Io ho il forte sospetto che anche l’ennesimo soggetto che con un audio sta cercando di sobillare la gente a uscire di casa il 25 aprile risieda all’estero. Ma nel caso non sia così, spero venga identificato il prima possibile. Non vi carico tutto l’audio, ma spero che la voce venga riconosciuta da qualcuno.

L’audio intero dura circa sette minuti, vengono dette tante cose, ma a me interessano quelle di questo minuto e 24 secondi. Già con quelle posso farvi comprendere perché l’amico di Luca lo potete mandare a spendere, e magari qualcuno potrebbe anche riconoscerlo e denunciarlo a quelle forze dell’ordine di cui si parla tanto nell’audio.

La prima cosa da dire è che al momento non esiste nessun vaccino per il Sars-Cov-2, tanti Paesi stanno studiando diverse forme d’approccio all’epidemia, tra cure e prevenzione. Ma a oggi non abbiamo un vaccino che funzioni. Ci sarà mai? Non possiamo saperlo. È vero, in Lazio è stata approvata la proposta di rendere obbligatorio il vaccino antinfluenzale per determinate categorie di soggetti. Dal 15 settembre 2020 avranno l’obbligo di vaccinarsi contro influenza e pneumococco gli over 65 e il personale medico sanitario. Non mi pare si parli di forze dell’ordine, su cui il presidente della regione Lazio non ha molto potere: polizia e carabinieri infatti non dipendono dalla Regione.

Nell’audio ci racconta delle dispute tra Trump e Bill Gates e Trump e l’Organizzazione Mondiale della sanità, cose corrette, peccato però che poi inciampi sulla storia della pandemia. Non è affatto vero quanto viene detto, e cioè che l’OMS non avrebbe mai dichiarato una pandemia ma solo una presunta pandemia.

Ne abbiamo parlato giusto pochi giorni fa:

L’OMS ha dichiarato lo scoppio della pandemia il 12 marzo 2020, come dimostra questo comunicato stampa che titola: L’OMS annuncia lo scoppio di una pandemia di COVID-19

Al minuto 2:15 circa dell’audio originale ci viene anche raccontato che:

Odessa? Ma di cosa sta parlando? Immagino che si faccia riferimento a Odessa in Ucraina, ma non mi risulta nessuna notizia del genere in queste ultime settimane. Ma nemmeno nelle settimane, nei mesi o negli anni passati. A Odessa al momento hanno lo stesso problema che abbiamo noi in Italia: la lotta alla disinformazione spinta da gruppi populisti (probabilmente vicini all’estremismo di destra) come dimostrano articoli sulla stampa estera. Durante i conflitti tra separatisti in Ucraina, i manifestanti di Odessa – dopo alcuni scontri con svariati morti – dissero chiaramente che il loro desiderio non era l’annessione alla Russia, ma diventare una regione autonoma all’interno dell’Ucraina. Non trovo traccia di scene come quella descritta nell’audio e il dubbio è che faccia parte di una delle tante narrazioni filo-russe che girarono all’epoca del conflitto e che per alcuni sono diventate notizie vere.

Nell’audio si va oltre, si racconta di come il 4 maggio siano pronti a staccare il web per non permetterci di comunicare, che per questo dovremmo uscire di casa prima: è importante, veniamo invitati a prendere l’auto, intasare le strade, riappropriaci delle nostre città.

Io non sono nessuno per dirvi cosa dovete fare, io starò a casa, e spero lo farete anche voi. Non perché non sia stufo di starci, non perché non veda l’ora di riaprire il negozio e tornare in qualche maniera a fare perlomeno una vita al di fuori delle quattro mura di casa. No, io resto a casa perché ho letto, ho approfondito, è abbastanza chiaro che non possiamo minimamente essere certi che sia finita. La pandemia in certe zone d’Italia ha fatto molte vittime, checché sostengano alcuni opinionisti del web.

Uscire, all’improvviso, seguendo i suggerimenti di questi benemeriti deficienti può fare solo una cosa: riportarci velocemente al punto di partenza, con una non trascurabile differenza. Due mesi fa i nostri medici e operatori sanitari erano (per quel che si può essere facendo mestieri così delicati) freschi e reattivi, ora sono stanchi e bisognosi di un momento di calma. Quella calma che può dare solo l’abbassarsi della curva. Assembrarsi ha un solo sicuro effetto, aumentare le possibilità di contagio e diffusione da parte di tutti gli asintomatici statisticamente presenti nella popolazione “quarantenata”.

Contare che le forze dell’ordine che non intervengano, ma anzi, si uniscano alla folla come i fantomatici soggetti di Odessa è un terno al lotto. Se lo fanno, si rischia di ritornare alla situazione di partenza del contagio, o quasi. Se non lo fanno e decidono di identificare e sanzionare tutti sono volatili per diabetici…

Non posso aggiungere altro, in chiusura vi lascio un video, dove parlo anche di un altro fenomeno come l’amico di Luca qui sopra…

maicolengel at butac punto it

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