CARICABATTERIE1

Una volta c’era Wanna Marchi che provvedeva a darci i numeri “fortunati”, poi la finanza ha detto che erano sbagliati ed è rimasto un vuoto. Ma nessuna preoccupazione: per i più assidui amanti della cabala o della smorfia (a seconda di quanta napoletanità c’è in voi) oggi c’è la pseudo informazione della rete che ci propina numeri (a caso) copiati e incollati (a caso) per fare giornalettismo-condividi-e-getta (a caso).

Dice: “Ottimo no? I numeri a caso sono quanto di meglio da giocarsi al lotto!” Effettivamente questo è l’unico uso che potrete fare dei numeri che, come andremo a vedere, ci vengono spacciati per veri.

E dire che lo spaccio è vietato…

I caricabatterie vanno staccati quando non li usiamo?

Fino a poco tempo fa ci siamo sempre sentiti dire che i caricabatterie dei cellulari consumano parecchia energia, quindi andavano staccati dalla presa quando non usati, oppure connessi ad una ciabatta con interruttore per poter spegnere i dispositivi connessi qualora non siano in uso.

Oggi invece la rete pullula di siti che dicono più o meno che lo puoi lasciare attaccato anche quando non carica perché tanto consuma zero. Salvo poi specificare che invece cinque caricabatterie consumano un po’… Qualcun altro ribadisce molto, qualcun altro ancora dice che consumano poco ma che se li lasci attaccati alla spina rischiano di surriscaldarsi e potrebbero danneggiarsi. Vengono poi dati dei numeri… i famosi numeri che vi giocherete al lotto…

Insomma le chiacchiere (e i numeri) sono davvero tante e fin qui potrebbe anche essere un bene se fossero concordanti e corrispondenti alla realtà. Invece sono l’esatto opposto e qualcuno che magari è poco competente di elettrotecnica o elettronica rischia di perdersi in un mare di spacciatori di notizie a 360°.

Noi che siamo benedetti da San Tommaso e che non ci fidiamo di nessuno, nemmeno della mamma, abbiamo fatto l’unica cosa che potevamo fare: ficcare spudoratamente il naso nella questione, ovvero controllare di persona muniti di apposito strumento.

Spendiamo prima però due doverose paroline ad uso e consumo di 2 categorie di persone:

1 – A chi non fosse esperto in materia diciamo che un caricabatterie collegato alla presa di corrente consuma sempre qualcosa. Se qualcuno vi dice che il consumo è zero dice una bugia. Potrà essere basso, ma mai zero e se così fosse, significherebbe che non funziona. Naturalmente quando gli collegate un dispositivo per caricarne la batteria, il suo consumo sale ben oltre a quello a vuoto, cioè a telefonino scollegato. Ora la domanda che fa la differenza è ovvia: quanto poco consuma il caricabatterie a vuoto? La risposta la vedremo dopo.

2 – A chi invece mastica la materia, diciamo che abbiamo eseguito la prova più banale che si può fare: connettere un amperometro digitale in entrata (quindi sulla 230 volt) al caricabatterie per sapere le correnti in questione. Chiariamo che nella nostra misura indiretta non terremo conto del fattore di potenza (cos φ) che non può che renderci una potenza attiva minore di quella apparente. Tuttavia, come vedremo dopo, questa “approssimazione” ce la potremo permettere.

Ed ora procediamo con ordine, partendo da cosa si dice in rete:

CONSUMI ALTI O CONSUMI BASSI ?

La prova fatta è visibile in inglese a questa pagina ma tanti siti (come navigaveb; caffeinamagazine; corriere; sostariffe; ecc.) l’hanno ripresa copiandosela a vicenda (non si sa bene chi a chi – l’importante pare sia solo copiare).

In sintesi l’articolo dice che è stata fatta una prova collegando un singolo caricabatterie alla volta (sia per telefonino sia per pc portatili) ad un wattmetro (lo strumento che misura i Watt ovvero la potenza energetica) e che il risultato per tutti (singolarmente) è stato zero. Ma collegandoli tutti sei assieme il risultato è stato di 0.3 watt. Detta così a chi non è competente in materia, potrebbe anche sembrare che un caricabatterie collegato a vuoto non consumi nulla. Due idem. Tre, quattro e cinque idem, ma se se ne collegano sei allora consumano qualcosa come se ci fosse in atto un lavoro collettivo: o tutti o zero.

