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PREMESSA: Avevo preso questo pezzo con un po’ di sarcasmo. L’argomento cancro, tumori o “brutto male” talvolta va anche esorcizzato, vista la quantità di pessime notizie sanitarie che girano in rete: morbillo, difterite, pertosse nei bambini NON VACCINATI; fuffari imbroglioni  e maghi che lucrano sulle malattie, sulle speranze dei malati e dei loro cari; giornalisti che distorcono le notizie a loro piacimento creando falsi allarmismi e condendo i loro pezzi di un velato razzismo. Direi che una risata, anche amara, a volte è sacrosanta.
Con l’approfondimento mi sono resa conto che forse non era necessario premere oltre e che la disinformazione, in questo caso, non era semplicemente seria, ma grave.

Spero di non aver offeso nessuno con il sarcasmo.

T.

***

… e mi fa strano che il nostro “amico” non abbia inserito nel suo protocollo anche concentrato di stronzate carote! Forse la quantità di carote da ingollare sotto forma di frullato era un po’ troppa anche per lui. Magari non riusciva a metterlo tra un beverone e l’altro…

Va be’, veniamo al sito. Partiamo dal titolo dell’articolo:

BEVE SUCCO DI CAROTE PER 8 MESI: UN RISULTATO INCREDIBILE!

Ann Cameron è autrice di molti libri per bambini, ma in questa storia è lei la protagonista. Racconta la sua storia nel blog “Chris beats cancer” (tradotto “Chris batte il cancro”) [magari sconfigge sarebbe una traduzione migliore, devo suggerirla a google translator] dove aveva trovato le storie di persone che hanno cercato e trovato modi alternativi per agire e avviare dei trattamenti di cura per il loro cancro.
Avrei giurato che a bere succo di carote per 8 mesi si potesse diventare o superabbronzatissimi alla Carlo Conti, o degli allegri e pucciosissimi coniglietti dal pelo rosso.
Evidentemente mi sbagliavo.
Continuiamo la lettura di questo esilarante “illuminante” articolo. In calce viene riportata la fonte: Dionidream. Quindi sappiamo chi incolpare per le pessime traduzioni dall’inglese.
IL MIO NOME È ANN CAMERON.
IL 30 LUGLIO DEL 2013 MI HANNO DIAGNOSTICATO UN TUMORE MALIGNO AI POLMONI. IL  1° AGOSTO 2013 HO RICEVUTO I RISULTATI:  “NESSUNA EVIDENZA DI CANCRO”.
CREDO, PER ESPERIENZA PERSONALE CHE LE CAROTE POSSANO CURARE IL CANCRO RAPIDAMENTE, EVITANDO CHEMIOTERAPIA, RADIOTERAPIA O STRAVOLGIMENTI DELLA DIETA. CREDO CHE CHIUNQUE ABBIA UN CANCRO DOVREBBE PROVARE CON LE CAROTE PERCHÉ I RISULTATI SONO EVIDENTI IN POCHISSIMO TEMPO.
L’originale invece recita così:
My name is Ann Cameron.
On Tuesday July 30th, 2013 I had a CT scan for malignant tumors in my lungs. On Thursday August 1st 2013, I got the results:
“No evidence of cancer.”
Suggerisco al caro Riccardo un buon corso di inglese. Un “CT scan” in inglese significa “TAC”. Dove sta scritto che ha avuto una diagnosi? Qui forse la soluzione:
Il 6 giugno Ann viene operata per un tumore al colon al quarto stadio, rifiuta di fare la chemioterapia e da quel giorno comincia a sentirsi sempre meglio. Ma 6 mesi dopo, a Novembre, le viene diagnosticato un tumore ai polmoni. L’oncologo le dice che la radioterapia non l’avrebbe aiutata e le consiglia la chemio per riuscire a rimandare una fine già scritta, curare il cancro sarebbe stato comunque impossibile. Chiede sulle aspettative di vita: due/tre anni senza chemioterapia e non molto di più facendola.

Bene, per me l’articolo tradotto potrebbe anche finire qui. Ha subito l’operazione nel 2012. Siamo nel 2015, aspettiamo ancora un annetto a cantare vittoria anche perché l’oncologo stesso ha detto che senza terapie vivrebbe due o tre anni… ma per amore di verità mi sono letta l’originale perché qui coniglio gatta ci cova.

On June 6 [2012] I had surgery for a newly diagnosed Stage 3 colon cancer. I declined the recommended chemotherapy and felt better and better from that date. But six months later, on  November 6,  I had a CT scan followup that showed probable cancer in my lungs.

Insomma, nel 2012 subisce un’operazione per un tumore al colon, che si trovava però al terzo stadio. Lei rifiuta la chemioterapia, ma la TAC rileva un probabile cancro ai polmoni.

