Inps, anziani, immigrati e disinformazione

maicolengel butac 14 Gen 2020
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Il 30 dicembre 2019 alcune pagine Facebook hanno messo in circolazione un montaggio video. Si tratta dell’ennesimo caso di disinformazione politica. Vediamo insieme il video e poi passiamo all’analisi.

Il video è composto da due spezzoni: il primo era apparso una prima volta sulla pagina di Elisabetta Gardini il 30 novembre 2018, e difatti è lei che parla. Il secondo invece viene da un servizio de La Gabbia del 6 marzo 2016 su La7 che avevamo già trattato tempo fa.

Elisabetta Gardini nel suo spezzone si rifà a numeri trovati su testate come La Verità e Libero Quotidiano, testate note per aver diffuso in passato notizie disinformative, testate che non possono essere prese per buone. La cosa che mi fa sorridere è che al momento i link che venivano dati ai propri follower da Gardini (o dal suo social media manager), .pdf di Libero e de La Verità, copiati sul sito della stessa Gardini, non funzionano più. Il sito di Elisabetta Gardini del 2018 oggi fa un redirect sulla pagina di un web designer, Feder Attilio.

Ma importa poco, perché le cose raccontate da Elisabetta Gardini erano già state trattate negli anni qui su BUTAC, a partire dalla questione che un pensionato su due prende meno di un profugo sbarcato. Disinformazione sovranista che circola almeno dal 2014. Che venga diffusa da siti e pagine anonime ci sta; che la riprenda un politico, che all’epoca era nelle fila di Forza Italia, per poi passare con Giorgia Meloni nel suo Fratelli d’Italia (senza però venire eletta) è grave.

Il post sulla pagina Mai più la sinistra al governo ha al momento 11322 condivisioni, sulla pagina Vogliamo l’Italia senza comunisti 26473. Le pagine che hanno condiviso questo video sono molte altre, ma solo con quelle due che vi ho citato parliamo di oltre un milione di visualizzazioni, un milione di persone raggiunte da avvelenamento del pozzo, condiviso magari da amici e parenti.

Lo ammetto, sono stanco, stanco di vedere soggetti politici chiaramente mossi solo dall’idea di fare propaganda. Vedere pagine Facebook che come stampini ripropongono la stessa disinformazione, modificandola quando necessario, attualizzandola, o trasformandola in nuova con l’aggiunta di un banner fatto ad hoc. Vedere le migliaia di utenti che non approfondiscono, che condividono sulla base di puro tifo politico. Senza rendersi conto che fanno a loro volta parte della disinformazione, che stanno contribuendo ad avvelenare il pozzo.

Questo vale per tutti, non solo per i menzionati qui, ci sono disinformatori seriali in tutti gli schieramenti politici italiani, magari lo fanno in maniera diversa, ma è così ormai che si guadagnano consensi. I programmi politici, i fatti, quelli davvero contano sempre meno.

maicolengel at butac punto it
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