L’ICE di Trump e quella di Obama

maicolengel butac 2 Feb 2026
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Oggi non trattiamo propriamente una bufala, ma vorremmo fare chiarezza su una narrazione che vediamo circolare sempre più insistentemente. Un lettore ci ha scritto:

I complottisti già stanno difendendo Trump dicendo che sotto Obama e Biden l’ICE era già quella di oggi, praticamente fino al giorno prima li accusavano di essere stati lascivi e fomentanti nei confronti dell’immigrazione, ora per difendere Trump dicono che erano repressivi come lui sbugiardandosi da soli. Ad ogni modo, farai un articolo di ciò su BUTAC?

È una considerazione assolutamente corretta. Se fino a ieri la narrazione era che Biden e Obama avessero lasciato l’immigrazione senza controllo, oggi diventano improvvisamente quelli che erano già repressivi quanto Trump – se non peggio, visto che secondo alcuni usavano ICE persino più di lui.

Ma le cose come stanno?

Ad agosto 2025 un sito di colleghi latini, FactChequado, si era già occupato della questione, con un articolo del 20 agosto 2025 dal titolo:

Who deported more migrants? Obama or Trump? We checked the numbers

L’analisi probabilmente sorprenderà i tifosi dell’attuale POTUS: l’amministrazione Obama, infatti, nel totale degli otto anni ha effettuato più deportazioni di qualunque altro presidente negli ultimi trent’anni. Però bisogna stare molto attenti, perché fermarsi a questa affermazione può indurci in errore. È vero che l’amministrazione Obama ha deportato più immigrati che chiunque altro, ma è importante prendere in considerazione chi è colpito da questa misura.

Durante l’amministrazione Obama, a subire la deportazione erano soprattutto soggetti che presentavano una minaccia documentata alla sicurezza nazionale, avevano condanne gravi o erano entrati illegalmente nel Paese da poco tempo. Il sistema era duro e spesso ingiusto, ma provava a distinguere tra chi rappresentava un pericolo reale e chi no.

Sotto Trump questa distinzione viene cancellata. Durante il primo mandato, infatti, vengono eliminate le categorie di priorità. Tutti i residenti irregolari diventano, per definizione, “deportabili”. Aumentano le retate interne (con quelle scene tragiche che ormai ci siamo abituati a vedere, con gli agenti mascherati che arrestano padri di famiglia davanti ai figli piccoli), e tornano ad avere peso anche infrazioni minime come quelle stradali.

Nel secondo mandato il salto qualitativo non è tanto nei numeri delle espulsioni – che restano inferiori ai picchi dell’era Obama – quanto nella natura delle azioni portate avanti da ICE. Vengono effettuati arresti di massa e vengono aperti nuovi centri di detenzione, dove si conta un 80% di soggetti fermati senza che avessero precedenti penali. I migranti, tutti senza distinzione, vengono descritti come “il peggio del peggio”. Purtroppo questo tipo di narrazione mi ricorda molto quello che vediamo fare da una certa stampa (e alcuni politici) anche in Italia.

Ma l’inganno del discorso di partenza sta tutto nell’assunto che, siccome Obama ha deportato di più, allora è uguale (se non peggiore) di Trump. Ma Obama ha cercato, in modo imperfetto, di limitare l’arbitrarietà di un sistema malfatto. Trump invece ha scelto di trasformarlo in uno strumento punitivo generalizzato, dove è stata fatta sparire la distinzione tra pericolo reale e semplice irregolarità.

Oggi si stima che, sotto il secondo mandato Trump, ci siano circa 73mila persone detenute da ICE, che è quello che secondo CBS News si può definire un numero record nella storia dell’agenzia per il controllo dell’immigrazione.

Un po’ di storia

Ma da dove arrivano gli uomini di ICE? Davvero sono gli stessi che erano in servizio anche durante l’amministrazione Obama?

ICE (Immigration and Customs Enforcement) è un’agenzia federale statunitense nata nel 2003 dopo gli attentati dell’11 settembre, parte del Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS), che ha il compito di far rispettare le leggi sull’immigrazione e indagare su reati legati a immigrazione, dogane, traffici illeciti ecc. Prima del 2003 quelle competenze erano divise tra INS e Servizio Doganale; la nascita di ICE ha fatto sì che tutto il sistema venisse riorganizzato.

Quindi ICE esisteva sotto l’amministrazione Obama e anche prima, quello però che è cambiato è che sotto Trump l’agenzia ha incrementato in maniera energica le assunzioni, superando i livelli del 2024 e raddoppiando il numero di personale fino a oltre 22.000 agenti (dati del 2025), grazie a campagne di reclutamento molto aggressive, a un ampliamento del budget e degli ordini politici di contrasto all’immigrazione.

L’altra cosa importante che è cambiata è che l’amministrazione Trump sostiene che gli agenti ora godano dell’immunità assoluta, mentre fino alla precedente amministrazione l’immunità era di tipo “qualificato”.

Che differenza c’è tra queste immunità?

Negli Stati Uniti esistono tre grandi “scudi legali” che proteggono Stato e funzionari dalle cause civili. Non sono la stessa cosa e non funzionano allo stesso modo.

  • Qualified immunity (immunità qualificata) – Un soggetto può essere citato in giudizio solo se ha violato un diritto “chiaramente stabilito” dalla legge o dalla Costituzione. Ovvero se non esiste già una sentenza molto simile che dica “questa cosa è illegale”, l’agente è coperto.
  • Absolute immunity (immunità assoluta) – Protezione totale: non puoi citare in giudizio soggetti per ciò che fanno nell’esercizio delle loro funzioni, anche se sbagliano gravemente. Normalmente si applica a giudici e magistrati, non agli agenti dei corpi di polizia.
  • Sovereign immunity (immunità sovrana) – Lo Stato non può essere citato in giudizio a meno che non lo permetta lui stesso. Nasce dal principio che il “sovrano” non può sbagliare; negli USA lo Stato può rinunciare a questa immunità tramite leggi specifiche, come il Federal Tort Claims Act.

La terza si applica ovviamente a Trump e a tutti i suoi funzionari, la prima era quella che si era applicata fino ad oggi nei confronti dei poliziotti nell’esercizio delle proprie funzioni, la seconda si riservava appunto alla magistratura.

Sperando di aver fatto un po’ di chiarezza.

maicolengel at butac punto it

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