Costellazioni familiari – Dieci anni dopo

Parliamo nuovamente delle Costellazioni familiari, con una nuova testimonianza e il parere di un esperto di sette spagnolo che ne evidenzia i pericoli

maicolengel butac 18 Set 2026
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Nel 2016 su queste stesse pagine pubblicammo la testimonianza di una nostra lettrice che si era imbattuta nelle Costellazioni familiari. Inizialmente per curiosità, successivamente le erano state suggerite da una psicologa iscritta all’Albo e lei si era fidata.

Dell’articolo che ricavammo da quella testimonianza su BUTAC non c’è più traccia per volontà del suo autore originale, che ci chiese di rimuovere ogni suo pezzo qualche tempo fa. L’unica cosa che restava era appunto la testimonianza originale, che pubblicammo in forma anonima nella sua interezza. Quella testimonianza si concludeva con un invito ai lettori: se avete storie simili, scriveteci.

Dieci anni dopo qualcuno ci ha scritto, raccontandoci una storia che ricalca quanto raccontavamo dieci anni fa, ma forse prima occorre fare un piccolo recap.

Cosa sono (e cosa non sono) le Costellazioni familiari

Le Costellazioni familiari nascono tra gli anni Ottanta e Novanta dal lavoro dell’ex sacerdote e psicoteraputa tedesco Bert Hellinger. L’idea di fondo è che conflitti, sensi di colpa e traumi delle generazioni che ci hanno preceduto “viaggino” lungo l’albero genealogico e si manifestino nei discendenti come sintomi.

Come funzionano

In una seduta, il “facilitatore” chiede al partecipante di scegliere delle persone a caso tra i presenti, e di assegnare a ciascuna il ruolo di un parente vivo, morto, conosciuto o mai visto. I “parenti” si mettono in piedi in mezzo alla stanza e dicono quello che sentono: un peso al petto, il bisogno di allontanarsi, rabbia, freddo. Il facilitatore prende queste sensazioni, di gente che nella vita reale non ha alcun legame con quella famiglia, e le legge come informazioni vere sui rapporti tra parenti veri.

Come avrete intuito non esiste alcuna prova che questo meccanismo funzioni, e difatti i termini che vengono sfruttati per conferire autorevolezza scientifica al metodo sono presi in prestito da altri contesti e vengono usati in modi che chi le ha coniate non avallerebbe.

La segnalazione del 2026

Quanto segue cerca di riassumere in forma anonima quanto ci è stato raccontato e documentato.

A febbraio di quest’anno la persona che ci ha inviato la segnalazione (che chiameremo Alfa) si è sentita proporre dal proprio terapeuta – psicologo iscritto all’Albo – di partecipare a una “ricerca sistemica”. Ovvero a una seduta di Costellazioni, presentata dal terapeuta come seduta che potesse aiutare a risolvere dinamiche di coppia problematiche che il terapeuta imputava a una “paura trasmessa energiticamente” da un antenato.

Alfa era scettica, essendosi già imbattuta nelle Costellazioni altrove, e per questo ha deciso di prendersi due settimane per informarsi un po’ di più prima di accettare la proposta. Due settimane nelle quali ha trovato e contattato José Miguel Cuevas Barranquero, dottore in Psicologia dell’Università di Málaga e responsabile dell’unico servizio pubblico spagnolo di supporto alle vittime di sette, che ha pubblicato più volte sugli effetti avversi delle Costellazioni.

Sempre per non lasciare nulla di incompleto, Alfa ha fatto ricerche anche sulle piattaforme italiane di psicoterapia, trovando su UnoBravo un disclaimer che spiega la non scientificità di quella terapia, mentre Serenis le definisce un “metodo terapeutico se pur non scientifico”; su Mio Dottore invece professionisti iscritti all’Albo ne parlano con toni entusiastici senza nessun chiaro disclaimer che ne spieghi la non scientificità, solo alcuni professionisti ne dichiarano esplicitamente – ma appunto individualmente – la mancanza di prove di efficacia.

Dopo queste ricerche Alfa comunica al suo terapeuta l’intenzione di non voler partecipare, il motivo è appunto la non scientificità della pratica. Il terapeuta, pur ammettendo che manchino studi che ne dimostrino l’efficacia, insiste, facendo riferimento ad altre terapie e metodologie, e arrivando anche a usare una tecnica di pressione emotiva decisamente scorretta: la terapeuta, infatti, ha suggerito la possibilità che un aborto del passato possa portare possibili conseguenze psicologiche future per i figli, nel caso che l’aborto fosse tenuto segreto. La psicologa, anche nelle sedute successive, pur avendo promesso di non tornare sull’argomento ha continuato a insistere su argomenti che non avevano nulla a che fare con la terapia che avrebbero dovuto seguire.

