Il cibo ormai è veleno!

maicolengel butac 24 Giu 2015
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UNOSUTRE-CANCRO
Questa è una di quelle notizie di disinformazione tipiche. Non dice vere bugie, ma al tempo stesso disinforma al 100% mettendo ansia in chi la legge:

Il cibo ormai è veleno: signori, è uno sterminio di massa! Presto 1 su 2 si ammalerà di cancro!

Chi me la segnala lo fa spiegandomi che l’ha vista condivisa sulla bacheca di uno dei suoi genitori e ricondivisa da tanti altri non più giovanissimi. E il motivo è presto spiegato, sono le persone che più facilmente cadono nell’inganno dell’articoletto.
 

Conservanti, dolcificanti, insaporitori, regolatori di salinità, edulcoranti, aromi artificiali, quantità eccessive del gustoso, ma velenosissimo “olio di palma” che ormai è contenuto in quasi tutti i biscotti, merendine, etc.
In agricoltura vengono usati ormoni, pesticidi di ogni genere, insetticidi, diserbanti. Sono riusciti a fare diventare veleno anche i frutti della terra! E anche se in Europa certi pesticidi particolarmente tossici sono nocivi, importiamo prodotti provenienti da paesi che ne fanno vasto utilizzo, come documentato dalle “Iene” in un prezioso servizio. E la metà delle acque italiane sono contaminate da pesticidi: è emerso nel 2013, ma la notizia è passata in sordina, come se non ci riguardasse, come se non fosse un problema… roba da pazzi!
La situazione descritta sopra, spiega perché 1 essere umano su 3 sviluppa un cancro nel corso della sua vita: una media destinata a salire ad 1 su 2 nei prossimi anni! A dirlo, è l’oncologo Umberto Veronesi, che ricorda come solo mezzo secolo fa, si ammalasse 1 persona su 30! Eccolo qua il grande progresso!!!

Fuffa e cherry picking

C’è un grosso problema in tutte le inutili parole spese qui sopra, 50 anni fa la vita media era più bassa, si andava meno dal medico e gli strumenti diagnostici erano molto meno precisi. Quindi di tanti che morivano tra i 60 e i 70 non si studiavano le reali cause della morte, ci si limitava a constatare il decesso. Specie in campagna, dove fino agli 60 vivevano molti più italiani di oggi. L’avvicinamento alla città, il miglioramento delle condizioni di vita, e degli strumenti diagnostici più seri e affidabili hanno fatto il resto. Andiamo più spesso dal medico, controlliamo la nostra condizione fisica con più costanza e veniamo diagnosticati di cancro prima e con maggiore precisione. Oltre al fatto che sono migliorate anche le cure, e oggi un tumore diagnosticato in tempo ha molte più possibilità di sopravvivenza che nel 1960. Ma tutto questo l’articoletto allarmistico non ve lo vuole raccontare.

Allarmismo interessato

No, loro si limitano a fare becero allarmismo, come fanno tanti oggi giorno, e voi e i vostri genitori (spesso analfabeti del web) ci cascate. Specie quando questi personaggi di dubbio gusto citano le parole di Umberto Veronesi. Peccato che anche in quel caso la citazione sia un classico caso di cherry picking, si perché mentre è vero che Veronesi ha usato quelle parole manca tutto il contesto originale, di cui avevamo cercato di parlare qui. Vi riporto quello che il buon Ninth aveva cercato di riassumere:

IL FATTO: Il 10 aprile 2014 si è svolto allo IULM di Milano un dibattito sul tema “Media e cancro”. Esso è vertito sulla necessità di cambiare l’approccio comunicativo della scienza oncologica nei media, fornendo dati precisi senza creare allarmismo. In particolare, si è posta enfasi sull’incentivazione alla prevenzione e alla volontà di abbattere il tabù del male incurabile. A supporto di quest’ultima frase, viene ricordato l’articolo pubblicato il 2 luglio 1981 sul New York Times sull’intervento non invasivo per il tumore al seno. Uno degli interventi ricorda il metodo pseudoscientifico definito Stamina e la necessità di avvicinare la popolazione alla Scienza come risposta alle pseudoscienze. L’oncologo Veronesi si è lasciato andare a una previsione personale: in un futuro non precisato, il numero di malati di tumore diagnosticabili sarà uno su due, in base alla statistica disponibile al momento: un malato su 30 nel 1964, uno su tre nei tempi odierni. Questo rinforza l’idea dell’importanza della prevenzione e il desiderio di un giornalismo sempre più d’inchiesta e di approfondimento. Ha sottolineato poi che la riduzione del tasso di mortalità suggerisce speranza per chi lotta contro i tumori.

Chiunque non spieghi tutto questo è un cretino che gode a disinformare e creare allarmismo, cretino che in un paese civile non avrebbe seguito, mentre invece in Italia riesce a far breccia nella testa di migliaia di persone, spesso spingendo gli stessi a cure NON verificate senza alcun risultato evidente se non quello d’ingrassare i suoi amici truffatori.
Non seguite blog che riportano questa robaccia, stateci lontani. si tratta di fuffa della peggior specie!
maicolengel at butac.it
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