escrementi, o guano, degli usignoli, usati in Giappone e nel resto del mondo, poiché pare che la guanina contenuta negli escrementi producesse l’effetto di pelle chiara e “luminosa” che gli utenti desiderano.

Conclusione: truccarsi col guano era abitudine delle geishe giapponesi nel loro periodo di massimo splendore (XVIII-XIX secolo, ma soprattutto quando la guanina non poteva essere riprodotta in laboratorio, suppongo. Chi vorrebbe davvero spalmarsi del guano in faccia, se ci fosse un’alternativa meno disgustosa con la quale si ottiene lo stesso effetto?*) ma dato che oggi la guanina viene prodotta in laboratorio con metodi sicuramente meno costosi della raccolta del guano, dubito che i cosmetici che si trovano in commercio al supermercato o in profumeria contengano la minima traccia di cacca di pipistrello. Capisco per quale motivo si è creata la credenza popolare, però ricordiamoci che Google è nostro amico e bastano pochi minuti per arrivare a una risposta univoca riguardo a certe notizie che circolano in rete o fuori.

Piuttosto, avete ben chiaro cosa vi spalmate in faccia quotidianamente? Fatemi un favore personale: prendete uno qualsiasi dei prodotti che avete in casa, leggete gli ingredienti e poi provate a cercarli online. Forse dopo rimpiangerete un po’ di escrementi nel vostro mascara.

 

*Risposta: Victoria Beckham.