#iodicono alle imprecisioni politiche

maicolengel butac 19 Ago 2016
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DIMAIO-TASSE

Giovedì 18 agosto Luigi di Maio pubblica un post sulla sua bacheca Facebook. Ormai lo sappiamo, chi ha capito che Internet è il luogo dove raccogliere consensi è da lì che parte con le proprie dichiarazioni, spesso contento perché la maggior parte di chi lo segue mai oserà metter in dubbio quanto riporta.

Il post è questo:

Renzi ha appena dichiarato: “Continueremo ad abbassare le tasse”.
Forse mi sono perso qualcosa: quando è che ha iniziato?
Oggi il Presidente del Consiglio ha anche avuto il coraggio di dichiarare: “L’ultima volta che una tassa è stata aumentata era il 2013”.

Ma davvero? Peccato che uno studio della UIL ci dice che in 2 anni dal 2013 al 2015 i contribuenti hanno pagato 7 miliardi in più di tasse, circa il 16,7% in più. E indovinate chi governava in questi due anni?
Renzi la smetta di provocare i cittadini italiani con queste balle! Altrimenti prima o poi se li ritroverà con i forconi sotto Palazzo Chigi.
‪#‎IODICONO‬ anche alla loro falsità.

Lo studio riportato è corretto, peccato ci siano svariate imprecisioni e omissioni nel resto del post: Renzi come dovreste sapere tutti è stato eletto solo nel 2014 e prima di lui al comando c’è stato Enrico Letta. Quello che però mi infastidisce molto è che il post sottintende che quelle tasse siano dovute all’attuale governo, quando invece lo studio citato spiega chiaramente che si tratta solo ed unicamente di balzelli locali, imposti dalle singole amministrazioni, come spiega il Sole 24 Ore:

…tra addizionali regionali e comunali Irpef, Imu, Tasi, e Tari, i contribuenti hanno versato nelle casse di Comuni, Regioni e Autonomie oltre 49 miliardi di euro, rispetto ai 46,5 del 2014 e i 42 miliardi del 2013.

Quindi i colpevoli di questi aumenti non sono Enrico Letta e/o Matteo Renzi, ma le singole amministrazioni locali, rette da diversi schieramenti. Dare ad intendere ai propri elettori e follower che invece siano tasse statali aumentate dal governo stesso è fare disinformazione a scopo di propaganda, pratica a cui purtroppo si stanno abituando tanti dei nostri politici. Lavorare su veri programmi che presentino valide alternative ai propri elettori è fuori moda, basta denigrare l’avversario per raccogliere consensi.

Giusto come nota finale, esiste uno studio sulle tasse fatto dalla CGIA di Mestre (non ne conosco l’affidabilità rispetto al Sole 24 Ore e alla UIL), ma lo studio riporta che:

…il responso è chiaro: questo esecutivo ha ridotto le tasse sia sulle famiglie, per un importo di 7,1 miliardi, sia sulle imprese, per 8,3 miliardi di euro. L’Ufficio studi della CGIA è giunto a questi risultati sommando in entrambi i casi (sia per le famiglie sia per le imprese) tutti gli sgravi fiscali concessi, sottraendo, ovviamente, gli incrementi di imposta introdotti sempre dal Premier in questi primi 19 mesi di governo.

Sia chiaro questo non vuol dire bravo Renzi o bravo Letta, come credo di aver già detto più volte, non ritengo nessun politico italiano degno della carica che ricopre, né quelli al governo né quelli all’opposizione, ma è sempre giusto riportare i dati per quel che sono, e non fare il gioco a chi condivide più disinformazione.

Proprio due giorni fa ricevevo questo commento su facebook:

Grazie per esserti rivelato BUTAC. Per fortuna volevi essere neutrale… Ho già tolto il like perché, fortunatamente, c’è chi smonta le bufale in modo molto più serio. Tu rimani in compagnia dei tuoi amici grillini che ci stai bene, vedo.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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