Eticamente scorretti

maicolengel butac 4 Mar 2019
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Primato Nazionale, che ultimamente ci capita di trattare sempre più spesso, il 27 febbraio titolava:

Nei centri libici gli immigrati non subiscono torture”. Intervista ad una Ong onesta

L’articolo a firma Francesca Totolo è un’intervista alla presidente di una ONG che opera in Libia, e come potete capire dal titolo vuole passare l’idea che in realtà nei campi in cui sono trattenuti i migranti in Libia non avvengano torture. I fatti vengono raccontati come se quella della ONG HelpCode fosse l’unica versione corretta di ciò che succede in Libia.

Evidentemente c’è qualcosa che non ha funzionato nella comunicazione tra Totolo e l’intervistata se a distanza di poche ore la ONG è stata costretta a emettere un comunicato che credo sia corretto riportare qui nella sua interezza:

In merito all’articolo uscito sulla testata online “Il Primato Nazionale” a firma di Francesca Totolo, ci teniamo a precisare quanto detto dalla nostra direttrice progetti Valeria Fabbroni: le sue parole fotografano la situazione unicamente dei centri di detenzione governativi in cui la nostra organizzazione è impegnata, non di tutti i centri di detenzione libici in generale, come quelli gestiti dalle milizie.

La lente con cui Helpcode osserva la situazione dei centri di detenzione libici è solo quella dei progetti che gestisce, che si svolgono esclusivamente in alcuni centri governativi gestiti dal Ministero per il contrasto all’immigrazione clandestina (Dcim) del governo di Concordia Nazionale della Tripolitania. I principali centri dove Helpcode interviene sono a Trik al-Sikka, Trik al-Matar, Tajoura, dove si occupa di: ripristino dei servizi igienici; distribuzione di beni di prima necessità (materassi, cuscini e coperte), abbigliamento per affrontare l’inverno e kit igienici.

Altre ONG e Agenzie delle Nazioni Unite impegnate in Libia hanno fotografato situazioni complesse e drammatiche evidenziando anche casi di gravissime violazioni dei diritti umani. Noi non abbiamo motivo per mettere in dubbio quanto denunciato e non vogliamo che la nostra testimonianza, limitata ai contesti dei progetti in alcuni centri governativi in Libia in cui siamo presenti da 1 anno, sia strumentalizzata per delegittimare il loro operato e raccontare un fenomeno, che invece, è estremamente più complesso.

Collaboriamo attivamente con molte ONG e rispettiamo l’operato di tutte le organizzazioni non profit e non governative, che lavorano in aree difficili e in contesti di crisi come oggi quello libico, con grande professionalità, trasparenza e impegno. Helpcode non concorda sull’attribuzione del concetto di onestà riferito esclusivamente alla nostra ONG per sottintendere una contrapposizione tra Helpcode e altri attori del mondo della cooperazione e dell’aiuto umanitario. Tutti operiamo mettendo sempre al centro i principi stabiliti dal Consensus on Humanitarian Aid: umanità, neutralità, imparzialità, indipendenza.

La ONG spiega chiaramente che sanno dell’esistenza di centri per immigrati gestiti dai militari, ma che loro in quei centri non sono entrati e non hanno idea di cosa vi si faccia, e non hanno ragione di mettere in dubbio le testimonianze riportate dalle altre ONG con cui attivamente collaborano.

Primato Nazionale è testata regolarmente registrata, credo che la richiesta di rettifica debbano rispettarla se HelpCode, la ONG intervistata, lo riterrà opportuno.

Abbiamo già parlato in precedenti occasioni di torture in Libia.
Non credo serva aggiungere altro.
maicolengel at butac punto it
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