No, Midazolam e Remdesivir non sono lo stesso farmaco

Un post che arriva dal Regno Unito e che cerca di fare confusione per portare avanti narrative sul COVID ormai insostenibili

maicolengel butac 8 Mag 2026
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Nell’analizzare una notizia legata ai vaccini e alla pandemia, mi sono ritrovato di fronte a un post che ritengo sia molto importante da trattare per fare chiarezza su qualcosa che, diffuso nella maniera sbagliata, può fare danni. Il post che ho visto è questo:

MIDAZOLAM COMPRATO A QUINTALI PER UCCIDERE I MALATI DI COVID!
👇
MIDAZOLAM/EUTANASIA REGNO UNITO.

https://t.me/MIKAYOUTUBERS/45903

DOSI ENORMI DI MIDAZOLAM IMPORTATI ALL’INIZIO DELL’ANNO 2020, ESAURITI AD OTTOBRE 2020, ANZICHÉ ENTRO I 2 ANNI DALL’ACQUISTO, NONOSTANTE IN QUEL PERIODO FATIDICO, GLI INTERVENTI CHIRURGICI ERANO STATI ANNULLATI DAGLI STESSI CRIMINALI, VISTO CHE IL MIDAZOLAM È UTILIZZATO NELLE ANESTEZIE).

P.S. QUEL CH’È È SUCCESSO IN TUTTO IL MONDO.
MIDAZOLAM O REMDESIVIR È LO STESSO FARMACO.
👇ITALIA
MIDAZOLAM = OMICIDIO VOLONTARIO
https://x.com/carlo_taormina/status/1936376536480788786?s=19

👇CASSAZIONE.
SENTENZA 48944/22;
MORFINA, MIDAZOLAM, PROPOFOL =
OMICIDIO VOLONTARIO
Avv. Taormina. 25/06/’25
https://t.me/MIKAYOUTUBERS/41690

👇SENTENZA
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Il post parte dal Regno Unito, raccontandoci che dosi enormi di Midazolam sarebbero state acquistate nel 2020 ed esaurite in anticipo, nonostante gli interventi chirurgici fossero stati sospesi. Sembra strano, finché non si considera che gli interventi chirurgici richiedono sì anestesia, ma che anche i reparti di terapia intensiva pieni di pazienti COVID intubati e pronati richiedono a loro volta sedazione continua e prolungata. Sono due utilizzi diversi dello stesso farmaco. Il consumo è aumentato perché aumentava il numero di pazienti che ne avevano bisogno in terapia intensiva, non perché qualcuno avesse deciso di usarlo come veleno. Ma spiegarlo romperebbe il giochino.

La bufala, quella più grossa del post, è quella frase: “Midazolam o Remdesivir è lo stesso farmaco”, che già da sola dovrebbe bastare a farvi capire il livello di disagio che si sta toccando. Midazolam è una benzodiazepina sedativa/ipnotica, sintetizzata per la prima volta nel 1976, usata come medicazione pre-anestetica, sedazione, anticonvulsivante. Remdesivir è un antivirale approvato per il trattamento di COVID-19. Le due molecole non hanno nulla in comune né come struttura, né come meccanismo d’azione, né come indicazione terapeutica.

Il Midazolam è il farmaco di prima scelta nelle cure palliative nel 49% dei casi, da solo o in combinazione con altri farmaci. Le sue indicazioni in medicina palliativa includono la sedazione di breve durata per interventi diagnostici o terapeutici spiacevoli e la sedazione per sintomi refrattari o ingestibili nella fase terminale di malattia.

Come spiegava il collega Juanne Pili nel 2023 su Open:

Il dottor Filippo Testa, anestesista, già medico di Emergency e co-autore della pagina Facebook Pop Medicine, spiega a Open il reale contesto di utilizzo dei farmaci in situazioni così estreme. «Certo che quei farmaci sono stati usati di più – spiega Testa riferendosi al Midazolam -, servivano sedativi perché i pazienti intubati e pronati hanno bisogno di una sedazione profonda e di curarizzazione». Immaginiamo anche l’alto numero di pazienti che saturavano le terapie intensive. «Stessa cosa per il Propofol – continua il Medico -, Il Midazolam è stato usato per mantenere la sedazione nei pazienti intubati in associazione o meno con il Propofol. Anche il Dexdor (un sedativo) è stato utilizzato in maniera estesa».

Infine nel post viene citata la sentenza della Cassazione 48944/22, rilanciata a giugno 2025 dall’avvocato Carlo Taormina come prova che “midazolam = omicidio volontario”. La sentenza esiste, ma nel post (e nei tanti testi simili che vengono diffusi in rete) viene travisata completamente. La sentenza riguarda un medico che somministrava trattamenti eutanasici a pazienti terminali senza consenso e al di fuori dei protocolli prescritti. L’elemento che ha determinato la condanna non è il farmaco usato, ma l’assenza di finalità terapeutica e la violazione deliberata dei protocolli. In altri termini: la Cassazione ha stabilito che un medico che uccide pazienti senza consenso e fuori protocollo commette omicidio. Il che è ovvio, e non ha nulla a che fare con le cure palliative standard. È come dire che i coltelli da cucina sono armi omicidali perché qualcuno li ha usati per uccidere.

Purtroppo di soggetti che a distanza di anni insistono nel diffondere questo genere di disinformazione in rete se ne trovano tanti, si tratta di persone che devono calcare la mano per non perdere i tanti follower guadagnati, quelli che gli permettono di continuare nella loro opera di propaganda pseudoscientifica. Smettessero di diffondere bufale sulla pandemia in breve tempo perderebbero quel seguito, che li idolatra e risponde a ogni stimolo che gli viene lanciato esattamente come farebbe uno dei famosi cani di Pavlov.

maicolengel at butac punto it

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Immagine di testa di Shawn Powar su Unsplash

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