BUFALEDETRATTORI

Negli ultimi giorni ha circolato in rete un articolo scritto su The Illuminist blog. Il pezzo attacca un articolo scritto di un altro blog di sbufalatori, Bufale.net. L’articolo messo sotto accusa s’intitola “Si stava meglio con la lira”, che parte da idee e intenzioni simili ad un mio pezzo di qualche tempo fa: “Sfatiamo il mito quanto costava vivere e ieri e quanto oggi”.

Forse i dati forniti nel pezzo di Bufale.net sono esposti in maniera diversa rispetto ai miei. Analizziamo diversi tipi di prodotti, ma le conclusioni sono molto simili. Il pezzo è malvisto da tanti, come era successo al mio sia chiaro; tanti sono convinti che le cose non stiano come ho raccontato.

La cosa per me è un dispiacere, perché entrambi gli articoli sono bollati come filo-europeisti, filo-governativi e compagnia arrogante. Ma non era quella l’intenzione.

Onestamente non so come è orientato politicamente Bufale.net, e poco m’interessa. Alla fine fare lo sbufalatore, checché ne pensiate, non ha nulla a che vedere con la politica, mai. A volte capita di accorgersi che gli stessi spacciatori di bufale variano in base al governo che ci si ritrova: per qualche anno si deve demistificare solo bufale da destra verso sinistra, poi di colpo i detrattori cambiano e le bufale vanno da sinistra verso destra.

Oggi ad esempio su BUTAC siamo visti come sinistrosi, se non addirittura comunisti, perché la maggioranza della fuffa antipolitica che circola viene dal centrodestra. Siccome sbufalo solo quella robaccia lì, automaticamente divento sinistroso. Quando e se succederà che cambi governo, è facile che le bufale cambino casacca e mi ritroverete battezzato come destroso – forse anche fascista.

Perché è così che funzionano le bufale.

Volete un esempio assurdo? Sulla questione Israele-Palestina, gli unici ad avere disinformato poco sono stati i quotidiani di destra ed estrema destra. Tutti gli altri hanno continuato a patteggiare parteggiare apertamente per la fazione opposta, vista come vittima, e a fabbricare tonnellate di falsi per giustificare la propria linea. (Sia chiaro i falsi si trovavano anche da parte di Israele, i supporter della fazioni amano fabbricare robaccia, senza rendersi conto che il più delle volte fa male alla propria causa).

Questo sistema è errato e non porta benefici a nessuno: né ai semplici lettori che non capiranno nulla in un marasma di bufale, né alla causa per cui si stanno spacciando bufale. Il lettore più attento se ne accorge e anche se non ha fatto nulla di male, il partito che i bufalari cercavano di mettere in buona luce perde di credibilità!

Nel caso del pezzo tra euro e lira, sia BUTAC che Bufale.net non hanno fatto altro che prendere un dato verificabile da tutti: lo stipendio del contratto di lavoro nazionale, a oggi e negli anni pre-euro. A quello, usando listini prezzi e menù recuperati in giro per la rete, i due articoli hanno raffrontato quante cose potevamo comperare allora, e quante ne possiamo comperare oggi.
Non ho verificato i dati di Bufale.net, ma so che i miei erano corretti a Giugno 2014 ultima volta che ho aggiornato il pezzo. Se vi trovate inesattezze, è corretto evidenziarle. Come noi abbiamo utilizzato una fonte, lo dovete fare anche voi, magari linkandola per agevolare il discorso. Di tutti i detrattori di quel pezzo su BUTAC, solo in pochi l’hanno fatto.

La cosa che a me dispiace di più è come pochi abbiano colto il senso di un blog come il mio (e credo come altri simili a noi)! Io sono qui unicamente per passione, se sbaglio e me lo si evidenzia con prove corrette e verificabili sono il primo a volere che l’informazione che passo sia corretta, e leggo con attenzione ogni commento educato dove mi si evidenzi qualcosa che non torna, come fanno tutti gli altri collaboratori di Butac. Cerco di non moderare i commenti perché tutti siano in grado di farsi un’idea chiara (cancellare i detrattori sarebbe facile, lo faccio solo quando sono volgari per rispetto di tutti i lettori). Quindi, se credete vi siano errori nelle nostre esposizioni, non esitate a scriverci.

Nel pezzo di Illuminist è scritta una cosa che purtroppo trovo molto sbagliata, che rischia solo di creare confusione nel lettore.

Il più grande problema che fa fronte a questo sopra elencato, è quando cercano di ricoprire la posizione di Debunker persone che Debunker non sono. O meglio, cercano di smontare argomenti di cui non conoscono i precisi meccanismi nel dettaglio. Ad esempio. Difficilmente un ragazzino 14enne potrà fare un debunking sulle scie chimiche, ma un laureato in ingegneria meccanica che lavora nel settore relativo potrà spiegare e argomentare molto meglio. Allo stesso modo una persona che non ha mai studiato economia in vita sua difficilmente potrà debunkizzare una teoria che riguarda la macroeconomia.

Tutto questo è secondo me scorretto. Essere uno sbufalatore non significa saperne più degli altri. Questo è un punto cruciale: io non sono un essere onniscente, non sono diverso da voi. Ho solo tanta, ma proprio tanta curiosità. Ce l’ha anche Paolo, sebbene al momento sia in pausa sabbatica per dedicarsi totalmente all’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ce l’ha Neil. Ce l’ha il Ninth. Ce l’ha il PA. Siamo tutti uniti solo dall’amore per l’informazione corretta.

butacDETRATTORI

Non è necessario aver studiato medicina per trovare i paper e riportare i pareri della comunità scientifica su di un certo argomento. Non è necessario essere economisti per fare un paragone tra dati monetari. Diamine, io ho due stipendi, ho due prezzi di merce – quante volte sta quel singolo bene nello stesso tipo di stipendio?

Noi siamo divulgatori. Usiamo quello che altri hanno studiato e scritto su determinati argomenti, lo mettiamo insieme e cerchiamo di darvi il senso delle cose. È una cosa che non dovremmo fare noi, ma chi gestisce l’informazione e la sua diffusione. Noi siamo per la chiarezza dei fatti. Come tutti voi che ci leggete.

maicolengel