Il trattamento russo per i profughi

maicolengel butac 5 Feb 2016
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profughi russia-capre2
Da qualche giorno sta circolando sui social network un video che mostra la polizia russa scortare un largo gruppo di persone.
Una delle pagine che l’ha condivisa, l’accompagna con questo testo:

ECCO COME VENGONO TRATTATI I PROFUGHI IN RUSSIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! (c’era la svendita al supermarket dei punti esclamativi)

https://www.youtube.com/watch?v=fxN6pZcAa-s
Il video originale come potete vedere non è proprio di ieri l’altro, oltretutto anche nel video di Youtube si continua a commentare come se quella che si vede fosse una “retata di profughi”.
Ma sono gli stessi russi a spiegare (nel 2013) i fatti, attraverso una delle testate più filogovernative di sempre, RussiaToday:

‘Like captured Germans in 1944’: Moscow cops convoy column of illegal immigrants

Titolone sensazionalistico, ma basta leggere il testo dell’articolo (cosa che evidentemente fa meno della metà dei lettori) per scoprire che:

Police in Reutov suppressed a looming conflict at a local wholesale and retail market on May 27, arresting over a hundred of men armed with knives, metal rods and traumatic pistols, ready to set upon each other as a result of some kind of a conflict of interest between merchants. Many of the arrested turned out to be living and working in Russia illegally.

Quindi non sono tutti immigrati, o illegali, solo una parte. Quanti su 100? Russia Today non ce lo racconta, anzi, come nel tipico stile della testata arzigogola su quegli immigrati. Ma ci siamo abituati. Basta girare un po’ con l’ausilio di un traduttore per trovare altre testate che perlomeno fanno un po’ di chiarezza in più sui fatti.

27 мая 103 человека были задержаны на одном из оптово-розничных рынков города. Более сотни людей с кусками арматуры и травматическим оружием в руках собирались устроить драку, а полиция узнала об этом и сразу же приехала. Среди задержанных были как граждане СНГ, так и россияне. После профилактической беседы их отпустили.

Che tradotto a grandi linee significa:

Maggio 27, 103 persone sono state arrestate in uno dei mercati all’ingrosso e al dettaglio della città. Più di un centinaio di persone armate con tondini di ferro e armi traumatiche (tipo taser? boh… ndr) stavano organizzando una rissa, la polizia ne è stata informata ed è subito intervenuta. Tra i detenuti vi erano sia cittadini della CSI che russi. Dopo l’interrogatorio e l’identificazione sono stati rilasciati.

Quindi a parte il corteo che secondo alcuni ricorda i tedeschi che marciavano, prigionieri, in Russia dopo la sconfitta, la Parade of losers.
rian_00000554.hr.en
Secondo altri il ricordo riguarda sempre la Seconda Guerra Mondiale, con i rastrellamenti delle città per catturare soggetti da mandare nei campi di concentramento.

Jewish civilians. Copy of German photograph taken during the destruction of the Warsaw Ghetto, Poland, 1943. (WWII War Crimes Records) Exact Date Shot Unknown NARA FILE #: 238-NT-282 WAR & CONFLICT BOOK #: 1280

Jewish civilians. Copy of German photograph taken during the destruction of the Warsaw Ghetto, Poland, 1943. (WWII War Crimes Records)
Exact Date Shot Unknown
NARA FILE #: 238-NT-282
WAR & CONFLICT BOOK #: 1280


Ma non concordo, dai ghetti venivano portate via alla stessa maniera anche donne e bambini, nella sfilata di Reutov non vedo bambini, e non direi neppure donne. Ma poco importa, come avete capito sono stati portati in questura per interrogati, identificati e probabilmente perquisiti questi 103 soggetti, tra cui russi, cittadini di paesi della CSI, immigrati, e clandestini. Uno spaccato degli strati della società più poveri (quindi sicuramente con una forte componente di minoranze) disposti ad ammazzarsi per il controllo di questo o quel mercato.
Ma se nessuno di loro sporge denuncia, nessuno li trattiene. E sono liberi di tornare a fare quel che stavano facendo prima.
Altro che profughi. Io continuo a credere che molti pensino che immigrato, profugo e clandestino siano la stessa parola, intercambiabili fra loro.
Un immigrato è qualcuno che non è nato in Italia, ma un giorno ha deciso di trasferirsi qui. L’immigrato può arrivare già con un’offerta di lavoro presentata, pertanto riceve un permesso di soggiorno collegato al lavoro che andrà a fare. Può arrivare per cercare lavoro, quindi con un visto turistico e a quel punto passati i limiti del visto si trasforma in un clandestino. Ma se arriva e chiede il visto da profugo (e questo gli viene riconosciuto) significa che viene da un paese in cui è in corso una guerra, e in quanto tale noi come paese civile siamo in dovere di aiutarlo, qualsiasi sia la sua provenienza, qualsiasi sia il suo credo. Non vorremmo che facessero lo stesso gli stati a noi vicini in caso di guerra civile nel paese? Guardate che se domani scoppia e cercate rifugio in Russia anche voi diventate profughi/immigrati clandestini secondo questi criteri.
Non so quanto sia conveniente.
maicolengel at butac.it
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