FETI-PESCE

I pesci siete voi che ci cascate, l’esca posso capire che fosse un classico del clickbaiting: un’immagine che raffigura gente attorno a un banco pieno appunto di feti.

Tutti i siti che l’hanno condivisa per buona sono siti che vanno messi nella vostra personale Black List della fuffa, perché sono pagine che non meritano la vostra attenzione, vista la poca cura che dedicano ai contenuti che pubblicano.

Si tratta OVVIAMENTE di fuffa. Nessuno sta vendendo questi feti, anche se purtroppo sono veri. Fuffa che era già stata sbufalata da Snopes a marzo 2016, e che circola sul web asiatico da tempo.

La foto purtroppo non è falsa, si tratta di una delle immagini provenienti da una macabra scoperta fatta nel 2010 in Thailandia. All’interno di un tempio buddhista furono trovati oltre 2000 feti umani, portati là e nascosti da ostetriche che praticavano aborti (illegali), in attesa di venire cremati.

La maggior parte delle testate che hanno pubblicato la notizia ha sempre allegato immagini meno cruente a rappresentare la notizia:

101119-fetus-morgue-101119-2a.grid-6x2

Anche se a me, da papà, vedere tutti quei fagottini bianchi fa lo stesso identico effetto.

Snopes nel pubblicare la sua smentita ha ben guardato di censurare l’immagine:

fetus-chinese-soup-2016

Il tutto resta davvero tragico: vedere nel ventunesimo secolo paesi dove, a causa di leggi ispirate dalle religioni e non dalla razionalità, si sia ancora costretti a praticare aborti clandestini è orrendo. I rischi per le donne che si sottopongono a questi trattamenti sono immensi, non dimentichiamolo.

Una migliore educazione sessuale, l’uso dei sistemi anticoncezionali e l’abbattimento della barriera culturale che vede queste donne costrette a questo genere di pratiche sarebbero un passo avanti. E invece anche in Italia vediamo gente che vorrebbe reintrodurre il divieto all’aborto e che cerca in ogni modo di contrastare l’educazione sessuale nelle scuole.

Siamo davvero messi bene.

Michelangelo Coltelli

aka

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon! Può bastare anche il costo di un caffè!

Previous article#iodicono alle imprecisioni politiche
Next articleAggiornamenti sul “Signor Carlo”
46 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre tremila articoli come autore, oltre a collaborazioni varie. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire, non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.