COVID-19 e lo studente di Schrödinger

maicolengel butac 17 Ago 2020
article-post

Su tante bacheche, anche di amici cosiddetti razionali, negli ultimi giorni è apparso uno screenshot, questo:

Uno studente che ha la febbre e non sa di averla non deve salire sull’autobus o stare in fila insieme ad altre centinaia di ragazzi davanti alla scuola. Sarebbe un rischio per l’intera comunità.

La frase che fa sogghignare tanti è quella sullo studente che non sa di avere la febbre. Ma se uno si fosse letto il testo completo delle linee guida pubblicate dal MIUR avrebbe colto il significato di ciò che stavano dicendo. La frase è estrapolata dalle FAQ presenti sul sito del Ministero della Pubblica Istruzione. FAQ sta per Frequently Asked Questions, ovvero domande che vengono poste spesso. La domanda a cui si rispondeva era questa:

Perché far misurare la temperatura agli alunni a casa e non a scuola?

Domanda assolutamente comprensibile, e la risposta è comprensibile a sua volta. Scritta male magari, specie se estrapolata dal contesto. Ma comprensibile. Misurare la febbre agli alunni solo una volta giunti a scuola significa mettere a rischio la comunità nel tragitto tra casa e scuola. Il MIUR vuole che i genitori siano responsabilizzati: quest’anno tornare a scuola non sarà come negli anni passati. Occorre che tutti facciano la loro parte, e controllare lo stato di salute dei propri figli prima di mandarli a scuola è uno dei punti da cui partire.

L’idea che tanti, senza andare ad approfondire dove fosse stata pubblicata la frase, l’abbiamo sfruttata per tirare fango addosso al MIUR è la dimostrazione pratica che tutti, nessuno escluso, siamo vittime di bias. Mi sono sentito rispondere che il virgolettato è chiaro e non serve contestualizzare. Ma non è così, le cose vanno sempre contestualizzate. Chi non lo fa non è diverso dal bufalaro che condivide i post del nanoesperto.

Non stimo il nostro ministro della Pubblica Istruzione, l’ho detto più volte anche su queste pagine. Ma questo non significa che i miei pregiudizi nei suoi confronti mi annebbino la vista. I virgolettati vanno sempre verificati, anche se a condividerli è il vostro amico di cui vi fidate al 100%. Tutti sbagliamo, tutti possiamo scivolare su una buccia di banana.

Ma vedere soggetti che fanno del loro essere razionali un vanto condividere senza approfondire mi mette una depressione che voi non avete idea.

Non posso aggiungere altro.
maicolengel at butac punto it
Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un  caffè!

Su BUTAC siamo abituati a scrivere sempre di cose deprimenti, dalle truffe ai complotti. Oggi abbiamo deciso di farvi perdere un po’ di tempo per quella che potremmo definire una buona notizia. Ne ha parlato Nature, non proprio l’ultima testata scientifica al mondo, e a noi la notizia l’ha segnalata un professore universitario che stimiamo […]

maicolengel butac | 18 feb 2026

Ho figli che vivono in Stati diversi dell’Unione Europea. Ho un background militare ma senza alcuna voglia di morire in battaglia, né che altri debbano farlo. Vivo a Bruxelles e da anni tengo uno zaino pronto in caso di emergenza. Un prepper nato o forse NATO… Chi scrive queste parole non è un allarmista, non […]

maicolengel butac | 17 feb 2026

Chi si occupa di notizie lo sa bene, la disinformazione è un’arma potente, capace di cambiare gli equilibri interni (ed esterni) di una nazione. Ma quando si inizia a parlare di FIMI – ossia la Foreign Information Manipulation and Interference – traducibile in italiano come manipolazione e interferenza dell’informazione straniera – la situazione si complica […]

Beatrice | 10 feb 2026

Lunedì 2 febbraio ho fatto un piccolo esperimento social: ho fatto un post, scritto da ChatGPT, e l’ho pubblicato su Facebook. Il post cominciava proprio con le parole: ChatGPT e la foto della nostra premier in visita al poliziotto in ospedale A seguire un elenco che rispondeva al prompt: “Cosa vedi in questa foto?”. A […]

maicolengel butac | 06 feb 2026