Alcuni di voi nei giorni scorsi mi hanno segnalato un articolo di NextQuotidiano, non in quanto bufala, ma perché l’amico Elio Truzzolillo mi citava. L’articolo di Elio racconta di un premio assegnato a degli italiani e poi messo in discussione. Non è mia intenzione parlare  del premio a cui Elio fa riferimento, ma grazie al suo articolo sono finito sul sito di ByoBlu a vedere l’ennesimo video con Stefano Montanari protagonista.

Il video dura solo dodici minuti, in cui Montanari parla anche di noi.

A inizio video Montanari fa dei paragoni tra il premio che gli era stato assegnato e altri premi noti, dal Nobel al Premio Strega. Lo fa dando a intendere che si tratti di occasioni simili. Ovvero, Montanari spiega che le critiche al suo premio sono arrivate perché è un premio per studi scientifici dato da un’associazione che non si occupa di scienza, come negli esempi che lui riporta (Nobel, Strega e così via). Quello che Montanari non spiega affatto è che premio Nobel e premio Strega vengono assegnati da una giuria, che valuta i lavori presentati, ed è una giuria titolata per quella valutazione. Il premio che gli è stato assegnato invece veniva unicamente dalla segnalazione del suo lavoro, senza nessuna giuria che valutasse il suo operato. Una succursale italiana ha fatto il suo nome alla WBC e così a lui – come a decine di altri – è stato assegnato il premio. Sono stati fatti nomi di altri ricercatori italiani? A quanto ci è stato riferito dalla WBC no, solo Stefano Montanari e Antonietta Gatti sono stati segnalati dalla WBC italiana.

Quindi non è un premio simile agli altri che Stefano Montanari cita.

Ma procediamo oltre. Montanari spiega che qualcuno (io nella fattispecie) ha scritto alla WBC (cito dalle parole di Montanari) “tante sciocchezze”. Ma io alla WBC ho solo chiesto sulla base di cosa avessero premiato Montanari e consorte come “Hero of the world”, e ho inviato loro i link a due articoli in inglese di cui io non sono l’autore. Questo evidentemente ha smosso qualcosa e i nomi di Gatti e Montanari sono spariti dai comunicati stampa della WBC. Ma non è questo il punto che m’interessa delle parole di Stefano Montanari.

L’argomento che m’interessa di più è negli ultimi minuti del video, quando si passa a parlare non più del premio, ma del microscopio elettronico per cui Montanari e Gatti stanno raccogliendo donazioni da tempo. A oggi hanno superato la cifra per l’acquisto, ma siccome servono soldi per finanziare le ricerche le donazioni sarebbero ancora aperte. Non fosse che sembra che PayPal abbia bloccato temporaneamente la raccolta. Ma non è nemmeno del blocco o del microscopio che voglio parlare, c’è una precisa frase che Stefano Montanari dice, una frase che mi ha dato molto fastidio e ritengo vada approfondita.

Al minuto 9:10 circa viene citato Telethon, Stefano Montanari dice:

…le ricerche costano. Chi per esempio ha donato qualche cosa a Telethon sa benissimo che in tutti questi anni Telethon ha raccolto centinaia di milioni probabilmente superando anche il miliardo, poi qualcuno mi dirà con quali risultati, però le ricerche costano.

Eh no caro Montanari, questa frase – buttata là – che dà a intendere che Telethon coi soldi che raccoglie non combina nulla non va affatto bene. Perché in piena trasparenza la fondazione dà la possibilità di vedere come sono stati usati quei soldi, dà modo di capire quante ricerche sono state finanziate.

Dare a intendere, in pochissimi secondi, che Telethon non produca risultati importanti è disinformare. Disinformare per proprio interesse personale. E questo non va affatto bene.

Telethon è una realtà importante nel mondo della ricerca, che da anni finanzia studi di vario genere per malattie per cui altrimenti le ricerche sarebbero zero. Fosse semplice produrre risultati positivi nel campo della ricerca medico-scientifica avremmo già trovato la cura per moltissime malattie. Purtroppo, come qualsiasi ricercatore scientifico serio può spiegare, sono molti più gli studi che portano a un risultato negativo che quelli che invece è possibile strombazzare anche sulla carta stampata perché hanno dato esiti positivi.

Quello che però è essenziale tenere a mente è che, nel cercare nuove cure per malattie rare, anche gli studi che non producono risultati positivi sono comunque importanti. Perché permettono magari di scartare quel procedimento che non ha funzionato da nuove linee di ricerca.

Quindi, per riassumere, Telethon negli anni ha finanziato moltissimi progetti di ricerca. Credo non sia il caso denigrarli gratuitamente per portare acqua al proprio mulino. Di ricerche di Telethon avevamo già parlato in svariate altre occasioni.

Non credo di dover aggiungere altro. Anzi, sì, se volete donate a Telethon, che invece che cercare fantomatici metalli nei vaccini cerca di aiutare chi soffre di malattie rare per le quali, senza Telethon, nessuno farebbe ricerca.

maicolengel at butac punto it

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