Non è un caso isolato

L’articolo che leggete non lo pubblichiamo per attaccare un singolo professionista, di cui, come vedete, manteniamo l’anonimato. Lo pubblichiamo perché, pur non avendo avuto altre segnalazioni in questi dieci anni, più volte abbiamo ricevuto messaggi di ringraziamento per aver pubblicato quella testimonianza di dieci anni fa, ringraziamento da parte di soggetti a cui il professionista iscritto all’Albo aveva proposto lo stesso percorso. Lo pubblichiamo perché lo schema dello psicologo o psicoterapeuta regolare che introduce le Costellazioni come “esperimento”, spesso senza consenso informato esplicito, a volte proseguendo la raccolta di materiale anche dopo un rifiuto, è lo stesso che raccontavamo dieci anni fa, e dimostra che nulla è cambiato nel frattempo. Ma lo pubblichiamo anche perché Alfa ha fatto un lavoro di verifica che meritava di essere raccontato: ha controllato le fonti, ha contattato un accademico che se ne occupa professionalmente, ha confrontato più piattaforme, ha conservato la documentazione (che ci ha inviato in forma esaustiva).

L’Ordine che fa?

Alfa, nel primo messaggio che ci ha inviato, ci raccontava anche di aver scritto a tanti segnalando quanto le era successo, sia perché sperava che qualcuno ne parlasse, sia perché riteneva che l’Ordine degli Psicologi potesse fare qualcosa. Nel primo messaggio però ci diceva che fino a quel momento nessuno si era fatto vivo con lei. Tra aprile e giugno 2026 Alfa ha inviato all’Ordine degli Psicologi – prima via mail ordinaria, poi via PEC per darle valore formale – una segnalazione, non contro quella che nel frattempo era diventata la sua ex terapeuta, ma sulla presenza online di contenuti che presentano le Costellazioni come pratica clinicamente fondata senza avviso di non scientificità, con riferimento esplicito ai contenuti pubblicati da professionisti iscritti all’Albo sulla piattaforma MioDottore. Nella PEC richiamava l’articolo 8 del Codice Deontologico degli Psicologi, che vieta di avallare pratiche ingannevoli, e chiedeva una tutela esplicita per i pazienti, eventualmente tramite consenso informato scritto.

Dopo mesi di silenzio, se si eccettua un ringraziamento per la segnalazione, giusto pochi giorni fa l’Ordine le ha risposto in maniera decisamente più esaustiva. Non posso riportare il contenuto delle mail, e il nome di chi le firma, ma abbiamo fatto le verifiche del caso. Riassumendo, l’Ordine:

  • conferma che le Costellazioni familiari non dispongono di validazione empirica riconosciuta dalla comunità scientifica, richiamando revisioni sistematiche con certezza dell’evidenza “molto bassa” secondo i criteri GRADE;
  • definisce concetti come “campo morfogenico o morfico”, “campo akashico della fisica quantistica” e “anima della stirpe” affermazioni pseudoscientifiche, prive di riscontro in letteratura;
  • rileva che la presentazione di queste pratiche come clinicamente fondate da parte di iscritti all’Albo può configurare un contrasto con gli articoli 4, 5 e 8 del Codice Deontologico;
  • comunica di aver inoltrato i nominativi dei professionisti segnalati ai Consigli territoriali competenti per la verifica di eventuali profili di responsabilità disciplinare, ai sensi della legge 56/1989.

Che, a differenza del solito, è una presa di posizione netta, istituzionale, che ammetto non mi aspettavo; leggerla mi ha fatto davvero un gran piacere.

Il commento di José Miguel Cuevas

Su suggerimento di Alfa abbiamo contattato anche José Miguel Cuevas Barranquero, dottore in in Psicologia dell’Università di Málaga ed esperto di dipendenze settarie, considerato uno dei massimi esperti sulla materia. L’abbiamo contattato chiedendogli un commento sulle Costellazioni familiari e sui rischi legati alla loro diffusione anche da parte di professionisti regolarmente abilitati.

