VITELLI-INDIA

 

Sta ricominciando a circolare questa notizia vecchia (poche righe ed una foto su Facebook che circolano dal 2012 almeno) …pur essendo vecchia occorre fare un minimo di chiarezza visto che è di quelle che non passano mai di moda! Il post che gira ci racconta una storia tragica, ve lo riporto per intero perché si tratta davvero di poche righe:

Questi sono i rifiuti dell’industria del latte e della famosa mozzarella di bufala. cuccioli maschi inutili per la produzione di latte, strappati alle madri il cui latte serve per produrre la “buona” mozzarella, inutili per l’industria della carne, incaprettati, con il muso legato per non emettere i gemiti dei neonati in cerca di cibo e della loro mamma. Costretti a morire di fame nel silenzio…. allora partiamo dalla liberazione animale. le beghe umane portano sempre acqua all’antropocentrismo. partiamo da questo concetto perché il resto viene da sé.

La foto che accompagna il messaggio ritrae dei vitellini morti con zampe e musi legati, la foto è un falso, o meglio nulla ha a che fare con gli scarti delle bufale italiane, si tratta di un’immagine vera, scattata però in India, dove la carne di vitello non è apprezzata. Lì la pratica di uccidere i vitelli appena nati è in uso tutt’ora, non ne mangiano la carne non ne venerano la bestia quindi li eliminano. Ma in Italia le cose non stanno così, ci sono precise regole su come vada allevato e tenuto un vitello: questa è disinformazione! Credo che chi posta queste foto vada avvertito, sono d’accordo che uccidere così dei vitellini sia terrificante, e troverei giusto che il popolo degli animalisti si muovesse in quel senso, ma disinformare sostenendo che questo è ciò che avviene in Italia normalmente vi fa automaticamente passare dalla parte del torto. Come quelli che accusano il M5S di aver portato le scie  chimiche in Parlamento senza accorgersi che invece son stati altri partiti, ben prima dei grillini ad averne parlato e fatto perdere prezioso tempo in Parlamento. In casi come questo, mi sento dalla parte degli animalisti, e sarei davvero d’accordo su una battaglia contro queste pratiche…ma una battaglia basata sulla disinformazione è una battaglia persa in partenza…peccato.

maicolengel at butac punto it