vaccino

 Andrea, così lo chiameremo, è un bambino di 11 anni che fatica a parlare, a vedere, a muoversi. Secondo il tribunale di Modena in parte la sua disabilità, attestata al 100%, fu causata dalla somministrazione vaccinale esavalente (Infanrix Hexa) eseguita nel 2004, quando il piccolo aveva appena tre mesi.

Valentona, la chiameremo così l’autrice del pessimo articolo pubblicato sul Resto del Carlino edizione di Modena. La chiameremo così per difendere il suo diritto all’anonimato, visto che un articolo intervista più dannoso ed inutile non poteva fare.

Invalido dopo il vaccino, la madre: “Mio figlio era sano, ora non parla”

Non è propriamente una news, il che mi fa pensare che in redazione al Carlino di Modena possa esserci un’alta percentuale di giornalisti antiscienza, amici degli antivaccinisti che qui su BUTAC avete imparato a conoscere bene. Tutto l’articolo è una lunga intervista alla mamma del bimbo protagonista della vicenda.

Partiamo dalla prima affermazione “mio figlio era sano, ora non parla”. Non so quanti di voi hanno figli, il vaccino accusato del danno al figlio è l’Infanrix Hexa, fatto quando il bimbo aveva tre mesi, un bimbo a tre mesi di certo non parla, forse comincia a farlo verso l’anno di vita, prima al massimo pronuncia suoni indefiniti, il massimo che fa è imitare quello che sente, senza capirlo, per imitazione, nulla di più. Quindi titolare in quella maniera è sbagliato. Il bimbo non parlava prima e purtroppo non parla nemmeno oggi che ha 11 anni.

Ma è colpa del vaccino?

L’articolo lo dice molto chiaramente, usando le parole della mamma e la sentenza del tribunale che ha imposto di pagare 106mila euro alla famiglia.

Che diagnosi fecero i medici?

«All’ospedale erano in difficoltà, non sapevano come identificare queste problematiche. Ci parlarono di epilessia ma noi, subito, sospettammo danni causati dal vaccino. Il problema è che nessuno voleva confermarcelo, nonostante facessimo presente che, fino al giorno della somministrazione, le sue condizioni erano ottime».

Cosa ha provato quando il tribunale vi ha dato ragione?

«Purtroppo non possiamo provare sollievo, perché il nostro bambino, comunque, non tornerà come prima. Ci abbiamo messo anni per accettare le sue condizioni. Io ho lasciato il mio lavoro per poterlo seguire tutto il giorno; mio marito pensa a tutti e quattro».

In questi mesi i pediatri sono insorti affermando che non esistono correlazioni tra vaccini e patologie. Cosa ne pensate?

«Crediamo vi sia tanta ipocrisia e persone che negano l’evidenza. Non ci fidiamo più dei medici, quel che sappiamo è che oggi il nostro bambino ha 11 anni, non corre e non cammina come gli altri, ha un ritardo psico motorio, non parla. Eppure, riesce a sorridere; e noi con lui».

Peccato che come abbiamo già provato a spiegarvi più volte le sentenze dal punto di vista scientifico non abbiano alcun valore.

Dopo tutto il lavoro fatto con TeamVaxItalia vedere redazioni pubblicare articoli come questo, senza aver contattato nessuno per avere un serio parere scientifico, ci deprime. Sia chiaro, io sono vicino alle famiglie che hanno bimbi con problemi, qualsiasi essi siano, ho due figli piccoli, sono la mia principale ragione d’esistenza oggi. Ma vedere questo tipo di grave pseudoinformazione che viene passata da una testata nazionale, senza fornire al lettore nessun contraddittorio, mi fa venire i nervi.

Sappiamo benissimo che per i genitori del bambino è molto più facile accettare la sentenza del tribunale che pensare a qualsiasi altra causalità per quanto è loro successo. Ma il giornale che rigira la loro storia (oltretutto a distanza di anni dalla sentenza) senza dare la possibilità ai medici specializzati di dire la loro sull’argomento ha chiaramente un’agenda da seguire. Che sia il raccattare lettori in più o che sia diffondere insicurezza verso i medici poco importa, non state facendo bene il vostro lavoro, Valentona non ha scritto un articolo, ha messo insieme il parere di una mamma e ci ha confezionato un pezzo che più antivaccinista non potrebbe essere, e questo è male. Il calo delle vaccinazioni pediatriche è un dato di fatto. Con articoli come queste si contribuisce a quel calo mettendo a rischio la salute di tanti bambini e si diventa complici dei tanti fuffari che su queste paure ed insicurezze fatturano soldini dalla vendita di libri e conferenze sull’aria fritta.

Così non va.

maicolengel at butac punto it

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