Il razzismo latente – Le capitali della cultura europea

maicolengel butac 20 Feb 2018
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cittadini bianchi Ungheria

Un lettore tramite Twitter mi segnala quest’articolo riguardante le candidature a città della cultura 2023:

“Troppi cittadini bianchi”: esclusa una città ungherese da capitale europea della cultura

Il titolo mi incuriosisce, il mio quinto senso e mezzo mi solletica, è ovvio che non sono di fronte ad una bufala, ma è facile che ci sia quel filo di disinformazione da verificare. Non avrei mai creduto fosse così semplice fare le dovute verifiche.

Vergogna!

Questo è quanto ci viene raccontato da Cesare Sacchetti, autore dell’articolo su La cruna dell’ago:

Una presentazione dove la vita tutto sommato appare scorrere felice e serena, ma che secondo gli esperti internazionali della commissione selezionata dall’UE che sta valutando a chi assegnare il prestigioso riconoscimento, rappresenta un “video di propaganda per l’Europa cristiana bianca nel quale ci sono troppi cittadini bianchi felici, croci e non compaiono minimamente i migranti.”

Purtroppo della citazione non c’è fonte, se non le parole stesse del sindaco. Per giudicare è importante vedere il video:

Onestamente video carino, musica orecchiabile, ma la cultura? Non pensate a quanti bianchi sorridenti vedete, ma quanta cultura viene mostrata. Vedo giocatori di basket, di hockey, ballerini, ma di cultura in quegli oltre tre minuti ne vedo relativamente poca.

E gli altri?

Specie se mi metto a parangonarla a un altro video, sempre ungherese, ma di una città antagonista, Győr:

Anche qui sono tutti bianchi, e tanti sorridono, ma questo video ha passato le selezioni, non ci vuole un genio per capire che tutta la teoria dell’Unione Europea che desidera Paesi con più emigranti sia una boiata. Gli altri video delle città candidate hanno anche loro chiese e immagini che possono essere ricondotte alla cultura cristiana, ma non si basano solo su quella. Mostrano appunto esempi di come può essere declinata la cultura, magari legandosi meno alle attività sportive e più appunto a quelle strettamente culturali. Di indizi che possano far pensare che l’inclusione sia un criterio di favore per scegliere una città piuttosto che un’altra io non ne vedo, mentre vedo una città che ha basato la propria candidatura sullo sport e poche altre attività, e altre che probabilmente erano più adatte perché hanno rappresentato meglio la varietà della attività culturali che mettono a disposizione.

Guardate il video di Debrecen 2023, anche loro cultura, tanta cultura, bianchi, niente immigrati, eppure sono tra i tre finalisti.

Insomma il succo a me pare sia molto chiaro: al sindaco di Székesfehérvár rode non essere tra i tre finalisti. Non è che la città è stata esclusa, ma semplicemente le tre ritenute più adatte tra cui scegliere sono altre. Eppure l’articolo fa riferimento a una sola città, probabilmente perché il sindaco è stato l’unico a fare dichiarazioni di questo tipo, non accettando di non aver vinto. Deve quindi trovare un modo per attaccare l’Unione Europea, brutta sporca e cattiva. Ma forse è lui quello non proprio intellettualmente limpido.

Concludendo

Giusto per completezza d’informazione, il sindaco di cui stiamo parlando è conservatore di destra, la cosa non so perché non mi sorprende più di tanto.

Se siete cittadini di Székesfehérvár e leggete l’italiano sappiate che il vostro amato sindaco vi sta prendendo per i fondelli. Si tratta solo di politica, spinta a farvi odiare un po’ di più l’Unione Europea. Nulla di cui sorprendersi, anche in Italia certi partiti fanno lo stesso.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

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