Il kebab friulano

maicolengel butac 3 Ott 2016
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kebab-friulano

Il kebab ha un che di affascinante per i bufalari, o perlomeno per chi pubblica notizie in maniera disattenta.

È il caso della sbufalata flash che vi riporto, ormai trattata anche dalle più importanti riviste del settore food.

Serracchiani: questa non ci sta più con la testa! Spende 90mila euro (90mila euro di soldi NOSTRI) per promuovere al Salone del Gusto di Torino il KEBAB come PRODOTTO TIPICO FRIULANO!!!

Questo il colorito titolo usato da La Pillola Rossa, per una notizia che a quanto mi risulta è partita da VoxNews, che il 28 settembre metteva in circolazione per primo la storia.
voxnews-kebabfriulan

La sbufalata è velocissima, come hanno dimostrato prontamente tutte le testate che l’hanno già riportata. Nessuno spende novantamila euro per promuovere il kebab friulano:

«Tranquilli: non abbiamo speso 90 mila euro per promuovere il kebab friulano. Chi critica probabilmente lo fa senza aver letto bene la nostra proposta: il budget serve a promuovere, all’interno di una delle primarie manifestazioni internazionali dedicate all’enogastronomia, tutti i Presidi Slow Food del nostro territorio, i prodotti AQUA di Ersa – e ogni 3 ore una degustazione guidata in cui raccontiamo le specificità regionali -, i vini di 28 produttori dell’intera regione, da scoprire tutta viaggiando in biciletta. Leggere solo i titoli di giornale non vale!».

Novantamila euro per partecipare ad un fiera del genere con uno stand dedicato ai prodotti del Friuli Venezia Giulia non sono niente, specie organizzando degustazioni di vini e altro. Non  fatevi fregare. Alcuni hanno storto il naso al sentir parlare di kebab friulano (furlan), ma sempre su SlowFood FVG viene spiegato in maniera molto semplice:

perché proporre, tra i 6 cestini di prodotti tipici, anche un Kebab Furlan? «Innanzitutto perché la cultura regionale, per quanto sia difficile e sciocco dare una definizione precisa alla nostra identità, piaccia o no, ha anche radici ottomane. Secondo: perché siamo a favore della “contaminazione”.

Insomma, su svariati prodotti presentati, degustazioni di 28 diversi tipi di vino, frico, formaggi e quant’altro, ci si è concentrati su uno dei sei cestini con panino proposti, e ci si sono fatti articoli sopra per indignare il pubblico, come sempre. La ggente purtroppo continuerà a non capire. Ma noi a spiegare ci proviamo sempre.

maicolengel at butac punto it

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