Giornalismo un tanto al chilo e domande “senza risposta”

Il racconto di una falsa pagina di giornale diventata virale fornisce l'occasione per porsi domande, peccato che si lasci al lettore la convinzione che le risposte siano un mistero...

maicolengel butac 9 Lug 2026
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Ci è stato segnalato un articolo de Il Giornale del 27 giugno 2026, a firma Alessandra Corradi, articolo dal titolo:

La finta pagina de Il Giornale per la propaganda: il falso che diventa virale sui social

L’articolo racconta di come un’immagine falsa che riproduce un’inesistente pagina de Il Giornale sia diventata virale in certi ambiti. La pagina a cui si fa riferimento è questa:

Nella finta pagina vediamo l’articolo in evidenza:

Le associazioni Amici della Russia nel mirino della Digos

L’articolo di Corradi – quello vero – ricostruisce bene i fatti, spiegando come la finta pagina qui sopra metta in bocca al quotidiano italiano un articolo che in realtà non è mai stato scritto e che ci volevano pochi secondi a smentire, anche senza fare ricerche: già il font della testata ha lievi ma notevoli differenze con l’originale. Fa sorridere che la pagina sia completa di articoli a corredo (ma non delle classiche pubblicità in cima), tra cui un’intervista a Orsini (colonna di destra), solo che quello nella foto non è Orsini. La pagina è chiaramente frutto dell’IA, che oggi, anche con prompt abbastanza semplici, riesce a generare un falso del genere senza alcuno sforzo.

Operazione Matryoshka

Le finte prime pagine di testate giornalistiche occidentali sono parte di una delle operazioni di disinformazione di massa messe in atto dal governo russo, non un’invenzione estemporanea di un singolo troll. È tutto abbondantemente documentato, anche dall’attuale Ministro della difesa italiano Guido Crosetto, nel dossier che ha pubblicato a fine 2025 sulla guerra ibrida.

Quindi siamo di fronte a una finta pagina di giornale che ci racconta che le associazioni pro Russia sarebbero finite nel mirino dello Stato italiano, e a conferma dei fatti abbiamo un finto Alessandro Orsini, anche lui vittima delle attenzioni della Digos. A cosa serve tutto questo? Beh, è semplice: serve a costruire in anticipo la narrazione che racconta la persecuzione dei russi nel nostro Paese, narrazione utile da riattivare ogni volta che un’indagine reale, un’inchiesta parlamentare o un servizio giornalistico toccherà davvero il tema del finanziamento russo a reti di propaganda.

Ma quindi?

Ma se già Corradi – citando chi per primo ha notato che si trattasse di un falso, il portale forzaucraina.it che in prima istanza l’aveva presa per una vera pagina del Giornale, per poi rendersi conto dell’errore e scusarsi – spiega che è una bufala, perché ne parlo qui su BUTAC?

La risposta è molto semplice, la giornalista infatti conclude il suo pezzo con queste parole:

Resta da capire chi abbia avuto interesse a diffondere un simile falso, a fare disinformazione, e quale fosse il suo obiettivo: bisogna andare oltre le apparenze per intercettare la vera strategia dietro una falsa pagina di giornale di questo tenore, che fa passare il messaggio che lo Stato italiano stia colpendo le associazioni che sostengono la Russia.

Sembra una domanda senza risposta, ma in realtà la risposta esiste, e noi, come altri che monitorano la disinformazione e la propaganda filorussa da anni, vi abbiamo già risposto più volte. Chiudere un pezzo di cronaca facendo finta che il movente sia un mistero, quando lo schema – falsa testata, format riciclato, finalità di vittimizzazione preventiva – è lo stesso già raccontato da altri articoli dello stesso Giornale sulla disinformazione russa non è fare informazione. Fare la domanda giusta e poi non rispondere non è approfondimento, ma lasciare la porta aperta al lettore per riempirla come vuole. E questo, nel 2026, non va affatto bene, a nostro avviso.

Serve più attenzione in cosa viene raccontato al lettore e come lo si racconta. Non dimentichiamoci che l’Italia ha un triste primato nel campo dell’analfabetismo funzionale; occorre spiegare i fatti in maniera semplice, specie quando trattano un argomento così importante come la guerra ibrida, solo così possiamo sperare di migliorare lo stato delle cose.

maicolengel at butac punto it

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