Cuevas ci ha risposto sottolineando innanzitutto come il problema non riguardi soltanto l’Italia:

È un vero piacere sapere che pubblicate critiche contro pseudoterapie pericolose come le Costellazioni familiari, che purtroppo sono molto di moda in Spagna e vengono sviluppate e promosse da diverse associazioni e, talvolta, anche da psicologi abilitati e iscritti all’Ordine.

Uno dei rischi peggiori, ci ha spiegato, deriva proprio dall’autorevolezza attribuita a chi guida la setta. Il “costellatore”, guidando la rappresentazione e decidendo come interpretare le sensazioni dei partecipanti, può indurre false convinzioni nella persona sottoposta alla pratica. Inoltre è possibile che il partecipante venga indotto a credere che la propria famiglia sia la causa di tutti i problemi, portandolo ad allontanarsi dai propri cari anche senza una reale necessità. Questo, spiega Cuevas, è un meccanismo altamente pericoloso in quanto può favorire l’isolamento delle persone più vulnerabili e renderle più esposte a manipolazione e indottrinamento.

Alla base delle Costellazioni familiari sopravvivono convinzioni che Cuevas definisce arcaiche e pericolose. Tra queste:

  • l’idea che il sistema familiare non debba mai essere spezzato, fino a suggerire che una vittima debba accettare e non respingere il familiare responsabile di un abuso;
  • la convinzione che il membro più giovane della famiglia debba risolvere i conflitti delle generazioni precedenti;
  • una sorta di giustizia “karmica”, per cui una persona sarebbe chiamata a pagare gli errori commessi dai propri antenati;
  • la pretesa che quanto emerge durante il gioco di ruolo della costellazione corrisponda a eventi e rapporti reali;
  • l’idea che anche esperienze traumatiche, compresa la violenza sessuale, possano essere considerate necessarie o funzionali a una presunta “guarigione” familiare.

Per comprendere ulteriormente i pericoli legati alle Costellazioni Cuevas ci ricorda alcune affermazioni attribuite alla costellatrice Graciela del Campo, secondo cui una donna stuprata non sarebbe una vittima, ma avrebbe scelto quel destino come parte di un processo di guarigione familiare. Un’affermazione che da sola dovrebbe bastare a chiarire quanto questa pratica sia incompatibile non soltanto con la psicologia scientifica, ma anche con quello che dovrebbe essere il rispetto delle vittime.

Cuevas ci ha tenuto inoltre a sottolineare come dietro queste pratiche non ci siano singoli facilitatori, ma associazioni organizzate che promuovono corsi, rilasciano certificazioni e lavorano per accreditare le pseudoterapie come autentiche opzioni terapeutiche.

Il cittadino, di fronte a quello che sembra un professionista abilitato o a un’associazione apparentemente autorevole, può non avere gli strumenti per distinguere una terapia fondata sulle prove da una pratica basata su credenze esoteriche.

Cito dalla mail di Cuevas:

Dobbiamo impegnarci seriamente affinché queste pseudoterapie rimangano fuori da qualsiasi attività sanitaria e vengano presentate per ciò che sono: pseudoterapie prive di prove scientifiche, più vicine alle credenze esoteriche che alle conoscenze scientifiche.

Il professor Cuevas ci ha autorizzato a citare il suo lavoro sulle Costellazioni familiari, intitolato Constelando inhumanidad, disponibile sul repository dell’Università di Málaga.

Concludendo

Quanto raccontato da Alfa non è semplicemente una divergenza di opinioni tra lei e la sua terapeuta, ma è una questione che andrebbe affrontata in maniera più seria e incisiva da parte dell’Ordine e dei professionisti che ne comprendono i pericoli. Perché il problema nasce proprio quando un professionista decide di suggerire a un proprio paziente una pratica priva di validazione scientifica, come sono le Costellazioni, sfruttando la fiducia che il paziente ha riversato in lui grazie al proprio ruolo.

Che l’Ordine abbia riconosciuto esplicitamente il problema è un passo avanti, ma come vi abbiamo dimostrato sono anni che la questione prosegue senza che siano state prese delle serie contromisure.

Al momento della stesura di questo articolo, le pagine segnalate su MioDottore risultano ancora online nella stessa forma contestata.

Se anche voi vi siete trovati davanti a un professionista sanitario che vi ha proposto le Costellazioni familiari, o pratiche simili prive di base scientifica, senza informarvi chiaramente sulla loro natura, scriveteci.

La nostra casella è segnalazioni@butac.it sempre aperta, proprio come dieci anni fa.

maicolengel at butac punto it

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