Giustizia è fatta – i paragoni idioti

maicolengel butac 17 Gen 2020
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Altro giro altro regalo nella giostra della disinformazione. Non passa giorno senza che mi segnaliate almeno un meme disinformativo che sta cominciando a circolare. Vediamo se riusciamo a rallentare le visualizzazioni almeno di uno. O perlomeno se posso aiutarvi nello spiegare perché quello mostrato è solo uno sciocco paragone tra due casi che non possiamo valutare alla stessa maniera.

Partiamo dal principio

Il meme che circola è questo:

Nel testo riportato ci dicono:

Giustizia è fatta

  • Cerca di difendere la moglie spara ai ladri 13 anni !
  • Ammazza le gente per strada a picconate 6 anni !

Dio quanto amano i punti esclamativi quelli che fanno i meme… Almeno la metà di quanto io amo i puntini di sospensione. Nel meme si vedono i volti di due persone, un signore di carnagione bianca con la barba bianco-grigia e un ragazzo di carnagione decisamente più scura. Due storie che non possono essere raccontate da un meme, e se non capite perché probabilmente state leggendo il blog sbagliato.

Guido Gianni

Il signore con la barba è Guido Gianni, gioielliere di Nicolosi, che nel 2008 uccise 2 ladri che erano entrati nel suo negozio per una rapina. A inizio dicembre 2019 la Corte d’Assise di Catania lo ha condannato a 13 anni. Il meme dice che stava difendendo la moglie, ed è vero, ma la storia non si ferma lì. Il 18 febbraio 2008 tre rapinatori erano entrati in negozio, minacciando con una pistola (poi rivelatasi giocattolo) la moglie di Gianni. Il gioielliere invece dare retta alle richieste dei tre rapinatori ha estratto una pistola e iniziato una collutazione coi tre, ferendoli. I rapinatori a quel punto sono fuggiti e Gianni ha sparato loro alle spalle, colpendone due mortalmente, Davide Laudani e Sebastiano Catania. La condanna (per la quale è già stato presentato appello) è dovuta ai colpi mortali esplosi dopo che i rapinatori erano già in fuga. Colpi che potevano essere evitati visto che per l’appunto i rapinatori erano già in fuga e non rappresentavano più una minaccia per lui e la moglie.

Adam Kabobo

L’altro soggetto rappresentato nel meme è Kabobo, che non è stato condannato a sei anni, ma a venti, per aver ucciso a picconate tre persone nel 2011. Si tratta di una condanna più mite di quello che alcuni si sarebbero aspettati, dettata dal fatto che sul soggetto è stata fatta in fase processuale una perizia psichiatrica, che ha evidenziato svariati disturbi. Perizia che non ha certificato uno stato d’infermità mentale tale da non mandarlo in galera, ma al tempo stesso ha mitigato la condanna. Della storia di Adam Kabobo qui su BUTAC aveamo già parlato in passato.

Lo capite che paragonare le due storie non ha molto senso? Specie quando si cerca di giustificare gli spari alle spalle del primo soggetto. Sono storie diverse, che non possiamo paragonare per gli anni di condanna che i due soggetti hanno ricevuto (se anche fossero entrambi corretti, cosa che non è). Farlo significa non comprendere perché esistano determinate leggi e perché vanno fatte rispettare dai tribunali. Farlo anche se siamo a conoscenza che le informazioni contenute nel meme non sono corrette è volontario e deliberato avvelenamento del pozzo.

Per curiosità…

Per i tanti amanti della legittima difesa ci tengo a fare un appunto in chiusura: anche con la legge attuale voluta da Matteo Salvini Guido Gianni sarebbe stato condannato. Non fatevi infinocchiare da chi vi racconta favolette. La legge continua a spiegare che la difesa non è sempre legittima, specie quando non ci stiamo più difendendo da una minaccia ma stiamo reagendo alla stessa in maniera non proporzionale.

Stateci attenti, infierire alle spalle di qualcuno che sta già scappando potrebbe costarvi la libertà.

maicolengel at butac punto it
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