Le accuse a David Morens: i fatti e la malinformazione

Il classico schema di come un fatto reale possa essere caricato di interpretazioni parziali per confermare ulteriormente le convinzioni di un pubblico già convinto

maicolengel butac 30 Apr 2026
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Svariati profili del panorama complottistico internazionale stanno condividendo la notizia delle accuse formali mosse verso David Morens, ex dipendente del Niaid e collaboratore di Anthony Fauci.

Vengono fatti circolare estratti di un’interrogazione del 2024, quello che ci avete inviato come segnalazione è questo:

La notizia è reale: il 28 aprile 2026 il Dipartimento di Giustizia americano ha rinviato a giudizio Morens, 78 anni, con accuse federali gravi: cospirazione contro gli Stati Uniti, distruzione e falsificazione di documenti, occultamento di documenti federali. L’accusa sostiene che Morens abbia usato il suo account Gmail personale per nascondere comunicazioni relative a un grant di ricerca sul coronavirus che includeva una sottocommessa al Wuhan Institute of Virology, eludendo sistematicamente le richieste di accesso FOIA (Freedom of Information Act, strumento normativo che garantisce a chiunque il diritto di accedere a dati e documenti delle pubbliche amministrazioni). Nelle email sequestrate avrebbe spiegato come far “sparire” la sua corrispondenza.

Ma allora perché ne parliamo su BUTAC? Beh, perché siamo di fronte a un caso da manuale su come si costruisce la malinformazione.

Nei post che circolano la vicenda viene presentata come la prova di un “COVID coverup”, di un affossamento generalizzato dei fatti sul COVID.

Uno dei principali consiglieri di Fauci, David Morens, è stato incriminato oggi per il suo ruolo nell’insabbiamento del COVID e per aver nascosto comunicazioni e-mail tramite un account e-mail personale 💥 Eccolo nel 2024 mentre viene interrogato su questo esatto problema. Fa il tonto e finisce per far finta di non sentire le domande 🤡 Che soddisfazione sapere che questo pezzo di merda ora deve affrontare la giustizia. Adesso fai Fauci!!!

Questa narrazione dà per scontato che questa sia la conferma che qualcuno ha nascosto deliberatamente la verità sulle origini della pandemia. Ma un rinvio a giudizio non è una condanna, e soprattutto le accuse riguardano l’evasione delle norme sulla trasparenza e il tentativo di ripristinare un grant cancellato, non la dimostrazione che il virus sia uscito da un laboratorio.

Morens non ha mai negato di aver erroneamente usato la sua mail personale invece che una delle mail governative per rispondere a comunicazioni che invece richiedevano appunto l’uso di una mail in linea con le regole interne.

Sono tutte cose note dal 2024, l’unica cosa che è cambiata oggi è che esiste un’accusa formale, ma già a giugno 2024 Fauci aveva riconosciuto pubblicamente che il comportamento di Morens aveva violato le regole interne del NIH. E non è cambiata una virgola.

Ma nel magico mondo del complottismo ogni notizia è utile a rafforzare la narrazione portata avanti dal 2020. È uno schema classico: prendi un fatto reale, caricalo di interpretazioni non dimostrate, e servilo a un pubblico già convinto per confermare ulteriormente le sue convinzioni. Il rinvio a giudizio di Morens è una notizia concreta, le conclusioni che ci vengono costruite sopra non lo sono.

maicolengel at butac punto it

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