Scusate la presunzione ma riteniamo questa prova molto criticabile per varie ragioni:

1 – Si è usato un wattmetro con portate che indicano fino al decimo di watt, ovvero portata minima 100 mw: è ovvio che un singolo caricabatterie indichi zero! Se esso infatti ha una potenza inferiore a 100 mw è naturale, perché non raggiunge il minimo rilevabile dal misuratore digitale, ovvero è al di sotto della sua sensibilità. Tant’è che se ne sono dovuti collegare sei per avere 300 mW con una media a testa di 50 mW. Anche se non si capisce come mai dopo averne collegati due o tre, il wattmetro non abbia indicato un valore maggiore di zero. Potrebbe essere che 0.3 watt sia il minimo rilevabile: in tal caso, a maggior ragione si è usato uno strumento non indicato per queste rilevazioni.

2 – Cosa significa dire che il consumo è zero quando tutti sanno benissimo che non può essere così? Se non si dispone dello strumento giusto, è inutile fare il test per poi divulgare dati inattendibili. Sarebbe come se io misurassi la velocità di una formica con un contachilometri da auto.

3 – Cosa significa dichiarare un globale di 300 mw (0.3 watt) per sei caricabatterie? Potrebbe pure (teoricamente) essere che uno abbia una potenza di 295 mW mentre gli altri 5 siano da 1 mW. Anche in questo caso (estremo) il totale fa 300 mw, ma detta così non ha nessuna utilità.

Per queste tre ragioni riteniamo non affidabile ciò che ci viene propinato. Se non altro per il metodo non propriamente indicato.

Le misure sono state fatte con uno strumento molto più sensibile: un amperometro con sensibilità di 1 µA cioè un milionesimo di Ampere. Andremo a ottenere quindi le potenze per via indiretta applicando la formula P (Potenza) = V (Tensione) x I (Corrente): ecco che moltiplicando la corrente misurata per 230 volt avremo la potenza quindi l’energia consumata. Un dato che, come abbiamo già detto è approssimativo per eccesso perché non terremo conto del fattore di potenza già citato.

Abbiamo preso in considerazione 3 differenti caricabatterie per cellulari e un caricabatterie per computer. E siccome eravamo in ballo, a titolo di puro confronto abbiamo misurato anche il consumo di tre televisori in modalità stand by ed altri due utilizzatori. Vedremo i risultati dei test dopo alcune precisazioni su ciò che abbiamo letto in rete.

SCALDA O NON SCALDA (pericolo o non pericolo?)

Nell’articolo pubblicato da curiosity2015 si cita che

Gli esperti ricordano inoltre che un caricatore perennemente collegato alla corrente rischia di surriscaldarsi, provocando poi problemi ai suoi componenti e mettendone a rischio la funzionalità.

Evidentemente il redattore poco conosce di elettronica ma si limita a copiare ciò che dicono altri. Ovvero parla per sentito dire. Ed infatti in fondo all’articolo si cita la fonte, cioè il sito la copia.org. Peccato che anche questo sito a fondo pagina riporti che l’articolo è stato copiato dal sito today.it.

Insomma come potete vedere siamo quasi a una catena di S. Antonio: io copio Tizio che copia Caio che copia Sempronio che ha copiato Pincopalla.

Va da sé che se Pincopalla ha scritto baggianate, ci saranno un totale di 3+1=4 siti che riportano la stessa baggianata.

È questa l’informazione su web?

Auguri!

Come può surriscaldarsi un alimentatore se lavora a vuoto? E se così fosse quando lavora sotto carica, cioè col telefonino in carica, che fa? Esplode?

