Csollany e gli avvelenatori di pozzi

Qualche piccola precisazione

maicolengel butac 4 Feb 2022
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Nei giorni scorsi ci era stato segnalato un articolo apparso sul blog di Gianluigi Paragone, uno dei tanti che meritano un po’ di verifica dei fatti. Titolava Paragone:

Muore di Covid 2 settimane dopo il vaccino: addio all’ex campione olimpico di ginnastica

Ma è una bufala, o meglio è vero che il campione olimpico Csollany è morto, ed è vero che era vaccinato, ma Paragone – che dovrebbe essere giornalista oltre che senatore d’Italia (ogni volta che lo penso muoio un pochino) e dovrebbe essere capace di verificare le notizie prima di pubblicarle sul suo sito – riprendendo una nota pagina di antivaccinisti, riporta sul suo blog:

Il famosissimo ginnasta ungherese Szilveszter Csollány, storico rivale di Yuri Chechi, è morto lunedì 24 gennaio a 51 anni. Aveva contratto il covid ad inizio dicembre, due settimane dopo aver ricevuto il vaccino. Scrive Eventi Avversi: “Medaglia d’oro agli anelli alle olimpiadi di Sidney 2000 e medaglia d’argento dietro al campione italiano Yuri Chechi ad Atlanta 1996, Csollány era stato ricoverato ad inizio dicembre ma la situazione è precipitata nel corso delle ultime settimane dato che, come sottolineato da diversi media ungheresi, Csollany era stato assistito attraverso un ventilatore polmonare”.

La notizia che Csollany è morto è vera, quello che è falso è il titolo del Paragone, come potete evincere dal testo pubblicato qui sopra.

Csollany per mesi si è rifiutato di vaccinarsi, pubblicando battute sui suoi profili social:

Google translator traduce anche il nome di Csollany (Szilveszter) con New Year’s eve

A fine novembre 2021 il campione ha accettato di farsi vaccinare per poter continuare a lavorare come coach, purtroppo troppo tardi. Infatti a inizio dicembre, poco tempo dopo il vaccino, troppo poco tempo dopo il vaccino per aver già sviluppato gli anticorpi necessari a contrastare l’infezione da Sars-Cov-2, Csollany si è ammalato ed è finito in ospedale, da cui non è più uscito. Il 24 gennaio (circa due mesi, non due settimane, dopo aver ricevuto una dose di vaccino) è morto.

Io fatico a comprendere come si possa avvelenare il pozzo come fa Paragone, come sia possibile che nessuno dei suoi follower si svegli e gli faccia presente l’errore. Ma ormai ho rinunciato a capire chi si fa cullare dalle bufale e dalla disinformazione, è evidente che abbiamo una forma mentis talmente diversa che non potremo mai comunicare in maniera proficua.

Solo la scuola potrebbe porre rimedio a questo immane problema, ma dal numero di “dipendenti del MIUR” che regolarmente incontro nel corso dei nostri fact-checking e che scopro essere follower di questo o quest’altro avvelenatore di pozzi mi fa pensare che non ce ne sia alcuna voglia.

Non credo di poter aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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