Edificio bruciato a causa degli immigrati

Noemi Jane Urso 20 Ago 2015
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IMMIGRATIALBERGHIERO
Purtroppo, come abbiamo già detto e ribadiamo praticamente tutti i giorni, mettere in mano uno strumento come la rete a chi non è capace di gestirlo può essere pericoloso. In questo momento storico in cui si intersecano tanti fattori economici e politici a creare situazioni assolutamente non facili da gestire, a chi fomenta l’odio contro “il diverso”, “l’invasore”, rigirando le notizie come preferisce contando sulla superficialità dell’italiano medio e della sua continua ricerca di bias di conferma dovremmo come minimo proibire l’accesso a Internet. La Stampa ha, negli ultimi giorni, deciso di cominciare a cancellare i commenti razzisti dalla sua pagina Facebook; c’è stato chi ha gridato alla censura, e chi invece, come Giornalettismo, ha auspicato un giornalismo migliore, per magari riuscire ad essere persone migliori:

Sbagliamo noi a non “educarvi” all’informazione e sbagliate voi a spegnere la mente e a non andare oltre agli slogan e il flusso di informazioni che ricevete ogni giorno. Così pian piano diamo il microfono ai signor Nessuno, poi un comune, infine un Paese. Dimenticandoci i nostri doveri e i nostri diritti: quelli di esser umani e insegnarvi a rimanere tali. Sempre. Anche tramite una notizia.

Purtroppo spesso chi non è capace di usare il cervello non è nemmeno capace di distinguere tra una testata giornalistica riconosciuta e un blog, o un qualsiasi altro sito autoproclamatosi di informazione, o ancor più sospetto, controinformazione. E comunque per lo stato del giornalismo oggi in Italia, sappiamo bene che una testata riconosciuta non garantisce la serietà dei giornalisti che ci lavorano e delle loro pubblicazioni, per quanto questo sia triste e desolante.
A riprova di tutto questo, ci segnalano un articoletto di cronaca locale piemontese su un “quotidiano di informazione online” chiamato OggiCronaca, che conta quasi diecimila Mipiace sulla sua pagina Facebook.
Cattura

L’incendio è scoppiato nella notte tra venerdì e sabato nei locali abbandonati della ex scuola alberghiera in piazza Carlo Alberto ad Acqui Terme utilizzata da immigrati che trovano riparo per la notte e luogo di provvisoria abitazione.
E’ accaduto verso mezzanotte quando qualcuno ha chiamato i Vigili del fuoco di Acqui Terme che sono prontamente intervenuti sul posto e in meno di due ore hanno domato le fiamme.
Hanno preso fuoco masserizie,suppellettili ed altro materiale lasciato dagli extracomunitari che appena hanno visto le fiamme evidentemente si sono spaventati e sono fuggiti. I pompieri infatti, quando sono arrivati sul posto non hanno trovato nessuno.

Basta fare una breve ricerca per trovare, riportata da altre testate locali (con più o meno le stesse parole, il che mi fa pensare a un comunicato stampa o a dichiarazioni ufficiali dei Vigili del Fuoco o altre autorità interessate), la notizia:

L’incendio ha interessato un locale fatiscente – che ha sede in via Donati 4 – contenente letti, coperte e suppellettili vari abitato da persone senza fissa dimora. Sul posto è intervenuta anche una pattuglia della Polizia Municipale di Acqui Terme. Ancora ignote – al momento- le cause del rogo.

Si parla di “persone senza fissa dimora”, senza specificare la loro etnia o nazionalità, e si dichiarano ignote le cause del rogo. La nostra autorevole testata “OggiCronaca”, invece, aggiunge dettagli senza alcun riscontro ufficiale, dando la spiegazione più becera e meno oggettiva possibile, titolando con certezza “a causa degli immigrati”. Se non si sa, non si ipotizza, tanto meno si dà per certo un dato basato su chissà cosa: pregiudizi del giornalista? “Qualcuno mi ha detto che lì dentro ci stanno degli extracomunitari”? Non riesco a farmi venire in mente ipotesi più plausibili.
Ma dopotutto basta farsi un breve giro sul sito per rendersi conto dell’ignoranza abissale di chi lo gestisce e di chi ci scrive. Un esempio su tutti:
Cattura

L’assessore regionale all’immigrazione conferma che sui barconi che arrivano in Italia pieni di stranieri che verranno ospitati anche in provincia di Alessandria ci saranno le prostitute, per questo ha deciso di avviare il progetto “Contro la Tratta” proprio per impedire la tratta delle prostitute.
(…)
Naturalmente non è detto che si riesca ad intercettare tutte potenziali ed effettive prostitute, tuttavia la Regione vigilerà. In che modo la Cerutti non lo dice ma la Regione vigilerà senz’altro.

Ci saranno “le prostitute”! Sia potenziali che effettive. Ma cosa diavolo significa? Beh, probabilmente chiedere a questa gente di riflettere sulle cause che portano una donna a decidere, o essere costretta, a battere la strada, è un po’ troppo. La spiegazione per loro più semplice è che partano dall’Africa con la determinazione di andare a vendere il proprio corpo agli italiani perché, dopotutto, è un modo facile e, diciamocelo, anche divertente, per guadagnare molti soldi senza pressoché nessuno svantaggio. Tanto mica gli si consuma…
In quel momento da donne diventano prostitute. Chissà come funziona, se è uno stato transitorio o permanente, se c’è modo di tornare ad essere persone e non soltanto entità senza volto strumentalizzate dagli stronzi.
E mi chiedo lo stesso di chi scrive e, soprattutto, pensa cose di questo tipo: chissà se c’è modo che torniate ad essere persone prima o poi, o se rimarrete bestie.
noemi at butac.it

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