Infermiere prostitute e smentite

maicolengel butac 4 Mag 2017
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Fanpage ieri ha pubblicato un velocissimo articolo:

Caserta, la denuncia: “Infermiere-prostitute all’interno dell’ospedale. 50 euro per un rapporto”

Titolo decisamente forte, a Caserta ci sarebbero infermiere che all’interno dell’ospedale si prostituirebbero. Ma i fatti come stanno esattamente? Su Fanpage il racconto è decisamente scarno:

La denuncia è arrivata da Francesco Emilio Borrelli, consigliere alla Regione Campania con i Verdi e membro della commissione sanità, con un lungo post su Facebook: all’interno dell’ospedale di Caserta ci sarebbe un vero e proprio giro di prostituzione. La vicenda è stata ricostruita grazie alla trasmissione radiofonica ‘La Radiazza’ di Gianni Simioli alla quale l’esponente politico collabora stabilimente. Borrelli ha chiesto alle istituzioni ospedaliere di fare chiarezza al più presto.

“A La Radiazza – spiega ancora –  è arrivata la telefonata di un ascoltatore che, nei fatti, ha confermato l’esistenza di una vera e propria organizzazione che andrebbe al di là quanto scoperto al Loreto mare dove, nei giorni scorsi, è stata scoperta una stanza per incontri hot, seguendo l’esempio del Cardarelli di qualche anno fa. Il radioascoltatore ha raccontato di essere stato adescato con la scusa di un caffè che si è poi trasformato in un rapporto sessuale consumato in un bagno del reparto al costo di 50 euro”.

In pratica una telefonata anonima a una radio locale basta ad avvallare la notizia come plausibile. Ma in realtà la denuncia è appunto solo una telefonata anonima a una radio locale, nessun intervento della polizia o della magistratura, stiamo gettando fango addosso alle infermiere di un ospedale solo e unicamente perché uno si è svegliato una mattina e ha scelto di raccontare una storia senza prove ad una radio privata. Ci rendiamo conto che questo non è giornalismo come non è politica?

Oltretutto basta fare un giro in rete per trovare comunicati che già raccontano la storia in maniera decisamente differente, e lo facevano già mercoledì sera; sarebbe importante da parte di Fanpage riportare anche le smentite dell’ospedale:

Caserta, smentita la denuncia del consigliere regionale Borrelli sulle Infermiere prostitute nell’ospedale

La direzione sanitaria spiega che:

I reparti sono chiusi. Vale a dire che nessuno può avere accesso se non citofonando e dando nome e cognome. Nessun estraneo può circolare in corsia” tengono a precisare dalla direzione ospedaliera.

Inoltre “abbiamo sistemi di videosorveglianza. Ragion per cui tutto quello che avviene in reparto e fuori viene monitorato”.

I vertici dell’azienda tutelano l’integrità dei propri dipendenti pur avviando ulteriori controlli sugli otto varchi di accesso alla cittadella ospedaliera.

Quindi la storiella arrivata alla radio è davvero poco plausibile, se le corsie sono chiuse è praticamente impossibile che un visitatore possa aggirarsi senza meta al loro interno e che venga adescato da queste infermiere prostitute. Mi piacerebbe che la storia venisse riportata con tutte le informazioni del caso almeno da testate registrate come Fanpage, perlomeno per tutelare le infermiere. Pensate se foste il marito o compagno di una donna che lavora all’interno della struttura, come vi sentireste? Le denunce su segnalazioni di questo genere non andrebbero fatte girare da nessuna parte, perlomeno fino a verifica dei fatti, bisognerebbe sempre avere a mente che oltre al diritto di cronaca è importante tutelare prima di tutto quelli a cui non viene data la possibilità di difendersi, in questo caso le infermiere.

La Radiazza, se volesse, probabilmente potrebbe anche risalire al numero della denuncia anonima, ma da quel che ho visto Francesco Emilio Borriello non è interessato a farlo. Peccato, perché la corretta informazione verrebbe sempre prima di tutto, anche per un candidato politico.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

Un grazie al mio amico Paolo, che come sempre mi aiuta quando c’è bisogno di districarsi nel mondo della Sanità.

maicolengel at butac punto it
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