Decarbonizzazione, malinformazione e satira
Comicità e satira utilizzati come cavallo di troia per la propaganda più dannosa

Nel 2021, a pandemia in corso, mi capitarono davanti dei video di una comica italiana che non avevo mai sentito nominare. Amo la stand up comedy, ero curioso, e trovo che le donne siano superiori agli uomini in questo settore, perché sanno essere molto più ciniche e taglienti. Nel caso specifico i primi video mi fecereo fare qualche sorriso, poi si entrò nel terreno di green pass e vaccini e mi resi conto che non stavo asssistendo a uno spettacolo comico, ma a pura disinformazione celata dietro un monologo da stand up comedian. Non farò il nome della comica a cui mi riferisco, non voglio regalarle visibilità e non è di lei che oggi parliamo, ma pochi giorni dopo me la trovai intervistata da ByoBlu, dove appunto ripeteva a pappagallo tutta la disinformazione pandemica come un mantra. La comica in questione nel frattempo ne ha fatta di strada, e ora tiene spettacoli in piazze e teatri, immagino guadagnando bene. Chi la invita per me è complice di quella disinformazione.
Ma appunto oggi non è di lei che voglio parlare, bensì di un’americana: Arynne Wexler, che fa la stessa identica cosa, ovvero sfruttare la sua capacità di stare su un palco o di fronte a una telecamera per contribuire alla diffusione di malinformazione.
Il video che ci avete segnalato è questo:
E viene condiviso da Arynne con questo testo:
It’s a good thing the EU has been lecturing us for years and destroying their lives, they literally saved the planet for about 0.01 seconds
Che tradotto:
Per fortuna l’UE ci fa la morale da anni, mentre rovina la vita ai propri cittadini: hanno letteralmente salvato il pianeta per circa 0,01 secondi.
Sta facendo del sarcasmo, e lo fa mostrando appunto un grafico in cui si vedono i valori della CO2 per la Germania, la Gran Bretagna e infine la Cina.

Nulla di sbagliato nel grafico: è vero che nel 2023 la Cina emetteva circa 8,6t di CO₂ per abitante, e il Regno Unito circa 4,5; quello che però la dolce Arynne evita di raccontare è che gli Stati Uniti erano sopra le 14t. La Cina pertanto è sì sopra la media europea pro capite, ma resta ben lontana dagli USA e da diversi Paesi ricchi. Ovviamente avendo la Cina una popolazione di molte grandezze superiore a quella americana è oggi, con grande distacco, il primo emettitore mondiale in termini assoluti. Ma, appunto, se analizziamo le emissioni procapite gli Stati Uniti toccano quasi il doppio. E guarda caso gli Stati Uniti sono, storicamente, il principale contributore delle emissioni di CO2 nell’atmosfera. Omettere questi “dettagli” è fare malinformazione. Farlo con la faccina pulita di chi vuole strapparvi una risata serve a far sì che quella malinformazione penetri più in profondità. Chi campa sulla disinformazione lo sa benissimo, e proprio per questo forma giovani e giovanissimi per fare lo sporco lavoro sui social. Se poi sono anche di bell’aspetto, ancora meglio.
L’altra cosa che Arynne omette è che quel grafico da solo non dimostra affatto che gli sforzi europei siano inutili, né che noi ci roviniamo mentre la Cina se ne frega, anche se è quello che vuole dare a intendere ai propri follower.
Certo che la presenza di Paesi come Cina e Stati Uniti che ancora emettono tantissime tonnellate di CO2 rende impossibile risolvere il cambiamento climatico basandosi solo sulla decarbonizzazione europea, ma le emissioni sono addittive, ovvero: ogni tonnellata non emessa resta una tonnellata non aggiunta alla concentrazione atmosferica, indipendentemente da ciò che fa la Cina. Il problema vero, che Arynne non tratta, è che una politica climatica europea isolata ha un effetto globale limitato se le grandi economie – USA e Cina sopra tutte – non seguono.
Arynne, come la sua quasi omonima italiana, usa la stessa arma: la risata come cavallo di Troia. Il pubblico abbassa le difese perché sta ridendo, non pensando. Ed è proprio per questo che il danno non si attenua: si amplifica.
maicolengel at butac punto it
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