The oncologist said I had  Stage 4 colon cancer metastasized to the lungs. Later I learned that the colon cancer surgeon believed the cancer in the lungs  was unrelated to the colon cancer, an independent development. His reasoning was that colon cancer, even metastasized, grows very slowly, and the two lung tumors were growing fast.

Stranamente, nella frase successiva il tumore al colon è tornato al 4° stadio. Mah. Ad ogni modo il cancro ai polmoni non sembra una metastasi di quello al colon.

The oncologist also said radiation wouldn’t help me. She recommended chemotherapy to retard my demise, but said chemotherapy wouldn’t cure the cancer. I asked the surgeon about my life expectancy. He told me that without chemo I probably had only two to three years to live–and not much more with chemo.

La storia possiamo ben immaginarla, senza dover leggere oltre. Se siete interessati a tutta la sua storia vi ho messo sopra i due link, sia all’articolo in italiano sia a quello originale in inglese. A furia di leggere gli articoli di BUTAC dovreste aver imparato a capire dove stanno gli inghippi delle bufale, no?

Avrete notato che la simpatica Ann non pubblica un solo referto a supporto della sua storia. Un bel passo indietro rispetto al nostro “amico” col carcinoma epatico – almeno lì è stato “onesto”, diciamo. Almeno la TAC dei suoi polmoni poteva mostrarcela: se non altro, avremmo potuto confrontarla con quella del carcinoma epatico, così da farci una cultura e confrontare la metodologia di refertazione.

E invece no. Mainagioiamannaggialamiseria. Tocca pure crederle sulla fiducia. La stessa fiducia che dovrei darle quando afferma che bevendo il succo di 2,2 chili di carote ogni giorno, quello che aveva ai polmoni è miracolosamente sparito. Solo perché si è “imbattuta nella lettera di Ralph Cole“. Il tutto senza cambiare di una virgola il resto della sua alimentazione – gelati inclusi!

Continua a mangiare carne, gelati e si concede qualche strappo nell’alimentazione (Ann sconsiglia l’assunzione di gelati e dolci in genere durante i trattamenti oncologici, ma vuole enfatizzare il fatto che l’unico cambiamento che ha fatto a livello dietetico è stata l’assunzione di succo di carota)

Girando e rimbalzando da un link all’altro come un criceto nella ruota (preferivo sentirmi un coniglio) indovinate un po’ in quale nome mi imbatto? Nel dott. Gerson e nel suo metodo. NO COMMENT!

Come ormai ben saprete, non sono un medico. Qualcosina ne capisco, soprattutto se si tratta di sostanze tossiche. I 2,2 chilogrammi di carote che assume quotidianamente la nostra cara Ann sono molto pericolosi: contengono mediamente ben 25.250 microgrammi di vitamina A espressa in retinolo-equivalenti (RE) i quali equivalgono a circa 84,166 IU (unità internazionali).  Ben al di sopra di quanto raccomandato dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU): per le donne, la Società raccomanda l’assunzione di  400 RE.

Sfortunatamente la Vitamina A è liposolubile e viene accumulata nel nostro organismo. La wiki italiana spiega bene i meccanismi di assimilazione e di eliminazione da parte del fegato. Vi sono problemi dovuti anche da un’intossicazione acuta, ovvero l’ingestione puntuale di una massiccia dose di vitamina A, e da un’intossicazione cronica. Quest’ultima è causata dall’ingestione di

dosi giornaliere superiori alle capacità di immagazzinamento ed eliminazione del fegato sia tramite consumo frequente di alimenti ricchi in vitamina A sia per mezzo di integratori.

C’è da dire che la vitamina A delle carote è in forma di β-carotene assorbito in un quantitativo variabile tra il 5% e il 50% (da 1.262 a 12.625 RE, nel caso dei 2,2 kg di carote).

All’interno delle cellule dell’epiteliointestinale, parte dei carotenoidi viene trasformata in retinaldialdeide. […] i carotenoidi ancora non metabolizzati vengono incorporati nei chilomicroni e da essi vengono trasportati nel fegato. A questo punto […]  i carotenoidi possono venir trasformati in retinolo od essere secreti dalla cellula all’interno delle VLDL.

Persino nel caso in cui l’assorbimento di β-carotene sia sempre e costantemente del 5%, Ann assumerebbe quotidianamente circa 1.262 RE – più di tre volte superiore ai livelli raccomandati – tanto basta per avere un’intossicazione cronica da vitamina A. Vanno sommati i RE apportati dalla dieta; un apporto non calcolabile, non conoscendo cosa mangia. Possiamo ipotizzare che assuma, dai pasti giornalieri, i 400 RE raccomandati dalla SINU.

