Ma gli immigrati usano il trasporto pubblico gratis?

maicolengel butac 3 Nov 2014
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AUTOBUSGRATIS-IMMIGRATI
Ciclicamente questa storiella fa il giro del web, in un modo o nell’altro c’è sempre una testata, un blog, una pagina social che pubblica qualche racconto del terrore su come siano trattati bene gli stranieri che sono arrivati qui clandestinamente.
La leggenda narra che tutti gli immigrati che arrivano qui ricevano, telefonino, ricariche gratuite, pacchi di soldi da spendere in bagordi, e per finire, ciliegina sulla torta, abbonamenti gratuiti per il trasporto pubblico.
Le altre voci dell’elenco le abbiamo già viste in precedenti puntate, ma quest’ultima ancora mi mancava.
scandalo-bus-gratuiti
Parto subito col dire che NON SI TRATTA DI UNA BUFALA, solo tanta disinformazione.
È vero, in molte città italiane ALCUNI cittadini stranieri, immigrati, godono di abbonamenti gratuiti per un periodo massimo di un anno (diviso in due tranche da sei mesi l’una di solito). Chi ne gode sono i richiedenti Asilo Politico; coloro che abbiano superato il primo controllo per la richiesta hanno diritto a ricevere nella zona in cui sono ospitati anche accesso al trasporto pubblico.
Parliamo di numeri irrisori rispetto alla popolazione di immigrati italiana. Numeri che fanno sorridere, come nel caso qui sopra della Padania, dove la cifra messa giù così può sembrare ai più molto grande, ma in realtà se la dividiamo per 5 anni si tratta di poco più di 30mila euro all’anno. 93 persone che si muovono gratis per la città per un anno, o 180 per sei mesi… scusate. In una città che a fine 2013 stimava la popolazione straniera in 56mila persone circa! Stiamo parlando di un comune che nel 2014 ha dichiarato:
bilancio2013
Quanto gli sarebbero cambiati quei 30mila euro in più? i 10,9 milioni di avanzo sarebbero rimasti 10,9 milioni di avanzo, 30mila euro non li spostavano di molto. Sbaglio? Lo stesso si può dire per tutte le altre città che ospitano profughi richiedenti asilo, le cifre (visto l’esiguo numero reale degli aventi diritto) sono basse, fanno effetto se buttate alla carlona, ma per un’amministrazione comunale normale sono bruscolini. Qualcuno dirà che con 30mila euro ci si campa alla grande, verissimo, ma quante famiglie aiuto davvero con 30mila euro? Due, tre, forse dieci se si accontentano di 250 euro al mese. Ma se supero le 20 la cifra inizia a diventare meno efficiente, se supero le 30 facciamo pari col bonus di Renzi. E con che criteri scelgo quali saranno le 30 fortunate? e gli altri che diranno? No, non ci siamo, con quei 30mila euro aiuto un centinaio di persone a muoversi, cercare lavoro, sistemazione, integrarsi, senza costringerli a vivere nel centro che li ha accolti, spesso distante da tutto. Questi soggetti ricevono anche 2,50 euro al giorno, come già spiegato in altro articolo, e tra quei 2,50 e il biglietto dell’autobus devono farci rientrare tutto. Si perché anche la ricarica telefonica (per chi ha un telefono) è UNA TANTUM, quindi la si riceve all’arrivo nel centro di accoglienza, e poi ciccia.
Ma la cosa più bella di tutto, e che si evita bene di raccontare, è che questi soldi non li spende il Comune, o meglio li spende, ma prima di averli spesi li ha ricevuti a bilancio dallo Stato, che ha un fondo annuale destinato solo a questi casi, fondo che varia a seconda di quale sia il numero di richiedenti asilo che la città ospita. Il fondo di cui sto parlando viene istituito con l’Art.43 nella legge del 6 marzo 1998, ed è da quel fondo via via rinnovato che si attinge per pagare questi trasporti. Fondo che è nel bilancio dello stato da 17 anni, non pochissimo. Direi che in questi 17 anni si siano succeduti svariati governi, ma nessuno l’ha chiuso. Perché lamentarsene ora?
Odio la politica italiana!

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