Allo stesso modo come può la vostra automobile, ferma in folle al semaforo col motore al minimo, surriscaldarsi? Sì, certo, se è estate e l’elettroventola del radiatore non funziona correttamente, certo, si surriscalderà. Ma in tal caso siamo in presenza di un guasto! Anche il vostro caricabatterie, se si guasta, può surriscaldarsi. Così come tanti altri oggetti, che però in condizioni normali, anzi, lavorando “al minimo” potranno tutto fuorché surriscaldarsi.

Dice: “Ma io lo sento leggermente caldo”.

Certo! È il calore del consumo a vuoto. Il vostro caricatore un po’ consuma sempre, anche a vuoto. Dove va questa energia se nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma? Risposta: si trasforma in calore.

A vuoto, quindi, meno scalda e meno consuma. Poi, è ovvio che in un ambiente a 30°C sarà un pochino più caldo che non a 0°C ma questo è dovuto allo smaltimento termico.

ANCORA INESATTEZZE

IlSole24ore sembra che pubblichi un articolo in proprio, ma solo apparentemente. Peccato che le inesattezze abbondino:

È difficile stimare quante centrali elettriche servono per soddisfare questo consumo nascosto

È difficile? Un calcolo indicativo e sommario si può benissimo fare, giusto per avere una indicazione di massima. Anche questo lo vedremo dopo e preparatevi a grandi sorprese, oltre ogni vostra immaginazione.

Il caso esemplare sono i faretti alogeni, allineati in serie, con cui molti amano arredare le controsoffittature o lo specchio del bagno: hanno il trasformatore. Quando si spegne la luce, i faretti si smorzano. Finito il consumo? No. Il trasformatore resta sotto tensione, e ronza nascosto il suo sibilo elettronico

Evidentemente il redattore de Ilsole24ore ha un pessimo elettricista! Un elettricistucolo da strapazzo che collega l’interruttore di accensione delle lampadine sul secondario del trasformatore lasciando questo permanentemente alimentato, quindi consumante energia 24/365. Rimuovete a pedate nel sedere l’elettricistucolo e prendetene uno degno di questo titolo che, come anche i bambini sanno, colleghi l’interruttore al primario del trasformatore, in modo che esso venga alimentato solo quando si accendono le luci. Semplice, no? Non per gli elettricistucoli di certi giornalettisti.

Perciò se avete dei fari alogeni o a bassa tensione, collegati quindi ad un trasformatore, verificate che l’elettricista abbia fatto le cose a dovere: se le luci sono spente il consumo sarà zero.

QUANTO CONSUMANO QUESTI ALIMENTATORI / CARICABATTERIE?

Anche qua la notizia più copiata e incollata, visibile in tanti siti tra cui androidexperienceitalia.altervista.org dice:

In questo caso, si consumano circa 0,26W

Invece il sito prima citato, cioè today.it dice:

Un caricatore per smartphone connesso alla presa di corrente consuma solo 0.25 watt. Rimuovendoli dalla presa di corrente quando non vengono utilizzati può far risparmiare circa 40 euro l’anno

Noi di Butac diciamo che gli alimentatori o caricabatterie sia per telefonino che per pc portatile non sono tutti uguali, esattamente come un’automobile: c’è quella che consuma di più e quella che consuma di meno. Come si fa a dire: “quanto consuma un’automobile” senza specificarne il modello?

Dare quindi un numero vuol dire… dare i numeri. E scusate il gioco di parole.

E se proprio vi piace il gioco, giocateveli al superenalotto. Chissà mai che diventiate improvvisamente ricchi.

Bando agli scherzi. Vediamo cosa abbiamo trovato al riguardo con le nostre prove tecniche.

Come abbiamo detto prima, già che c’eravamo e a solo titolo di raffronto, abbiamo preso anche le correnti a vuoto assorbite da altri utilizzatori sempre accesi ovvero in stand by: tre televisori, un forno a microonde (ha l’orologio sempre acceso, quindi consuma energia) e un lettore multimediale di chiavette USB per vederne i contenuti su TV sprovvisti appunto di tale porta.

MODELLO

Corrente max

e tensione

Consumo a vuoto
Caricabatterie

Per cell.

