Mr Nò e il caldo innaturale

Redazione Butac 6 Ago 2018
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L’estate è nel pieno del suo fulgore e con essa tutti gli accessori tipici della stagione: il mare, le vacanze e il caldo. Purtroppo le alte temperature hanno anche i loro aspetti negativi, soprattutto perché influiscono sul nostro umore e sul nostro modo di pensare. Addirittura gli psicologi affermano che con il caldo il nostro cervello tende a usare delle scorciatoie di pensiero, a scapito della capacità d’analisi.
A questo c’è da aggiungere il fatto che alcune persone amano mettersi al centro dell’attenzione purché si parli di loro, anche a costo di apparire grottesche. Persone che diluiscono e combinano i propri umori arrivando a concepire teorie pseudo-razionali le quali non fanno altro che intaccare la cultura scientifica. Sia ben chiara una cosa: ognuno di noi ha diritto di manifestare il proprio pensiero così come ci garantisce, fortunatamente, l’articolo 21 della Costituzione. La stessa Costituzione che, altrettanto fortunatamente, mi garantisce libertà di opinione e di espressione soprattutto nei confronti di alcuni individui che mirano a sostituirsi alla scienza senza portare nuova conoscenza, anzi rifilando azzardate strumentalizzazioni o inutili propagande.
In questi ultimi giorni in tanti mi hanno segnalato le bizzarre asserzioni dei ‘noti’ esperti delle cosiddette ‘scie chimiche’ Antonio & Rosario Marcianò, i quali, dal loro social-laboratorio di ricerca, hanno mostrato evidenti segni di insofferenza verso la canicola e il suo ‘mandante’ (il cosiddetto anticiclone africano) colpevoli, a loro dire, di essere innaturali, spaventosi e artificiali. Argute affermazioni (palesate anche sulle bacheche social del ministro degli Interni Matteo Salvini sia da Antonio che da Rosario), senza ombra di dubbio.
Ora, senza voler prendere in considerazione la solita solfa sui carburanti avio, partiamo dalla prima: Caldo innaturale e afa spaventosa e secca. Probabilmente i fratelli Marcianò ignorano che caldo e afa sono da sempre protagonisti del clima mediterraneo prima ancora dell’anno zero delle cosiddette ‘scie chimiche’, da loro fissato al 1995. Strano che faccia caldo nel mese di luglio. Eppure, spulciando tra gli archivi meteorologici di centrometeo.com, sembrerebbe che non sia un evento così sporadico. Non ci credete? Guardate con attenzione le mappe relative alle temperature a 850 hPa (circa 1500 metri di quota) durante le avvezioni di aria calda in quota provenienti dall’entroterra africano dal 1949 al 1994. Ovviamente mi sono limitato al solo mese di luglio e prendendo in considerazione soltanto ondate di caldo accompagnate da isoterme (sempre ad 850 hPa – circa 1500m) pari o superiori a +22°C. Non credo abbiano bisogno di ulteriori commenti.

Assodato il fatto che nel mese di luglio possa anche fare caldo, analizziamo la sortita di Rosario condivisa addirittura sulla bacheca social del ‘capo’ del Viminale, reo di aver ‘biasimato’ il caldo africano:
Matteo, qui ti sbagli. C’è bassa pressione, per cui dovrebbe piovere e non ci sono correnti africane, ma massicce attività di aerosol notturne! E non dirmi che non ne sai nulla…
Probabilmente i fratelli Marcianò ignorano (in buona fede) le caratteristiche peculiari del promontorio in quota di matrice nord-africana, ‘volgarmente’ definito anticiclone africano. Le mappe seguenti sono piuttosto esplicative e mostrano la pressione al suolo (figura a destra) e alla quota di 500 hPa (circa 5000 metri di quota – figura a sinistra).
Al suolo effettivamente non c’è un’area di alta pressione, bensì una depressione termica che si forma a causa dell’eccessivo riscaldamento di questa zona della Terra, laddove aria molto calda si solleva e crea un vuoto negli strati bassi. In quota invece è fin troppo evidente la ‘campana’ anticiclonica ben radicata nell’entroterra sahariano caratterizzata dal fenomeno della subsidenza la quale, a sua volta, provoca un riscaldamento per compressione della massa d’aria con conseguente progressivo accumulo di calore e umidità al suolo. Non mi dilungo ulteriormente. Queste sono nozioni base di meteorologia e come tali riscontrabili su un qualsiasi manuale.
D’altronde sono più di duemila anni che a un certo punto è estate. E sono più di duemila anni che d’estate fa caldo. Con buona pace dei fratelli Marcianò.

Angelo Ruggieri

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