Jaxon Strong, mamma Carla e gli acchiappalike

maicolengel butac 5 Ott 2015
article-post
Aggiungi Butac tra le tue fonti preferite su Google

FOTOVERAJAXON

Abbiamo parlato più volte di pagine che pur di tirare su like sono disposte a vendersi pure la mamma. È da tempo che cerchiamo di spiegarvi come e su cosa guadagnano le suddette. E quanto male facciate a seguirle.

Ma lo so, è più forte di voi: le foto dei gattini, bimbi, fiori, panorami, culi, addominali e quant’altro ci venga in mente sono ormai il punto alto della giornata per centinaia di migliaia di uTonti da social network.

Qual è il problema? Il problema è che questa gente con le centinaia di migliaia di follower che riesce a raccogliere diventa un sito di “valore”, per pubblicitari, creatori di contenuti, blogger del lato oscuro persone che sfruttano lo stesso sistema per lanciare la propria fuffa.

Stavolta è il caso della pagina social Anticipazioni e della pagina L’Amicizia che da qualche giorno stanno facendo circolare una foto.

La foto è vera, il povero bambino esiste per davvero, si chiama Jaxon Emmett Buell, ha una “sua” pagina Facebook, dove viene spiegato quale sia la sua condizione. Sta vivendo ben oltre le aspettative che erano state date dai medici, ha una malformazione congenita rarissima, definita MHAC, Microhydranencephaly da non confondere con l’anencefalia.

La malformazione si può comunque notare fin dal primo mese di gravidanza. I genitori (che pur sapendo della malformazione han scelto di farlo nascere) chiedono soldi in una campagna fondi.

Volete condividere la sua storia? Bene fatelo, linkando la campagna fondi. Non ho studiato la loro storia, non sono andato ad indagare più a fondo, ma che il povero Jaxon sia vivo e vegeto è un dato di fatto, come anche la sua malformazione. Sfruttare la storia cercando di raccogliere like e condivisioni senza nemmeno un link alla pagina del bimbo è davvero triste. Capisco che c’è gente che campa con pagine come questa. Ma l’etica dovrebbe venire prima di tutto. Dimenticavo la mamma di Jaxon si chiama Brittany, non Carla!

Alcuni guardando le due foto che stanno circolando sono certi che si tratti di un fotomontaggio, non ho voglia di riproporvele. Mi fa pena, non tenerezza.

Ma cerco di debunkarvi l’ipotesi photoshop a parole. La testa di Jaxon è è a dorso d’asino. con una gobba centrale che decresce dalla fronte alla nuca, in base a come è inquadrato dalla macchina fotografica questa gobba si vede o non si vede. A tre quarti si crea un effetto che ci porta a pensare che abbia il cranio completamente piatto, ma in quel caso sarebbe stata anencefalia e non sarebbe sopravvissuto. Qui invece abbiamo un minimo di struttura. Sul cuoio capelluto sono ben evidenti le rughe che si sono formate, tipiche di questa condizione.

Ma il fatto che da una certa angolazione l’occhio sembri sul bordo del nulla è solo un effetto dell’angolazione, nulla di più.

Qui se volete trovate la storia raccontata per filo e per segno, e più foto per soddisfare i dubbi dei più scettici.

maicolengel at butac.it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon! Può bastare anche il costo di un caffè!

Ci è stato segnalato un post che circola sulle più svariate bacheche social: la classica condivisione fatta più con la pancia che con la testa. Ho scelto di usarlo per un articolo che mostri i rischi delle condivisioni fatte così, anche se vorrei che non servisse più. Il post che ha condiviso riporta l’immagine che […]

maicolengel butac | 13 ott 2026

Ci scrive un amico di BUTAC che da anni segue con passione il tema della preparazione civile per le emergenze. La segue con passione anche perché, vivendo all’estero, si accorge della grossa differenza che c’è tra molti Paesi europei e quello in cui viviamo noi. Pertanto ci ha segnalato un articolo de Il Giornale uscito […]

maicolengel butac | 01 ott 2026

La prima volta che mi sono occupato di una notizia che aveva a che fare con la Russia e che sembrava essere disinformazione era il 2014, BUTAC aveva aperto i battenti da poco e io ancora non mi ero fatto le ossa a sufficienza da capire che forse le cose non erano come sembravano. La propaganda […]

maicolengel butac | 23 set 2026

In una discussione online ho letto alcune affermazioni che mi hanno fatto riflettere su quanto poco evidentemente si comprenda cosa sia BUTAC e come funzioni in generale un sito di debunking – o di fact-checking, che poi è il termine corretto. Capita con regolarità che qualcuno riassuma il nostro lavoro con frasi che suonano più […]

maicolengel butac | 23 set 2026