La guerra, i giornali, i virgolettati
Ancora una volta si usano le virgolette per mettere in bocca a qualcuno una citazione che non ha mai pronunciato

La Repubblica il 18 ottobre titolava:
“Cittadini, preparatevi alla guerra e a fare sacrifici”: l’appello del capo dell’esercito britannico
Il virgolettato è molto chiaro: secondo il titolista il generale Sir Roly Walker, capo di Stato maggiore dell’Esercito britannico, avrebbe detto questa frase ai cittadini britannici. Ma quel virgolettato non è mai stato detto come lo riporta il quotidiano romano. Sia chiaro, le testate che l’hanno riassunto così sono tante, ma questa è la trascrizione completa del passaggio, ricavata dal filmato di BFBS, il servizio radiotelevisivo delle forze armate britanniche, che ha ripreso il discorso (tra parentesi quadre ho messo i passaggi poco comprensibili nel filmato):
You didn’t know this , but our nation is going to need you. There was a time that our nation didn’t want to think of a time when it would need its soldiers to fight in a war. anyone who has studying the trajectory of world affairs, the geopolitical system within which our nation sits, there is extreme jeopardy in the world at the moment, and the business of soldiering is coming back into the nation’s sighting.
Indeed, very soon, the political leaders of this country will start to have a frank conversation with the citizens of this country about just what is going on and where the risk lies, and what the nation must need to be prepared to do. They need to understand what is going on in the world of defence and security, and why now appears to be a very dangerous time. They’re going to try and explain to our citizens have got to consent to sacrifices to prioritise defence and security. And then they’re going to ask the citizens, whom we are not necessarily at the front of their mind, they too need to play a part in the defence and security of this country. So they need to understand what we do for them. They need to consent to allow us to do that, which means sacrifices by them. And ultimately, we’re going to need them to back us, to back you, to do the one thing that you do that nobody else gets to do, and that is to take the fight to the enemy.
And there is no other environment, to my mind, where the burden of fighting is placed squarely on the shoulders of almost inexperienced and junior soldiers. And I’m looking at you, because it’s on you the defence of this nation will rest, if ultimately you are called to fight.
Che tradotto:
Non lo sapevate, ma la nostra nazione avrà bisogno di voi. C’è stato un tempo in cui la nostra nazione non voleva nemmeno immaginare un momento in cui avrebbe avuto bisogno dei suoi soldati per combattere una guerra. Ma chiunque abbia seguito l’evoluzione degli affari internazionali, del sistema geopolitico in cui si colloca la nostra nazione, si renderà conto che in questo momento nel mondo c’è un pericolo estremo, e che il mestiere delle armi sta tornando al centro dell’attenzione del Paese.
Anzi, molto presto i leader politici di questo Paese inizieranno un confronto franco con i cittadini su cosa sta realmente accadendo, su dove si trova il rischio e su cosa la nazione deve essere pronta a fare. I cittadini devono capire cosa sta succedendo nel campo della difesa e della sicurezza, e perché questo appare come un momento molto pericoloso. I politici cercheranno di spiegare ai cittadini che dovranno accettare dei sacrifici per dare priorità alla difesa e alla sicurezza. E poi chiederanno ai cittadini, per i quali noi non siamo necessariamente in cima ai pensieri, di fare anche loro la propria parte per la difesa e la sicurezza di questo Paese. Quindi devono capire cosa facciamo per loro. Devono acconsentire a lasciarcelo fare, il che significa sacrifici da parte loro. E, in definitiva, avremo bisogno che ci sostengano, che sostengano voi nel fare l’unica cosa che fate voi e che a nessun altro è concesso fare: portare la guerra al nemico.
E non esiste altro contesto, a mio parere, in cui il peso del combattimento ricada così interamente sulle spalle di soldati giovani e quasi privi di esperienza. E sto guardando voi, perché è su di voi che poggerà la difesa di questa nazione, se alla fine sarete chiamati a combattere.
La prima cosa da sottolineare è che Walker sta parlando ai soldati: circa 700 militari della 1st (UK) Division di stanza a Catterick Garrison, nel North Yorkshire, dove era in visita. Non si è rivolto ai “cittadini”, come lascia intendere il titolo di La Repubblica. Dei cittadini parla sempre in terza persona: sono quelli a cui i politici dovranno spiegare la situazione e chiedere sacrifici. Il discorso si apre con “la nostra nazione avrà bisogno di voi” e si chiude con “sto guardando voi, perché è su di voi che poggerà la difesa di questa nazione”. Quel “voi” sono i soldati giovani e quasi senza esperienza che aveva davanti, non i lettori di Repubblica o i cittadini del Regno Unito.
Qualcuno dirà che ne facciamo una questione di lana caprina, ma la disinformazione corre proprio sul filo di lana. Le virgolette servono a dire al lettore che qualcuno ha pronunciato quelle parole, e quelle parole Walker non le ha pronunciate. Persino Forces News, che il video l’ha girato, ha titolato in modo forte (“Britons must prepare to make sacrifices for war”), ma senza virgolette e senza mettere in bocca al generale un appello che non ha fatto.
Attenzione, quanto detto da Walker è tutto tranne che rassicurante, ma appunto va contestualizzato. Il capo dell’Esercito britannico dice chiaramente che i leader politici chiederanno ai cittadini sacrifici per la difesa, e questa è la notizia. Ma un generale che si rivolge direttamente alla popolazione con un “Cittadini, preparatevi alla guerra” è una cosa, un generale che dice ai propri soldati “presto i politici parleranno ai cittadini, e servirà che vi sostengano” è un’altra.
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