Cellular

Line

unnamed 0.9 A

5 V

 unnamed (1)
Caricabatterie

per cell.

Huawei

(1 A)

 unnamed 1 A

5 V

 unnamed (1)
Caricabatterie

Per cell.

Huawei

(2 A)

 unnamed 2 A

5 V

 unnamed (1)
Caricabatterie

per

Notebook

Asus

 unnamed 2.1 A

19 V

 unnamed (1)
Aliment.

Lettore

Multimediale

Iomega

 unnamed 2.5 A

5 V

 unnamed (1)
Forno

Microonde

LG

 unnamed

 unnamed (1)
TV LG

Flatron

M227WD

 unnamed

 unnamed (1)
TV

Sony

Bravia 32”

 unnamed

 unnamed (1)
TV

Sony

Bravia 40”

  unnamed

 unnamed (1)

Per quanto riguarda i soli carica batterie, il riassunto è il seguente:

TIPO TENSIONE

EROGATA

CORRENTE MAX

EROGATA

CORRENTE A VUOTO POTENZA MAX EROGATA POTENZA A VUOTO DISPERSA CONSUMO ENERGIA 24/365 COSTO ANNUO (A 0.20€/Kwh)
V A mA W mW Wh
Caricabatterie cell. Cellular Line 5 0,9 0,244 4,5 56,12 491 0.10
Caricabatterie cell. Huawei 1A 5 1 0,186 5 42,78 375 0,07
Carica batterie cell. Huawei 2A 5 2 0,132 10 30,36 266 0,05
Caricabatterie notebook Asus 19 2.1 28,41 39,9 6.534,3 57.240 11,45

Da una analisi dei dati vediamo come:

1 – Non è vero che un caricabatterie a vuoto consuma 0.25 W ovvero 250 mW ma molto meno: tra 30 e 56 mW per quelli presi in esame, che comunque rappresentano i modelli più diffusi. E attenzione, non si è tenuto conto del fattore di potenza (cos φ) che riduce ulteriormente le potenze, quindi i consumi energetici ottenuti, in quanto i valori “lordi”, andrebbero moltiplicati per tal fattore di potenza, proprio ed intrinseco per ogni dispositivo, valore che è compreso tra 0 e 1.

2 – Ed ovviamente è altrettanto falso il dato secondo cui un caricabatterie da 0.25 W rimosso dalla presa di corrente fa risparmiare circa 40 €/anno.  Supponiamo di caricare ogni giorno per un ora il nostro telefonino e le rimanenti 23 lo teniamo scollegato dalla rete elettrica. Avremmo così risparmiato 23 x 365 x 0.25 = circa 2 Kwh. Qualcuno ci vuol spiegare dove paga il prezzo della corrente 20 €/Kwh ? Nemmeno sulla Luna dentro il modulo lunare.

3 – Alla domanda de Ilsole24ore, che in maniera piuttosto disinformata poneva la domanda di quante centrali elettriche servirebbero per soddisfare questo consumo nascosto, facendo presagire chissà quante decine o centinaia, rispondiamo che ne serve molto meno di una, cioè una piccola parte di una: tra l’1 e il 3‰, diciamo 2 millesimi?

Facciamo un conto empirico: se tutti gli italiani, dai neonati agli ultracentenari, lasciassero un caricabatterie collegato a vuoto alla presa di corrente, otterremmo che 60 milioni di caricabatterie per una potenza media di 45 mW ciascuno dà circa 2.7 Mw. La centrale Teodora di Porto Corsini (RA) ha due generatori per un totale di 750 Mw cioè è 277 volte più potente. Quella di Porto Tolle è quasi 1000 volte più potente.

4 – I costi annuali di questi caricabatterie per cellulari sono davvero ridicoli. Diverso è invece per quello da computer, di circa 11 €/anno. Ma questi vengono lasciati collegati a vuoto molto meno spesso di quelli per cellulari.

5 – È significativo notare come il caricabatterie di ultima generazione, cioè quello che può fornire fino a 2 A al telefonino (Huawei bianco), sia anche quello col minor consumo a vuoto, segno che la ricerca elettronica è costantemente impegnata per prodotti dal rendimento sempre migliore.

