FUOCHIENANIMALI

Sono anni che ogni dicembre scatta l’allerta botti di capodanno. Associazioni animaliste, testate giornalistiche, radio, TV; tutte passano almeno una volta il messaggio per il quale i fuochi d’artificio causano migliaia di morti nella popolazione animale.

Io vivo in una città media, Bologna, i fuochi d’artificio li fanno da quando sono nato: che sia capodanno o che sia il santo patrono, che una squadra di calcio venga promossa o una di basket vinca lo scudetto. Non parliamo dei caroselli quando vince l’Italia nei match mondiali. Ho avuto un cane fino a 7 anni fa, qualche volta abbaiava, ma il più del tempo era tranquillo, esattamente come quando c’è un forte temporale con tuoni e fulmini. La maggior parte degli amici con animali non ha mai riscontrato questo “trauma” nei propri amici a 4 zampe, ma questo ovviamente non può fare statistica, sono casi personali.

Mi son sempre domandato se la situazione fosse realmente grave come ci raccontano i tanti allarmisti che ci avvertono del pericolo. Non esiste una statistica accertata e verificata, solo voci di corridoio, racconti di segnalazioni, che non metto in dubbio. Dati che lasciano più dubbi che risposte.

Quest’anno già ad agosto ne parlava il Fatto Quotidiano, con una lunga lista di segnalazioni. Il presidente del WWF della Penisola Sorrentina spiegava che era aumentato il numero di segnalazioni di cittadini che segnalavano gravi casi di disagio per il loro animali. Un responsabile LAV parlava della morte degli uccelli che, spinti alla fuga dal rumore improvviso, si alzavano in volo; a causa della mancanza di visibilità, tantissimi morivano per aver colpito strutture urbane.

D’accordo. Ma allora come la mettiamo, quando ci sono tuoni e fulmini?

Capiamoci. Gli unici dati “sicuri” che sembrano circolare sono quelli della società per la protezione animali britannica. La popolazione britannica di animali domestici, esclusi i pesci, è stimata intorno ai 19 milioni. Le segnalazioni di animali che hanno avuto traumi o hanno fatto uso di sedativi di qualche tipo sono nell’ordine delle migliaia. Il Fatto riporta numeri della stessa associazione, che nel 2014 denunciava 4825 casi di animali che abbiano subito traumi o i cui padroni abbiano richiesto sedativi.

Meno dello 0,03%.

A me dispiace per quei poveri animali, ma non mi sembra un numero congruo con l’allarmismo che vedo sulle prime pagine dei giornali. Allarmismo che non vedo ripetersi con i temporali in arrivo né cercando di sensibilizzare contro i concerti rock, che possono raggiungere picchi da decibel pari a quelle dei fuochi d’artificio.

Quella contro i fuochi mi sembra una campagna in stile associazioni animalare di bassa lega, non una seria battaglia da testata nazionale e animalisti “di rango” come il WWF.

botti di capodanno

Tra i follower di Butac sapevo esserci un imprenditore che gestisce un’impresa familiare, la Friscira Fireworks, e mi sono permesso di fargli qualche domanda in merito:

Ciao Marvyn, tu lavori nel settore fuochi d’artificio, hai sentito parlare degli animali morti a causa dei botti di capodanno?

Sì. Ne ho sentito parlare ma sempre da fonti non attendibili. Sinceramente però non ho mai sentito parlare di animali morti durante i temporali, quando tuoni e fulmini cadono in maniera incessante e con la stessa potenza di bombe mai costruite dall’uomo

Esattamente sai che danni causino i botti? E come si potrebbe ridurre il danno?