Ciò può comportare la comparsa di una sintomatologia caratterizzata da inappetenza, dolori muscolari, anemia, perdita dei capelli e varie alterazioni neurologiche. Per evitare ciò la SINU consiglia di non superare l’assunzione di 9 mg/die per l’uomo e 7,5 mg/die per la donna. In gravidanza si consiglia di non superare i 6 mg/die in quanto più predisposte alla comparsa di sintomi da iperdosaggio. […] L’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti raccomanda di non superare il livello di 3 mg/die (= 3000 RE = 10.000 UI) per evitare effetti collaterali in caso di assunzione prolungata indefinitamente senza controllo medico.

Questo per quanto riguarda la tossicità della vitamina A. Per quanto riguarda invece la possibilità di usare la vitamina A come terapia, ho trovato questo studio su PubMed dal titolo Vitamin A, Cancer Treatment and Prevention: The New Role of Cellular Retinol Binding Proteins.

Lo studio del 2015 è tutto incentrato sul ruolo di questa proteina che lega il retinolo (uno dei nomi della Vitamina A).

Intracellular retinoid bioavailability is regulated by the presence of specific cytoplasmic retinol and retinoic acid binding protein

La biodisponibilità intracellulare dei retinoidi (retinolo + acido retinoico) è regolata dalla presenza di specifiche proteine citoplasmatiche che legano il retinolo e l’acido retinoico.

Le conclusioni dello studio?

The possibility to reintroduce CRBP-1-mediated […] in cancer cells can represent a potential tool in strategies aimed at counteracting cancer cell dedifferentiation and minor aggressiveness. Moreover, variability of CRBP-1 expression in some cancers also suggests screening of tumours in order to select patients potentially sensitive to adjuvant retinoid therapy

La possibilità di reintrodurre CRBP-1-mediata […] nelle cellule tumorali può rappresentare un potenziale strumento di strategie volte a contrastare la dedifferenziazione delle cellule tumorali e l’aggressività minore. Inoltre, la variabilità di CRBP-1 espressione in alcuni tipi di cancro suggerisce anche lo screening dei tumori, al fine di selezionare i pazienti potenzialmente sensibili alla terapia adiuvante retinoidi.

In tutto lo studio non si parla di carotenoidi, ma sempre e solo di retinolo o al limite di retinoidi. Abbiamo visto che solo una minima parte dei carotenoidi non metabolizzati viene trasformata in retinolo.

Pur ammettendo che Ann sia stata un caso fortunato e che abbia “azzeccato” la dose esatta di retinoidi da assumere come terapia, stiamo parlando di un evento altamente improbabile dato l’elevato numero di variabili da considerare. Da 2,2 chili di carote non si estrae sempre la stessa quantità di β-carotene: le tabelle del CRA-NUT (ex INRAN) riportano valori che oscillano da 800 a 2300 RE per 100 g di prodotto. Risulta curioso che non abbia subito gli effetti collaterali di un’ipervitaminosi A cronica.
Lei come altri che si affidano a queste cure-fai-da-te non fanno altro che danneggiare la ricerca e soprattutto i malati. Nel racconto della loro storia, essi omettono o fanno passare in secondo piano i risultati ottenuti con la medicina “tradizionale” o con la chirurgia. In più, queste cure miracolose non riportano per quanto tempo assumere le carote, né il dosaggio. Questo valore varia non solo in base al sesso e all’età, ma anche in base alla patologia, alla localizzazione del tumore, allo stadio dello stesso. E come sempre, per non avere cattiva pubblicità, non riportano eventuali effetti collaterali: anche se naturale, non va mai dimenticato che è  la dose a determinare se la sostanza risulta utile o dannosa – vedasi per esempio la digitale purpurea.

Magari tra qualche anno salterà fuori una nuova terapia a base di retinoidi. PubMed lascia visualizzare studi su come analizzare la purezza dei retinoidi, su come caratterizzarli; ve ne sono altri dove se ne valuta invece la tossicità e gli effetti in caso di carenza. Abbiamo centinaia di migliaia di studi in corso su centinaia di molecole, per cercare una cura ai mali che affliggono animali e uomini di questa Terra.

Personaggi come Ann o il signor Cole mandano letteralmente tutto a puttane. Fanno passare il messaggio che “i farmaci, il metodo scientifico e la ricerca sono inutili”, e che loro hanno “le nostre carote a curarci da qualsiasi cosa, persino dal cancro“.

Nel frattempo, Ann ha scritto un libro, Curing Cancer with Carrots – fantasia portami via.

A pensar male si fa peccato, però spesso ci si azzecca: non è che magari le favole per bambini non vendevano più? Non ci vuole nulla a cavalcare la moda dei libri con le “diete miracolose” e delle cure fai-da-te-che-male-che-vada-ci-lasci-solo-lo-zampino. Di coniglio abbronzato, faccio io.

Thunderstruck

(thunderstruck chiocciola butac punto it)

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