Insegnanti, supplenti e Mussolini

maicolengel butac 26 Mag 2015
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GAZZETTA1923-MUSSOLINI
Questa è “divertente”, ma anche no, non si tratta di una bufala, ma sta circolando un po’ ovunque un fotomontaggio con una firma di Mussolini e l’immagine della Gazzetta Ufficiale del 6 Giugno 1923, quella in cui all’art. 27 del Regio Decreto 1051 (pdf) viene detto che:

Le supplenze e i posti di ruolo e gl’incarichi di insegnamento di qualunque specie sono conferiti dal preside, che sceglierà, tenendo conto, anzitutto, del servizio militare in reparti committenti e del risultati conseguiti in pubblici concorsi a cattedre di scuole medie. –Contro il conferimento delle supplenze è degli incarichi è ammesso il ricorso al provveditore agli studi, la cui decisione ha carattere definitivo. La misura della retribuzione per le supplenze e gli incarichi di qualunque specie è stabilita nell’annessa tabella n. 6. In .nessun caso l’orario del supplente e dell’incaricato può superare le 21 ore settimanali di lezione

Non voglio entrare in alcuna polemica, non m’interessa cosa pensiate o meno della “buona scuola” lanciata in questi giorni, m’importa della corretta informazione e quest’articolo è vero.
Quello che intristisce è vedere come venga cavalcata la cosa dalle varie fazioni. Chi ha photoshoppato la cosa con la firma di Benito Mussolini cercava di denigrare la norma, dimostrando la sua ampia ignoranza storico politica, e fregandosene di fare alcun fact checking.
Si è vero, il 1923 era già epoca fascista, ma eravamo agli inizi, e questo Regio Decreto, come riportato proprio su quella Gazzetta Ufficiale viene da:

… proposta del Nostro Ministro, Segretario di Stato per la pubblica istruzione, di concerto con il Ministro delle finanze (Alberto de Stefani)

Quindi è il Ministro della Pubblica istruzione, Giovanni Gentile l’autore della Riforma; sicuramente uomo di spicco del fascismo italiano, ma ampiamente apprezzato postumo per le sue prese di posizione e appunto per la sua riforma della scuola nel 1923. Gentile voleva una scuola laica in uno stato laico, contrario alle leggi razziali.
Non so, a me sta quasi simpatico.
Quello che mi amareggia è vedere come una cosa venga giudicata con superficialità, il condividere questo photoshop è per portare acqua al proprio mulino implicando che siccome la legge è del ventennio fascista allora sia legge cattiva, da cassare. Da quando giudichiamo le leggi in base al periodo in cui sono state fatte/scritte? Una legge può essere più o meno valida, indipendentemente da chi l’ha proposta e votata, e da quando sia successo. Ci sono migliaia di leggi inutili e procedimenti burocratici assurdi nel panorama legislativo italiano, vogliamo metterci a scrivere su una lavagna quante sono di chi e quante chi altro?
Ma dai, siamo seri, questa non è politica, è lotta all’ultimo idiota…
maicolengel at butac.it

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