L’inchiesta sulle grooming gang e la caduta di Starmer
Video che ribadiscono a gran voce che proprio in Gran Bretagna non si vuole fare un'indagine approfondita sulle grooming gang! Nel frattempo l'indagine è partita, ma chi la richiedeva è troppo impegnato a strillare a gran voce sui social per accorgersene

Una lettrice mi segnala un video pubblicato all’indomani delle dimissioni di Starmer dalla guida del Regno Unito. Video che mostra l’esito di una votazione al parlamento britannico:
Il video oggi viene condiviso con queste parole:
UK è caduta! I Laburisti bloccano l’inchiesta sugli stupri di minori: 364 contro 111. Il motivo ufficiale è di evitare “islamofobia” e relativi danni d’immagine. Il risultato pone giustizia e vittime dopo l’ideologia.
Ma il video veniva già condiviso a febbraio 2026 con questo lungo testo de L’Antieuropeista:
Qualche giorno prima che venissero pubblicati i file di Epstein il parlamento britannico dava prova della sua collusione con i depravati e i deviati mentali che stuprano i bambini.Il Parlamento del Regno Unito blocca le indagini sugli scandali di stupro di minori, citando sensibilità politicheNel Regno Unito, il partito laburista al governo ha votato per bloccare l’avvio di un’inchiesta proposta sullo stupro di bambini britannici; i parlamentari hanno respinto la mozione con 364 voti favorevoli e 111 contrari.Gli oppositori dell’inchiesta sostenevano che riaprire la questione rischiava di danneggiare l’immagine delle comunità musulmane e di scontrarsi con le prevalenti priorità politiche della sinistra. Come prevedibile, i parlamentari laburisti hanno bollato l’inchiesta proposta come un’istigazione all’islamofobia, una giustificazione che alla fine ha portato al voto.La maggioranza dei britannici afferma che la decisione rivela un profondo fallimento morale: le preoccupazioni relative all’immagine e all’ideologia sono state anteposte alla giustizia per le vittime e alla responsabilità dei colpevoli. Per molti, il voto ha intensificato le accuse secondo cui le élite politiche non sono disposte ad affrontare i crimini legati alle politiche sull’immigrazione quando ciò contrasta con le loro narrazioni ideologiche, anche quando le vittime sono bambini.
Quale è il problema?
Il primo, macroscopico, è che la votazione a cui si fa riferimento risale a gennaio 2025. Non ha nulla a che fare con le dimissioni di Starmer, non è collegata a quanto successo in questi giorni. Farlo circolare come se fosse un fatto recente è di per sé disinformazione, esattamente come sono disinformazione i tanti video su casi di cronaca nera del passato che vengono ricondivisi in massa per parlare alle pance dell’elettorato. Fosse però solo un problema di data la disinformazione sarebbe minima, e invece anche la narrazione ha qualche dettaglio che va sistemato.
I fatti verificati
Il voto 364-111 è reale, ma appunto risale all’8 gennaio 2025, quindi come dicevamo non è in nessun modo collegato alla caduta di Starmer. Non era nemmeno, come viene presentato da L’Antieuropeista, un voto isolato sulla sola richiesta di inchiesta. Si trattava del voto sulla seconda lettura del Children’s Wellbeing and Schools Bill (Disegno di legge sul benessere dei minori e sulle scuole), a cui i conservatori avevano allegato un “reasoned amendment” ovvero un emendamento che, se approvato, avrebbe fatto cadere l’intero impianto della legge invece di limitarsi a chiedere l’inchiesta. Difatti il testo dell’emendamento elencava infatti una lunga serie di motivazioni, quasi tutte estranee al problema delle grooming gang.
Nel testo del’emendamento si contestavano:
- l’abolizione delle libertà delle academy
- le regole su stipendi e qualifiche degli insegnanti
- il curriculum scolastico
- l’obbligo di trasformare le scuole in difficoltà in academy.
La richiesta di un’inchiesta sulle grooming gang* era solo l’ultimo dei punti elencati. Votare contro quell’emendamento significava respingere in blocco tutte quelle obiezioni insieme, non scegliere specificamente di affondare la sola richiesta di inchiesta, come i post che vengono fatti circolare fanno invece intendere. Anche questa è disinformazione, o meglio malinformazione, visto che racconta fatti reali decontestualizzandoli e omettendone parti che ne cambiano il senso.
*Cosa sono le grooming gang?
Letteralmente grooming gang potremmo tradurlo come “banda di adescatori”, anche se il termine più corretto che viene usato nei documenti ufficiali britannici è “group-based child sexual exploitation”, che potremmo tradurre come “gruppi organizzati per lo sfruttamento sessuale di minori”. Il modus operandi che viene descritto – e che si può applicare anche in contesti diversi da quello britannico – è purtroppo molto semplice: un uomo individua un’adolescente vulnerabile (quasi sempre una ragazza), spesso minori dati in affido o con disabilità di apprendimento o fisiche, e le fa credere di essere il suo “fidanzato”, colmandola di affetto e regali e portandola fuori. Successivamente la cede ad altri uomini per rapporti sessuali, usando droghe e alcol per renderla più malleabile, e spesso ricorrendo a violenza e coercizione per controllarla. Oggi l’adescamento parte più online che dal vivo, ma per il resto sono più di trent’anni che le modalità sono esattamente le stesse.
Cosa non viene raccontato
Ai post e ai video che vengono fatti girare oggi manca completamente una parte della notizia, manca perché non porta acqua al mulino di chi vuole parlare alle pance dei propri follower – ed è così che si genera ulteriore malinformazione.
Subito dopo quella votazione Starmer aveva commissionato un rapporto (audit Casey) che andasse a fondo per capire cosa occorresse fare. Rapporto che riportò 12 raccomandazioni specifiche su come procedere, raccomandazioni che sono state accolte dal governo Starmer a giugno 2025 col lancio di una nuova operazione criminale nazionale contro le grooming gang, guidata dalla National Crime Agency, e soprattutto il via libera a un’inchiesta nazionale, con Starmer che dichiarò di aver letto “ogni singola parola” del rapporto e di accettare la raccomandazione di Casey per un’indagine. Al Jazeera la definì una svolta a U, notevole da parte di un governo che per mesi aveva resistito alle richieste di un’inchiesta.
L’inchiesta nazionale, la stessa che i post che abbiamo visto raccontano come “bloccata per non urtare le comunità musulmane”, è invece oggi realtà: presieduta da Baroness Anne Longfield, ha iniziato i lavori il 13 aprile 2026, con un budget di 65 milioni di sterline e un mandato che include esplicitamente l’analisi del ruolo dell’etnia e della religione dei responsabili, proprio perché il rapporto Casey aveva appunto denunciato che quel dato era stato a lungo “evitato” dalle autorità.
Concludendo
Come stiamo vedendo da alcune settimane, chi fa campagna politica sul web ha cominciato a riciclare vecchia malinformazione mischiandola a notizie attuali, per generare chiaramente confusione nei propri potenziali elettori. Un Paese che volesse difendersi da questa propaganda avrebbe cominciato da mesi campagne contro la disinformazione d’ogni tipo, ma è evidente che in Italia, pur consci della guerra ibrida che viene combattuta giornalmente, fatichiamo a renderci conto delle implicazioni a cui questa disinformazione porta, o forse ce ne rendiamo conto benissimo e preferiamo avere una popolazione malinformata che non si pone troppe domande, piuttosto che una che sappia realmente come stanno le cose.
maicolengel at butac punto it
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