Censurarono studi sul vaccino, dice Fratelli d’Italia
Narrative antivacciniste smentite più volte che arrivano fino al sito ufficiale del partito al governo

Il sito web del primo partito del nostro Paese il 20 ottobre 2026 ha titolato così:
Covid: censurarono studio su effetti avversi al vaccino
Un titolo forte, che viene ripreso dai quotidiani che durante la pandemia hanno cavalcato tutta la possibile disinformazione. Ma appunto finché a cavalcare disinformazione sono redazioni giornalistiche è un conto, quando a titolare così è il sito che rappresenta la presidente del Consiglio dei ministri a mio avviso le cose sono decisamente più gravi e importanti da trattare. L’articolo comincia con un virgolettato di Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid, che apre così:
Il clima di caccia alle streghe durante la pandemia di Covid fu da regime totalitario. Giornalisti, esponenti politici, esperti di varie materie e persino ricercatori scientifici furono censurati, ridicolizzati o demonizzati per aver espresso opinioni e studi sgraditi al pensiero allora dominante.
Caccia alle streghe?
Si parte malissimo, perché, come riportato più e più volte, l’informazione medica in Italia – specie nei primi mesi della pandemia – era in mano a Barabba, altro che caccia alle streghe; chi lo sostiene sta disinformando. Chiunque diceva la qualsivoglia cosa, in TV, sui giornali, e raramente le redazioni si limitavano a intervistare i membri del Ministero e dell’ISS, permettendo a centinaia di cialtroni con voglia di visibilità di ritagliarsi un angolo nel mondo dell’informazione pandemica. La “caccia alle streghe” – ma non quella a cui fa riferimento la notizia pubblicata sul sito di FdI – semmai è arrivata dopo la pandemia, quando, con studi pubblicati, si è cercato di spiegare al grande pubblico che molti dei volti che avevano seguito durante la fase più cruciale della pandemia erano volti di ciarlatani che discettavano di Coronavirus senza averne i titoli.
Fu censurato uno studio?
Lo studio a cui fa riferimento l’articolo di Fratelli d’Italia s’intitola:
Safety of COVID-19 Vaccines in Patients with Autoimmune Diseases, in Patients with Cardiac Issues, and in the Healthy Population
Non è stato censurato, tanto che è stato pubblicato nel 2023 su Pathogens con le firme di Loredana Frasca, Giuseppe Ocone e Raffaella Palazzo, ed è ancora oggi liberamente consultabile. E non è uno studio ma una revisione della letteratura, che non è proprio la stessa cosa. Ma vabbè.
Le miocarditi triplicate?
Sempre nel virgolettato di Buonguerrieri leggiamo che lo studio avrebbe detto che le miocarditi erano triplicate, ma non è vero, anche questa è disinformazione. Una revisione non produce dati propri. Al massimo mette in fila dati raccolti da altri e già pubblicati altrove, quindi dati che non possono aver subito nessuna “censura italiana”. Il punto da cui più probabilmente arriva quel “triplicate” è uno studio del 2021 pubblicato su JAMA Cardiology, fatto sui militari americani.
Il problema è che quel dato non misura un aumento. Nello studio sui militari risultano circa 3,5 casi di miocardite ogni 100.000 vaccinati. La revisione lo mette accanto a un altro studio, fatto su persone con un’età media di 57 anni, dove i casi erano circa 1 ogni 100.000. Da lì il 3,5 volte di più.
Questo significa che nei maschi giovani il rischio di miocardite dopo il vaccino è più alto che nelle persone più anziane, non che le miocarditi nei giovani siano triplicate. E non era nemmeno un segreto, lo aveva scritto EMA a dicembre 2021, più di un anno prima della revisione. È lo stesso comunicato EMA che Fratelli d’Italia cita qualche riga più sotto. Difficile sostenere che un’informazione fosse censurata, quando la cita anche chi denuncia la censura.
Concludendo
Vedere disinformazione su vaccini e pandemia su testate giornalistiche è una cosa, vederla sulle pagine del partito politico a cui appartiene chi guida il Paese è qualcosa di molto diverso. Ma chi guidava il Paese durante la pandemia permise a tanti membri della propria coalizione di disinformare, ed è stato eletto anche grazie ai voti di chi a quella disinformazione si è abbeverato, così oggi deve tenerli evidentemente buoni con contentini come quello che abbiamo appena trattato. Vorrei fosse chiaro però che contenuti del genere sono come i classici nodi: prima o poi vengono al pettine.
maicolengel at butac punto it
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Immagine di testa di Jon Tyson su Unsplash