6 – Vale lo stesso discorso per la questione sui consumi dei due televisori simili posti in stand by: come si spiega che il più piccolo consumi più del grande? Risposta: sono tutti e due dello stesso tipo ma il grande è un modello più recente (e parecchio più costoso): questo spiega tutto e conferma come l’innovazione sia sensibile ai rendimenti energetici.

Abbiamo visto come è oramai evidente che in rete si pubblichi molto scopiazzando e incollando qua e là senza verificare coi numeri la realtà: se non è fuffa100% lo è al 99,9% tanto per rimanere in tema di quelle cifre che ci piacciono tanto. Tutto questo ha una sola spiegazione che non può ovviamente essere quella di fare informazione: a questa gente nulla interessa fare corretta informazione. L’unico scopo è registrare accessi alla pagina web, affinché si possa guadagnare dallo sponsor. Pensateci prima di leggere sciocchezze, perché la vostra disinformazione fa solo il gioco economico altrui.

L’esito delle prove sopra esibito parla chiaro: i caricabatterie dei telefonini consumano molto meno di quello che ci viene detto: dai 0.27 ai 0.49 Kwh annui, cioè pari a circa 10 minuti della vostra lavatrice mentre scalda l’acqua per lavare. Come dire: un bucato in più vi costa parecchi anni di caricabatterie collegato a vuoto.

Ma non è finita…

Già che c’eravamo e solo per curiosità, siamo andati a vedere anche gli altri consumi “nascosti” dei nostri utilizzatori sempre accesi h24.

Riassumendo la tabella iniziale, abbiamo:

TIPO TENSIONE

EROGATA

CORRENTE MAX

EROGATA

CORRENTE A VUOTO POTENZA MAX EROGATA POTENZA A VUOTO DISPERSA CONSUMO ENERGIA 24/365 COSTO ANNUO (A 0.20€/Kwh)
V A mA W mW Wh
Aliment. Per lettore multimediale Iomega 5 2,5 1,03 12,5 236,9 2.075 0.42
Forno a microonde LG 0,96 220,8 1.934 0.39
TV Sony Bravia 32” 44,9 10.327 90.464 18,09
TV Sony Bravia 40” 28,41 6.534 57.238 11,45

Anche da questa tabella ricaviamo alcune considerazioni:

1 – Sono i televisori i maggiori consumatori occulti di energia elettrica, specie quelli meno recenti.

2 – Lo stesso concetto va applicato agli alimentatori e caricabatterie: quello del dispositivo multimediale Iomega, roba di 4-5-6 anni fa, messo a confronto col moderno caricacellulare Huawei visto prima (il bianco) a fronte di una maggior potenza del 25% consuma a vuoto quasi otto volte di più: un rendimento decisamente inferiore quindi.

CONCLUSIONI

Quelle ovvie sui dispositivi testati le lasciamo a voi: siete nelle condizioni migliori di stabilire se e cosa mantenere collegato e/o in stand by 24/365 e soprattutto a quali costi indicativi.

Anche le conclusioni sui siti citati sono ovvie, anche se io sposterei l’attenzione non tanto sui singoli siti, quanto sul tipo di informazione che in generale viene fatta. Ovvero, quando trovate questo genere di notizie, con numeri buttati lì come se fossero a caso, diffidate sempre. La vedete anche voi la differenza che c’è tra quel genere di informazione e la nostra, dove vengono esibite tutte le fonti dei dati in modo che chiunque possa discuterle.

Questa secondo noi si chiama fare seria informazione. Non certo quella copia incolla, magari solo per sentito dire.

Infine non vi chiediamo di condividere questa pagina con i vostri amici, perché siete perfettamente in grado di valutarlo voi in base all’autorevolezza che ci attribuite.

Sono le comunicazioni fuffa100%, completamente prive di competenza, che vi pregano in ginocchio di condividere (magari con 5 punti esclamativi alla fine) secondo una ben nota regola di domanda e offerta che vede quest’ultima abbondare laddove scarseggia la prima.

Lola Fox

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