Durante lo scorso weekend in tanti mi avete segnalato una storia che arriva dalla Francia. La notizia è stata riportata domenica da alcuni giornali italiani, titola Il Corriere:

Parigi, cacciate dall’autobus perché avevano la minigonna

Il Giornale:

Gli islamisti sui bus di Parigi: autista caccia donna con la gonna corta

In maniera simile anche altri:

Tra sabato e domenica avevo cercato traccia della notizia sui giornali francesi, trovando svariate testate che spiegavano come l’azienda dei trasporti pubblici avesse già aperto un’indagine in merito ai fatti narrati. Ma che bisognava attendere lunedì per avere notizie della versione dell’autista.

Nessuna testata italiana ha atteso, tutti hanno dato per buona l’unica versione che circolava, ovvero quella del padre della ragazza che si è sentita discriminata per colpa di una gonna troppo corta. Nessuno ha messo in dubbio o spiegato che quella versione era una testimonianza pubblicata sui social dal padre della ragazza, e che il post fosse già stato rimosso dal suo profilo.

C’erano alcune cose che non quadravano perfettamente, pertanto io domenica sera avevo scelto di non trattare la notizia. I fatti risalgono a martedì 30 aprile, ma la denuncia sui social è stata fatta il 4 maggio. Sui bus francesi ci sono telecamere che potevano essere utili ai fini della verifica, ma cancellano le immagini ogni 48 ore, il fatto che non sia stata fatta alcuna denuncia entro quel limite di tempo fa sì che quei video non siano più disponibili. Perché attendere per denunciare? E perché denunciare solo via social network? Detto ciò, lunedì 6 ancora non era stata presentata alcuna denuncia a RATP o alla gendarmeria francese, nulla di nulla. Purtroppo non ho idea se tra lunedì e oggi sia stato fatto, ma è strana quest’attesa.

Sabato il Servizio Clienti RATP ha chiesto se ci fossero testimoni dei fatti avvenuti. Nel frattempo su 20 Minutes spiegavano che:

L’autorità dei trasporti ha anche contattato l’autore del post, il padre della giovane donna, due volte, senza successo. “Per la continuazione della procedura, è essenziale che (lui) fornisca direttamente a noi la sua testimonianza facendo un rapporto completo con i nostri servizi”.

Lunedì l’autista è stato ascoltato dalla direzione e la storia da lui raccontata è leggermente diversa.

Vi riassumo quanto apparso su Le Journal du Dimanche online. L’autista sostiene di aver aperto le porte alla fermata dove era la ragazza, che però non sarebbe salita sul bus in quanto stava fumando una sigaretta. L’autobus è ripartito per fermarsi trenta metri dopo a un semaforo rosso, la ragazza e il suo amico a quel punto avrebbero raggiunto il mezzo e chiesto all’autista di salire. L’autista si è rifiutato, in quanto fuori dalle fermate gli è vietato raccogliere passeggeri (come succede anche in Italia). I due giovani avrebbero esposto le proprie lamentele con veemenza fino a che l’autobus non è ripartito.

Dove sta la realtà? Non posso saperlo io come non può saperlo il Giornale, ma nemmeno Giorgia Meloni che dal suo profilo social domenica 5 maggio scriveva:

Ecco l’Europa islamizzata. La denuncia arriva da un poeta algerino, Kamel Bencheikh, non dai pericolosi sovranisti di Fratelli d’Italia: a Parigi è stato impedito a sua figlia di salire su un autobus perché, a giudizio dell’autista magrebino, era vestita in modo non adeguato. Episodi di questo genere sono sempre più frequenti: intere zone delle grandi città in mano a fondamentalisti islamici che vogliono imporre le loro regole anche in Europa. Fratelli d’Italia dice no a questa deriva: difendiamo la nostra identità e la nostra civiltà dal processo di islamizzazione in corso. Il 26 Maggio #VotaItaliano

Si sposa la versione che conferma i propri pregiudizi, perché è così che funziona, lo facciamo tutti, capita anche a me. Ma se si è giornalisti muniti di tesserino o politici, quel passetto in più verso un sano spirito critico andrebbe fatto, più spesso di quanto vedo in giro. Avete una responsabilità nei confronti di chi vi segue, non si può informare in questa maniera. Nessuno sta dicendo che casi del genere non possano accadere, ma dare tutto per vero senza aver fatto verifiche e approfondimenti è sbagliato.

In attesa di ulteriori aggiornamenti.

maicolengel at butac punto it

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