La CIE e le contestazioni in legalese
Un diffida per il Comune che sembra inquietantemente simile al messaggio che dice a Meta che non autorizzate l'uso dei vostri dati...

Ci avete segnalato una mail che sta circolando su tanti canali complottisti, una mail che andrebbe compilata e spedita ai Servizi demografici del Comune di residenza, questa mail:
PER IL COMUNE:
Oggetto: Diffida e richiesta di chiarimenti in merito alla validità della carta d’identità cartacea e all’obbligo di transizione alla CIE.
Al Sindaco del Comune di XXXXX
All’Ufficio Servizi Demografici
(p.c. al Garante per la Protezione dei Dati Personali e Prefetto)
Il sottoscritto , residente in , titolare della carta d’identità cartacea n. con scadenza originaria , in riferimento all’avviso pubblico recante la data del 4 maggio 2026, con la presente
CONTESTA
la perentorietà e la portata della comunicazione istituzionale che dichiara la totale invalidità del documento cartaceo a partire dal 3 agosto 2026, imponendo la transizione alla Carta d’Identità Elettronica (CIE) come unico obbligo per il cittadino.
Sulla base delle seguenti motivazioni in punto di diritto:
Eccesso rispetto al Regolamento (UE) 2019/1157: L’Art. 1 del suddetto Regolamento dichiara esplicitamente che le nuove norme mirano ad “agevolare l’esercizio del diritto alla libera circolazione”. Ne consegue che la cessazione della validità prevista dall’Art. 5 entro il 3 agosto 2026 deve intendersi limitata alla funzione di documento di viaggio/espatrio. Dichiarare la “non validità” assoluta del documento per fini identificativi interni sul territorio nazionale costituisce un’interpretazione estensiva priva di base giuridica comunitaria.
Violazione del principio di proporzionalità e minimizzazione dei dati: L’obbligo di rilascio della CIE comporta la raccolta coattiva di dati biometrici (impronte digitali) e la creazione di un’identità digitale. Tale imposizione appare sproporzionata qualora il cittadino intenda avvalersi del solo diritto all’identificazione fisica “analogica”, prerogativa che non può essere soppressa in favore di una digitalizzazione che deve restare un onere per la PA e non un obbligo per l’individuo.
Carenza di alternative e inefficienza del servizio: Si diffida il Comune dal privare il cittadino di qualsiasi servizio essenziale e immediato di identificazione, specialmente in assenza di una norma nazionale che abroghi esplicitamente la validità degli atti pubblici cartacei precedentemente emessi e non ancora scaduti per legge italiana (L. 133/2008).
Tutto ciò premesso, il sottoscritto DIFFIDA
il Comune di xxxxx dal considerare nullo o inefficace il documento cartaceo in mio possesso per qualsiasi atto di pertinenza comunale (ivi compresi i servizi anagrafici e di identificazione fisica) oltre la data del 3 agosto 2026, restando tale data vincolante esclusivamente per la funzione di espatrio.
Con riserva di ogni azione legale presso le sedi competenti e segnalazione al Prefetto.
Distinti saluti,
N.d.R. Questa contestazione si può fare sia PEC che E-mail. Bisogna fare copia-incolla nel testo della PEC/E-mail e mettere in allegato il DI in PDF (al posto della firma autografata). Ma è possibile anche usare la Raccomandata A/R oppure consegnare a mano. In tutti i casi va chiesto il PROTOCOLLO D’UFFICIO entro 24/48 ore dall’invio.
Il testo è lungo, pieno di riferimenti normativi e scritto in un linguaggio che vuole sembrare tecnico. Il problema è che, sotto la superficie, regge molto poco.
Vediamo insieme il perché.
Cosa dice la norma
Il riferimento citato è il Regolamento (UE) 2019/1157, che introduce standard di sicurezza più elevati per le carte d’identità all’interno dell’Unione Europea. Tra le altre cose, stabilisce che i documenti non conformi (come molte carte cartacee) cessino di essere validi entro il 3 agosto 2026.
Non è una scelta del singolo Comune. È un adeguamento a una normativa europea.
Vale solo per l’espatrio?
La diffida sembra dare a intendere che la perdita di validità riguardi solo l’uso della carta d’identità come documento di viaggio, ma è un’interpretazione arbitraria. Il regolamento 2019/1157 nasce per facilitare la libera circolazione, ma interviene anche sugli standard di sicurezza dei documenti ad uso interno. Se il documento cartaceo non è più conforme smette di essere valido, per tutti gli usi, non solo per l’espatrio.
Violazione della privacy?
La diffida parla di raccolta “coattiva” di dati biometrici, sostenendo sia una violazione della privacy del cittadino. Ma appunto si tratta di un regolamento europeo, approvato nel 2019, una diffida al Comune di residenza non ha alcun peso. Il trattamento dei dati raccolti è tutelato dalle regole sulla protezione della privacy dei cittadini europei.
Serve una legge italiana?
Qua si gioca sulla confusione e sull’ignoranza delle norme che regolano l’UE, si dà a intendere che per permettere al regolamento 2019/1157 di entrare in vigore dovrebbe servire una legge italiana che dica esplicitamente che viene abrogata la carta d’identità cartacea, ma è una bufala.
I regolamenti europei sono direttamente applicabili negli Stati membri: a nulla può servire una legge nazionale che “replichi” ogni singola disposizione. Se una norma europea stabilisce che un certo tipo di documento non è più valido, quella norma produce effetti anche a livello interno, anche in mancanza di una legge identica sul territorio statale.
Concludendo
Inviare questo testo al proprio Comune non blocca l’entrata in vigore delle nuove regole e non modifica il quadro normativo. È un po’ come quando vi dicono di copiare il messaggio che dice a Meta che non autorizzate l’uso dei vostri dati: si tratta di fumo negli occhi dell’utente, convinto di fare qualcosa che possa servire e invece spinto a compiere azioni assolutamente inutili.
La diffida è un classico caso di malinformazione, visto che usa riferimenti normativi reali, ma interpretandoli in modo forzato costruisce una narrativa priva di fondamenti giuridici.
Se si hanno dubbi, la strada più semplice è quella di chiedere chiarimenti agli uffici competenti, evitando di affidarsi a modelli precompilati che promettono battaglie legali ma che in realtà non servono a nulla.
maicolengel at butac punto it
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Immagine di testa di Patrick Tomasso su Unsplash