delinquenti

Italia patria mia, ma anche no, o meglio, io quando mi segnalate articoli che compaiono su testate come questa onestamente mi sento ogni volta meno italiano.

AFFRONTA LADRI IMMIGRATI: LO ABBATTONO, POI MASSACRANO COSI’ SUA FIGLIA. “SANGUE OVUNQUE, ERA A TERRA. COSI’ LO HANNO SFREGIATO”

Questo il titolo che hanno pubblicato, titolo che non è una BUFALA, l’unica cosa che stona è quell’IMMIGRATI, visto che per ora non si sa chi siano i ladri che hanno colpito.

Come ci spiega la stessa fonte usata da Italia patria mia, Il Giorno:

…tre ladri – forse dell’Est Europa, secondo le testimonianze – sono entrati in azione in una panetteria, in via Matteotti ad Arconate.

Fossero stati immigrati di colore lo sapremmo già visto che ci sono testimoni, quindi siamo di fronte a tre soggetti non identificati, che per quanto ne sappiamo potrebbero essere italiani o cittadini comunitari. Ma a Italia patria mia non interessa minimamente, l’unica cosa importante è titolare usando il termine IMMIGRATI, che tanto per chi legge un sito di quel basso livello è l’unica informazione da far girare.

Gli stessi che arriveranno qui sotto nei commenti a dirmi che visto che non è una bufala forse non dovevo occuparmene, convinti di essere dalla parte della ragione.

È deprimente.

Sono quattro anni che dedico molte ore della mia giornata a BUTAC, quattro anni in cui il mio amore per l’Italia è via via scemato, non perché non apprezzi le sue bellezze, ma perché dopo anni in cui mi circondavo solo di amici fidati mi sono reso conto che vivevo in un piccolo sogno, un rifugio potremmo chiamarlo. Mi sono circondato per lo più di persone come me, alfabetizzate, senza rendermi conto che bastava fare un passo fuori per trovarsi nella melma fino al collo.

Vivo a Bologna, città “aperta”, ma al bar sono sempre di più le volte che mi capita di sentire commenti razzisti. Giusto ieri sera due ragazzi di non più di 18 anni erano intenti a fare a gara a chi era più nostalgico, erano stati ad una mostra mercato di cimeli di guerra, e si vantavano di esser riusciti ad acquistare svariati memorabilia del ventennio fascista, ne andavano fieri.

E io mi arrabbio, quei ragazzi non hanno colpa, ne ha la scuola che non è riuscita a spiegare perché Mussolini non vada mitizzato, ne hanno le famiglie che non sono capaci di gestirli, ne hanno i politici che continuano a soffiare sul fuoco e ad aizzare i propri elettori. Sì perché oggi è così che si fa lotta politica, non sui fatti, sui programmi o su battaglie importanti, no, la lotta la facciamo a suon di bufale, manipolazione dei fatti e mezze verità.

È di pochissimi giorni fa la notizia di un 36enne arrestato dopo che aveva rapinato ragazzini di scuola media, il 36enne era italiano, e seguiva questi giovanissimi fino all’androne di casa per poi assalirli rubando loro portafoglio e cellulare, l’ultima ragazza ha avuto anche il naso rotto nell’aggressione.

L’uomo individuava le piccole vittime, comprese tra gli 11 e i 13 anni, principalmente all’uscita delle scuole. Seguiva i giovani per poi rapinarli dei telefoni cellulari, dei tablet e del poco denaro che avevano in tasca.

Credete che le stesse testate che amano usare il titolone che strilla IMMIGRATI abbiano fatto lo stesso in questo caso? Ovviamente no, dare addosso al cattivo italiano non rientra nei loro piani, noi italiani siamo tutti bravi, buoni e belli. I brutti e cattivi sono gli invasori stranieri. Tanto l’elettore che metterà la crocetta si fida di quel che gli dite per partito preso, non mette in dubbio le vostre parole, è convinto siate persone oneste, è ingenuo.

Nelle mie ricerche però un’altra cosa è saltata fuori, un sito che seguendo le orme dei fact checkers ha sostenuto che la notizia fosse bufala in quanto trovata pubblicata anche su La Gazzetta della sera. Ragazzi, occhio, testate come la Gazzetta della sera, pur pubblicando tonnellate di materiale falso, usano ogni notizia possibile di copia e incolla, anche quelle vere, basta che attacchino le fazioni che a loro stanno poco simpatiche e attirino click. Questa storia non è una bufala, ma solo l’ennesimo caso da usare per gettare benzina sul fuoco della xenofobia.

maicolengel at butac punto it

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