Nature, la corretta informazione e TikTok

Nature ci racconta che anche gli scienziati veri, dopo aver imparato al meglio le regole del gioco, stanno diventando sempre più virali su alcune piattaforme social

maicolengel butac 18 Feb 2026
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Su BUTAC siamo abituati a scrivere sempre di cose deprimenti, dalle truffe ai complotti. Oggi abbiamo deciso di farvi perdere un po’ di tempo per quella che potremmo definire una buona notizia.

Ne ha parlato Nature, non proprio l’ultima testata scientifica al mondo, e a noi la notizia l’ha segnalata un professore universitario che stimiamo (grazie Enrico). Crediamo che la questione possa interessare tanti, per svegliarci dalla depressione che da qualche anno affossa i social network.

Per anni ci siamo sentiti dire che sui social vincono solo i guru detox, i venditori di integratori miracolosi e i cugini dell’amico che “ha letto uno studio americano”. Ma Nature ci racconta che gli ultimi dati raccolti dimostrano come anche gli scienziati veri, dopo aver imparato al meglio le regole del gioco, stanno diventando sempre più virali su alcune piattaforme social.

Su Nature ci viene raccontato il caso di Simon Clark, fisico con PhD in dinamica stratosferica, che su TikTok inizia i video interpretando il negazionista climatico di turno. “Le rinnovabili sono una truffa!”. Taglio di scena, grafici, dati, e debunking chirurgico. Risultato? Centinaia di migliaia di visualizzazioni.

Secondo un report 2025 del Reuters Institute e dell’Università di Oxford, il 65% delle persone nel mondo consuma informazione in formato video sui social. Se vuoi contrastare la disinformazione, devi stare lì. Non in un .pdf da 78 pagine che leggono in pochi.

Non solo debunking, ma tanto prebunking

Nature spiega che la strada per migliorare la visibilità di contenuti scientifici (e non solo, diciamo noi) è quella di non limitarsi a smontare bufale e fuffa pseudoscientifica, ma arrivare prima di tutto a spiegare i meccanismi. Perché smontare il singolo caso – cosa che purtroppo ci capita di fare spesso – è abbastanza inutile, occorre spiegare il meccanismo per cui quel singolo caso continua a funzionare per mostrare come sia identico a mille altri. È un po’ come la vecchia storiella sull’insegnare a un uomo a pescare, invece che regalargli ogni giorno un pesce.

Non solo clima: medici e divulgatori che parlano la lingua giusta

C’è Mikhail Varshavski, alias Doctor Mike: metà settimana medico, metà settimana creator con milioni di follower.
C’è Emanuel Wallace, alias BigManny, ex tecnico di laboratorio, due milioni di follower su TikTok: esperimenti spettacolari ma rigorosi.
C’è Megan Rossi, TheGutHealthDoctor, nutrizionista accademica che cita fonti e fa educazione senza vendere paura (anche se ha sviluppato un suo brand, e almeno lo dichiara).

La differenza tra questi e i fuffaguru?

Chi vuole ingannare mescola un po’ di verità con un sacco di suggestione emotiva. Chi fa buona scienza usa le stesse dinamiche di engagement, ma senza barare sui contenuti. È la stessa logica che conosciamo bene: non basta avere ragione, devi anche saper comunicare.

E in Italia?

Beh, in Italia tra i più noti abbiamo volti come quelli di Dario Bressanini e Medbunker, e giovani come Luca Perri, Barbascura, Adrian Fartade, Ruggero Rollini oltre a nomi magari meno noti al grande pubblico, ma che pian pianino si stanno facendo notare, come Francesco Cacciante e Stefania Unida. Anche noi di BUTAC stiamo provando a tornare a fare qualche contenuto social in più, per sfruttare piattaforme dove abbiamo sempre avuto meno visibilità: cercateci, ci trovate sia su Instagram che su TikTok.

Concludendo

La battaglia non è ovviamente vinta, ma sapere che su piattaforme social che attrirano anche ragazzi – non come Facebook, ormai frequentato per lo più da soggetti over 50 – si stia cominciando a vedere viralità in contenuti di corretta informazione scientifica è una notizia che non ci può fare che piacere. Come dico sempre internet è solo un mezzo, colpevole di aver contribuito alla diffusione di tanta fuffa, ma basterebbe poco per invertire quella tendenza e renderlo luogo di condivisioni utili.

Ricordiamocelo.

maicolengel at butac punto it

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