Perle di Facebook: in Giappone gli insegnanti non s’inchinano davanti all’imperatore

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Rubo per un secondo la rubrica di Neil, perle di Facebook. Questa è un grande classico:

giappone insegnanti
In Giappone gli unici cittadini che non sono obbligati ad inchinarsi davanti all’imperatore sono gli insegnanti. Il motivo è che i giapponesi sostengono che senza insegnanti non ci possono essere imperatori.

Una di quelle leggende urbane destinate a durare in eterno, il mio articolo non farà nulla per arginarla, ma trovo sia interessante fare un minimo di corretta informazione sulla questione. C’è qualcosa di vero nella storiella?

No, non c’è alcun obbligo a inchinarsi in Giappone, fa parte della loro tradizione culturale, è un segno di rispetto, ma senza che sia regolato da alcuna legge. È un gesto volontario, con sue regole da galateo. C’è stato un periodo in cui venivano segnalati e arrestati gli insegnanti che si rifiutavano d’inchinarsi all’imperatore, ma non perché contravvenivano a una legge, ma solo perché considerati sovversivi di sinistra.

Oggi insegnanti che si ribellano a cantare l’inno nazionale vengono arrestati, visto che il cantarlo fa parte della costituzione stessa. Anzi secondo Japan today:

Speaking to reporters after the graduation ceremonies, Osaka Mayor Toru Hashimoto said, “Perhaps these people mistakenly think they have the right to continue as public servants no matter what they do. I’d like to see an end put to this behavior.”

Il sindaco di Osaka parlando ai reporter ha detto: “Forse questa gente pensa erroneamente di avere il diritto di continuare il proprio servizio statale, poco importa cosa facciano. Voglio mettere fine a questo atteggiamento.

Non mi sembra che ci sia questa “difesa dell’insegnante”, voi che ne pensate?

Se siete più curiosi su come funziona l’inchino in Giappone, qui un’esaustiva guida.

maicolengel at butac.it