Il distintivo per i non vaccinati

maicolengel butac 26 Ago 2020
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Su Twitter il disagio è sempre più potente, tra chi sostiene apertamente la disinformazione di QAnon e chi probabilmente non si rende conto di farne a sua volta parte…

Mi avete segnalato questo post, ritwittato anche dal solito Meluzzi oltre che da una pletora di influencer populisti:

Il tweet riporta: “la stella di David sul giacchetto ed il lager a cielo aperto” e uno screenshot di un sito che si chiama Dateway.net, sito nato a febbraio 2020, registrato in forma anonima.

Perché parlo di disinformazione? Perché il medico a cui si fa riferimento ha mostrato una spilletta che è tutt’altro che un simbolo che si rifà alla persecuzione ebraica della Seconda guerra mondiale. Siamo d’accordo che il colore scelto sia sfortunato, se ne poteva decidere un altro, ma il motivo della spilla oserei dire sia nobile. Nello screenshot usato dall’admin di Scenari Economici non si nota, ma sulla spilla c’è scritto: No hugs please, niente abbracci per favore.

La spilla non l’ha inventata il dott. Sigel, bastava una veloce ricerca online per trovarne di diversa forma, ma con la scritta identica, su tanti siti:

Varie spillette no hugs, fonte Google

Non è nemmeno una novità, esiste da anni, serve a segnalare quando non si gradisce contatto fisico; le ragioni possono essere molteplici, ad esempio il coronavirus attuale, ma anche la normalissima stagione influenzale, e financo semplicemente il non apprezzare di essere abbracciati per le più svariate ragioni. Non sono un simbolo per identificare i restii alle vaccinazioni, ma solo per esternare una richiesta, assolutamente legittima.

Marc Siegel non è un comunista (o un democratico)…

Il medico che mostra la spilletta, ospite frequente nello show di Tucker Carlson, spiegava molto semplicemente che si tratta di una proposta fatta per evitare ulteriori contagi, finché non si arriverà ad avere un vaccino per tutti, o comunque finché non saremo usciti dalla pandemia riducendo al minimo casi e complicanze. La spilletta è una copia modificata delle stesse spillette contro il fumo, fatte indossare ai bimbi per ricordare agli adulti di non fumare in loro presenza o vicinanza.

Non si tratta di un marchio per i non vaccinati inteso come uno stigma, ma di un simbolo fatto per ricordare agli adulti (e agli altri bambini) che al momento il contatto fisico ravvicinato può essere veicolo di contagio, e pertanto andrebbe ridotto ai minimi termini.

La cosa che mi fa sorridere di più è che la proposta viene da un medico vicino a FoxNews, amico di Trump e del suo entourage, ma siccome viene diffusa sostenendo sia una proposta per segnalare gli antivaccinisti, in Italia ci troviamo soggetti così:

Sono i #NazistiDEM… il vera ed unico #VIRUS che sta soffocando l’intero Pianeta!!!

Sandra è l’ennesima vittima di disinformazione, o peggio è l’ennesimo account gestito da soggetti senza etica o morale. Non è importante quale delle due sia l’ipotesi corretta, perché tanto, come diceva Wilde, l’importante è che se ne parli.

DrJones 2q2q scrive: “80 anni fa dai nazisti la “Stella” per gli ebrei. Oggi dai comunisti il distintivo giallo.”

Gente che non è interessata a leggere l’articolo da cui sta condividendo lo screenshot, si fida. Il Dottor Siegel è un medico, ma come potete vedere dal suo profilo Twitter fa parte dello staff di Fox News, il canale americano di news più amato dagli elettori di Trump, non esattamente definibile DEM come invece sostiene chi condivide in Italia questa denuncia. Guarda caso qui lo vediamo intervistare proprio il POTUS:

Non si tratta di una proposta dei politici democratici, non si tratta di una proposta di medici di sinistra, ma di un’idea, tutt’altro che sciocca, fatta per tutelare noi e i nostri figli e nipoti, che viene piuttosto dall’ala repubblicana dell’informazione made in USA. Non capirlo significa non avere la benché minima voglia di approfondire, di studiare cosa stiamo vedendo prima d’aver premuto quel dannato pulsante Condividi.

Ma tanto che parlo a fare?

Purtroppo i più incapaci a condividere sono proprio quelli che leggono i siti che fanno corretta informazione. I bufalari condividono tutto, anche senza uno straccio di prova, ma quelli che si definiscono razionali sono convinti che il mondo sia un altro, quella bolla in cui si sono rinchiusi da anni. L’unica cosa che dovrebbero condividere, un po’ di corretta informazione, al massimo la leggono, ma condividerla solo in casi estremi…

Anzi, spesso nemmeno l’aprono per leggerla, tanto sanno già cosa c’è scritto, mettono il like sulla fiducia, con la stessa facilità con cui le vittime della disinformazione condividono.

Non voglio aggiungere altro.
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