Infarti in volo e brutte persone a terra

Malori fatali in volo riportati come se non ne fossero mai avvenuti prima della campagna vaccinale contro Covid

maicolengel butac 21 Nov 2022
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Sul blog dell’ex senatore e giornalista Gianluigi Paragone è uscito il 18 novembre 2022 un articolo dal titolo:

Si accascia durante il volo Easyjet. Un malore fatale sotto gli occhi degli altri passeggeri

La notizia è vera, ma ne parliamo qui su BUTAC a causa delle premesse che vengono fatte nelle prime righe dell’articolo:

Ancora episodi di malori improvvisi fatali, una strage silenziosa che prosegue ormai quotidianamente e in ogni parte del mondo e che ha spinto alcuni medici a sollevare inquietanti interrogativi circa una possibile correlazione con le vaccinazioni di massa. Una posizione che continua a dividere il mondo della scienza, con un numero crescente di esperti che chiede quantomeno approfondimenti in tempi rapidi per capire se davvero, dietro il proliferare di casi di problemi cardiaci, non possa nascondersi qualche pericoloso effetto collaterale di lungo termine dei farmaci anti-Covid, imposti dai governi a tutta la popolazione.

La fonte della notizia è il giornale napoletano Il Mattino, che aveva riportato la notizia senza fare alcun cenno a “vaccinazioni di massa” e correlazioni, come non l’aveva fatto il Daily Star, tabloid britannico da cui hanno preso la notizia. Chi fa cenno ai vaccini è solo l’autore dell’articolo su Il Paragone.

Voi vi chiederete: ma quindi, se la notizia è vera, perché ne parlate su BUTAC?

La risposta è semplice, ne parliamo perché né il Daily Star né il Mattino hanno approfondito la questione, per non parlare di Paragone. Invece noi riteniamo che le cose vadano raccontate meglio, fornendo al lettore tutte le informazioni possibili sugli attacchi di cuore in volo. È importante farlo per la stessa ragione per cui era importante spiegare i numeri degli atleti che muoiono durante le maratone anche senza vaccini o pandemie, o quello dei malori improvvisi che si verificano ogni anno da sempre. Tutti numeri che in situazioni normali nessuno si preoccupa di cercare, e che quindi, quando se ne presenta l’occasione – tipo una campagna vaccinale – vengono opportunamente cavalcati da chi vuole diffondere malinformazione.

Già nel 1988 ci si poneva il problema, come si può verificare già dal titolo di questo studio pubblicato su Jama Network e firmato da tre medici:

In-flight Deaths During Commercial Air Travel

How Big Is the Problem?

Morti in volo durante i viaggi aerei commerciali
Quanto è grande il problema?

Nel testo dello studio leggiamo:

Deaths occurred at average rates of 0.31 per million passengers

Che tradotto:

In media ci sono decessi al tasso di 0,31 per milione di passeggeri

E ancora:

Most of the individuals (77%, 399/515) reported no health problems prior to travel

Che tradotto:

La maggior parte degli individui (77%, 399/515) non ha riportato problemi di salute prima del viaggio

Nel 2016 si stimava volassero circa 10 milioni di passeggeri ogni giorno, il che significa che in media, ogni giorno, muoiono tre passeggeri per malori improvvisi in volo, senza che abbiano avuto problemi di salute prima del volo. Purtroppo i casi di malori, spesso trombosi, durante i voli aerei sono documentati da tempo, e non risulta che siano aumentati con l’avvio di una qualsiasi campagna vaccinale.

Tipico post rinvenuto sulla bacheca di un cliente soddisfatto del suo acquisto di autostima e convinzione di essere nel giusto

Vedete tre articoli al giorno sul blog di Paragone a raccontarci, ogni singolo giorno, di queste morti? No, perché a parte i familiari dei deceduti sono pochi quelli a cui può interessare la notizia. Invece pubblicarne uno ogni tanto dando a intendere che sia correlato ai vaccini contribuisce a inquinare il pozzo, a insinuare che esista davvero un problema. Quando invece, come i 110 morti ogni giorno di malori improvvisi, si tratta di una normale statistica, che non ha nulla a che fare con la pandemia o i vaccini. Se invece che tre al giorno fossero diventati trenta allora sì che avremmo un problema, ma né Tommaso, né Paragone hanno un dato simile da riportare.

La strategia di marketing è evidente: creare un bisogno per vendere ciò che soddisfa questo bisogno. Se alle persone fai credere che i vaccini provocheranno un’ecatombe, infatti, quelli che ci hanno creduto avranno bisogno poi tutti gli aggiornamenti sull’ecatombe stessa per sentirsi parte del gruppo che aveva ragione, e pagheranno per averli (che sia in denaro per acquistare un giornale o che sia con il loro tempo e la loro attenzione convertiti in click e monetizzazioni varie). Se alle persone fai credere che quelli che si vaccinano sono tutti scemi, le persone che ci hanno creduto e non si sono vaccinate avranno poi bisogno di conferme che il gruppo che invece si è vaccinato è composto da scemi, che avevano torto e hanno subito delle conseguenze per questo; e i non vaccinati pagheranno per avere conferme, di tutto questo e – ovviamente – del fatto che invece loro non fanno parte del gruppo degli scemi.

Se in tutto questo come effetto collaterale si avvelena il pozzo che importa?

maicolengel at butac punto it

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