Le frequenze dei tessuti

Dire che il lino "vibra a 5.000 Hz" è come dire che una sedia pesa 40 gradi centigradi...

maicolengel butac 21 Apr 2026
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La prima volta che abbiamo parlato di frequenze e pseudoscienza era il lontano 2014 (a pensarci mi sento vecchio: dodici anni fa!), mentre l’ultima volta che ce ne siamo occupati era subito prima che scoppiasse la pandemia.

Ci risiamo, perché chi campa sulla diffusione della pseudoscienza non si fa fregare e ne inventa sempre una nuova per non perdere l’appeal sui propri seguaci. Ed ecco il post che ci avete segnalato come circolante su bacheche social (Telegram soprattutto):

Le Frequenze dei Tessuti da Indossare… Lino — 5.000 Hz Lana — 5.000 Hz Cotone — 100 Hz Cotone Tinto — 40 Hz Sintetico — 0 Hz La vibrazione dei tessuti 💡 Lo sapevi che ogni indumento ha delle frequenze? Negli ospedali fino alla fine dell’800 si usavano lenzuola in lino, perché emettendo una frequenza così alta, aiutavano le persone ad attivare il naturale potere di auto guarigione, quello che è insito in ognuno di noi.

Partiamo dal basso, ovvero dalla fonte: un sito di nome croponline, che si occupa di paranormale, scie chimiche, Atlantide, e purtroppo non in maniera razionale. Potremmo definirli l’altra faccia della medaglia del CICAP, a una prima occhiata.

Ma veniamo al posterino. Prima di tutto vorrei analizzare con voi quella frase finale, quella sugli ospedali, perché parte da un fatto reale, inventando di sana pianta un motivo che coincida con la propria narrazione.

Il lino negli ospedali

Riporta l’immagine:

Negli ospedali fino alla fine dell’800 si usavano lenzuola in lino, perché emettendo una frequenza così alta, aiutavano le persone ad attivare il naturale potere di auto guarigione, quello che è insito in ognuno di noi.

Ed è vero che si preferiva il lino negli ospedali, ma non per le ragioni raccontate. Perché vedete, le lenzuola di lino erano favorite in quanto resistenti, anche se sottoposte a lavaggi ripetuti con acqua bollente, ed erano economicamente accessibili. Niente frequenze, solo una sana dose di igiene pratica.

La fonte delle affermazioni?

Sarebbe un “esperimento” firmato Heidi Yellen, o perlomeno dal 2003 si cita questo “esperimento” di una fantomatica dottoressa israeliana di cui non si sa nulla eccetto essere citata come scienziata che avrebbe condotto una sperimentazione che non risulta pubblicata su nessuna rivista scientifica. La dottoressa per il suo esperimento avrebbe utilizzato un dispositivo personalizzato chiamato Ag-Environ, originariamente progettato da un “professore” della Texas A&M per misurare la “frequenza caratteristica” dei prodotti agricoli. Peccato che anche del “professore” non esistano grandi tracce.

La cosa più curiosa? Nel 2025 su una rivista new age online, il Crazy Wisdom Community Journal, una donna che si descrive come “energy practitioner” ha dedicato alle frequenze dei tessuti un lungo articolo in cui, cercando di trovare le fonti dell’esperimento, scopriva che lo stesso sarebbe stato pubblicato sul numero di gennaio-marzo 203 di Hebrews Today Journal, giornale di cui la sopracitata Heidi Yellen e il marito Rabbi Ben-Hayil Yellen erano senior editor. Inoltre, cercando il “professore” dell’Ag-Environ si sarebbe scoperto essere un pensionato di nome Robert “Bob” Graham. Non esiste traccia scientifica di tutto questo, solo articoli con link che rimandano sempre ad altri articoli che dicono le stesse cose senza che ci sia mai prova delle affermazioni sostenute. Voi capite che questa non è scienza, ma pura fuffa a uso e consumo di chi ci vuole credere?

Ma i tessuti emettono frequenze?

Le misurazioni citate non sono mai state pubblicate su nessuna rivista scientifica, né validate o prese in considerazione dalla comunità scientifica. I tessuti non “emettono frequenze” nel senso in cui lo fa un diapason o un circuito elettrico. I materiali hanno proprietà fisiche misurabili (conducibilità termica, permeabilità, attrito), ma nessuna di queste si esprime in Hz come campo bioenergetico. Dire che il lino “vibra a 5.000 Hz” è privo di significato fisico: sarebbe come dire che una sedia pesa 40 gradi centigradi. Si stanno mischiando grandezze che non hanno nulla a che fare l’una con l’altra.

A darmi fastidio è che non serve scomodare le frequenze per parlare delle proprietà reali e documentate che hanno certi tessuti: ad esempio il lino contiene fibre di silice che inibiscono la crescita batterica, assorbe l’umidità, è traspirante e resistente ai lavaggi ad alte temperature, il che oltretutto spiega benissimo – come dicevamo poco sopra e senza scomodare alcuna frequenza – perché fosse il tessuto preferito negli ospedali dell’Ottocento e dagli antichi egizi per i teli funerari. La lana invece isola dal freddo, rilascia lentamente l’umidità, è naturalmente ritardante alla fiamma e ipoallergenica, ecc.

Concludendo

Purtroppo questi contenuti continuano a girare, su Telegram, su Instagram, su TikTok, ogni volta con grafica nuova e numeri leggermente diversi, anche perché nessuno ha mai visto lo studio originale, e quindi nessuno può nemmeno contestarlo nel dettaglio. È il “bello” della pseudoscienza senza fonti: è inattaccabile non perché sia vera, ma perché è irrintracciabile. Ma non cascateci, chi spinge questo genere di contenuti lo fa perché vuole vendervi qualcosa, dai libri new age alle conferenze, dai tessuti benefici a corsi per aprire il terzo occhio.

maicolengel at butac punto it

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