I cosiddetti “botti” pericolosi sono stati ormai aboliti, in un certo senso, dal 2011. Petardi con una quantità considerevole di polvere nera (o materiale attivo) sono stati eliminati dal mercato normale e riservati soltanto ai professionisti del settore (pirotecnici abilitati) che ovviamente non hanno alcun interesse ad acquistarli e ad utilizzarli, perché per il loro mestiere esistono altri tipi di articoli. Inoltre manomettere, unire, fabbricare materiale esplodente senza conoscenze e apposite licenze è da sempre reato penale, quindi ciò che la gente fa per delinquere non deve coinvolgere in alcun modo il nostro settore, che viene spesso demonizzato a causa degli incidenti di San Silvestro, il più delle volte dovuti a proiettili vaganti o articoli totalmente illegali. Sia ben chiaro: anche noi pirotecnici siamo a rischio, ma quello che può accadere ai professionisti è solo fatalità, come accade in tutti i mestieri. Per ridurre i danni vanno acquistati sempre articoli omologati da aziende certificate, vanno rispettate le istruzioni d’uso e SOPRATTUTTO non vanno mai manomessi.

Ma se i botti pericolosi sono già stati vietati che senso ha continuare la campagna contro?

La campagna avrebbe senso se con cognizione di causa si condannassero i botti illegali o la detenzione e l’uso illegale di articoli riservati ai professionisti. Fare di tutta l’erba un fascio danneggia il nostro settore irrimediabilmente, oltre a creare confusione tra i media e la stessa popolazione, che è sfociata ad esempio nelle ordinanze comunali degli ultimi anni, con le quali si vieta l’utilizzo di tutti i fuochi d’artificio durante i festeggiamenti natalizi e di Capodanno, senza tenere conto che ci sono decine di migliaia di famiglie in Italia che vivono di questo. Vietare l’accensione di articoli omologati, sicuri, legali e a scopo divertimento alimenta l’abusivismo ed è a mio parere anticostituzionale.

Avete mai visto dati presentati in maniera seria da qualche associazione animalista?

No. Si parla sempre di 5000 animali ma nessuno ha le prove. Rimetto in discussione il discorso temporali: hanno la stessa potenza ma nessun si è mai lamentato con il Creato per questo.

Ma allora perché i giornali danno retta a questa gente?

I giornali danno retta a questa gente per il solito motivo che ben conosci: bisogna fare notizia, acchiappare click, etc. E in quei giorni le chiavi di ricerca pullulano delle parole botti illegali. Lo dice la parola stessa “illegali” e che quindi vanno perseguiti penalmente. I pirotecnici vendono invece fuochi d’artificio LEGALI, pericolosi alla stregua di qualunque altro materiale, che se manomesso può produrre danni. Non mi pare che abbiano mai vietato la benzina, anche se con essa si possono produrre le molotov.

Il fatto che il numero che circola in Italia sia molto simile a quello inglese, ci permette di fare lo stesso paragone, ci sono 5mila animali che soffrono per colpa dei fuochi d’artificio? La somma di cani gatti ed uccelli è di circa 25 milioni di bestiole.

Meno dello 0,02%.

Il rumore dei botti di capodanno è stimato tra i 140 e 150 decibel, ma da quello che ho capito è il “botto” nel punto dell’esplosione, a terra. Dove stiamo noi coi nostri animali il rumore arriva decisamente più attutito, nell’ordine dei 115/125 decibel, lo stesso rumore di un concerto rock, o di alcune macchine pesanti. Vietiamo anche questi?

Qualche genio del male ha proposto di obbligare l’uso di spettacoli “piromusicali”. Non conoscevo la cosa e ho chiesto a Marvyn, che mi ha spiegato:

I piromusicali vengono realizzati facendo andare a tempo di musica (a volumi elevati) gli stessi spettacoli pirotecnici con lancio di sfere da mortaio che esplodono in aria. Quindi fanno ancora più rumore tra musica ed esplosioni. Si possono fare solo delle scie in aria silenziose e piuttosto bruttarelle. Per le apertura però c’è un grande uso della polvere nera capace di fare appunto aprire in cielo le sfere per creare le forme.

Direi non sia necessario aggiungere altro, a voi il giudizio.

maicolengel at butac.it

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