Claudio Borghi ha gentilmente risposto al nostro quesito dell’altro giorno, quando chiedevamo dove fosse nominata la fondazione di Bill Gates quella sui vaccini.

Ho apprezzato molto la sua gentile risposta. Purtroppo mi ha dimostrato che io e Borghi (e i suoi follower) abbiamo un modo di intendere la corretta informazione decisamente diverso.

Vedete, Borghi nel suo tweet ci mostra l’art.37 del Decreto Rilancio, che riporta:

1. È autorizzata l’estensione della partecipazione dell’Italia all’International Finance Facility for Immunization (IFFIm), prevista dall’articolo 1, comma 99, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, con un contributo globale di euro 150 milioni, da erogare con versamenti annuali fino al 2030, valutati in euro 30 milioni a decorrere dall’anno 2026. È, inoltre, autorizzato il versamento aggiuntivo all’IFFIm per l’anno 2020 di euro 5 milioni, per il finanziamento della Coalition for Epidemic Preparedness (CEPI).
2. Agli oneri derivanti dal comma 1 si provvede, quanto a 30 milioni di euro annui dal 2026 al 2030, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, e, quanto a 5 milioni di euro per l’anno 2020, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2020-2022, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2020, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’economia e delle
finanze.

Non si fa menzione della GAVI, l’Alleanza sui Vaccini nata per volontà dell’OMS, Unicef e della fondazione di Bill Gates, ma si cita il Fondo di Finanza Internazionale per l’immunizzazione.

Di cosa si tratta?

Si tratta di uno strumento di finanza internazionale nato nel 2006, grazie all’investimento iniziale di 10 Paesi Europei, Italia inclusa. Come detto sopra siamo tra i dieci Paesi che l’hanno aperto e ne garantiscono (grazie ad accordi presi via via negli anni) i fondi obbligazionari. IFFIm è nato per supportare in maniera più efficace GAVI. IFFIm è nato grazie ai soldi dei seguenti Stati (in ordine di copertura finanziaria, dal più alto al più basso):

  • Regno Unito
  • Francia
  • Italia
  • Australia
  • Norvegia
  • Spagna
  • Olanda
  • Svezia
  • Sud Africa
  • Brasile

Gli impegni presi con IFFIm al momento sono per trentadue anni. Non è una scelta fatta oggi, ma nel 2006 (per venticinque anni, poi estesa). L’Italia è impegnata a contribuire al fondo, non può ritirarsi senza conseguenze. L’entità del supporto dato allo stesso fondo può variare. Siamo definiti “donatori” ma passati gli anni del fondo possiamo rientrare, se necessario, di quanto dato, o continuare nel supporto; nel frattempo però il nostro contributo ha permesso di generare traffico di capitali tale da permettere a GAVI la vaccinazione (e altri aiuti sanitari, su domanda del Paese richiedente) di tantissimi bambini. Noi ci siamo impegnati al momento per 635 milioni di dollari. Il Regno Unito quasi 3 miliardi, la Francia quasi 2.

Da dove vengono questi soldi?

La finanziaria del 2006

Avete letto con attenzione l’estratto di Borghi? Si fa riferimento alla legge 266 del 2005, articolo 1 comma 99, la Finanziaria 2006 del Governo Berlusconi. Il comma riporta:

È autorizzata la partecipazione dell’Italia all’International Finance Facility for Immunization (IFFIm), con un contributo globale di euro 504 milioni, da erogare con versamenti annuali, fino al 2025, con un onere pari ad euro 3 milioni per l’anno 2006, ad euro 6 milioni per l’anno 2007 e valutato in euro 27,5 milioni a decorrere dall’anno 2008.

Quindi la finanziaria del Governo Berlusconi ha stabilito nel 2005 che l’Italia, ogni anno, fino al 2025, avrebbe versato 27,5 milioni l’anno. Quei soldi sono stati inseriti in Finanziaria nel 2005, sono fondi per cui all’epoca c’era copertura. Conte nel Decreto Rilancio ha esteso quei fondi fino al 2030, con un aumento di 2,5 milioni all’anno. Da 27,5 si passa a un investimento di 30 milioni annui fino al 2030.

Quei soldi vengono da dove? Ogni decreto deve prevedere da dove vengano i denari. Bene, quei soldi, come spiegato poco sotto nel testo che mostra Borghi nel suo tweet, vengono da quelli che lo Stato mette via per l’art 10, comma 5 della legge 282 del 2004:

Al fine di agevolare il perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, anche mediante interventi volti alla riduzione della pressione fiscale, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e’ istituito un apposito «Fondo per interventi strutturali di politica economica», alla cui costituzione concorrono le maggiori entrate, valutate in .215,5 milioni di euro per l’anno 2005

Quindi i soldi da dare a IFFIm vengono detratti da un “Fondo per interventi strutturali di politica economica”. Sono soldi che vengono messi nel Fondo di anno in anno in base alle scelte fatte nella programmazione dei bilanci precedenti. Questa la Legge di Stabilità 2015 al comma 189 dell’Art.1:

Il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, e’ incrementato di 350 milioni di euro per l’anno 2015, di 282,8 milioni di euro per ‘anno 2016, di 332,7 milioni di euro per l’anno 2017, di 211 milioni di euro per l’anno 2018, di 219,5 milioni di euro per l’anno 2019, di 231,4 milioni di euro per l’anno 2020, di 309,65 milioni di euro per l’anno 2021, di 324,05 milioni di euro per l’anno 2022, di 326,75 milioni di euro per l’anno 2023, di 327,25 milioni di euro per l’anno 2024, di 330,25 milioni di euro per l’anno 2025 e di 339,85 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026.

Non utilizzabili per altro che non sia quanto detto, ovvero politiche economiche. Un grant a lungo termine con un International Finance Facility di cui siamo già comunque parte rientra tra le cose che si possono fare con questi fondi. La politica e la burocrazia sono materie complesse, non dovrebbero però esserlo per Claudio Borghi, che è presidente della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione.

Nel video di cui avevamo parlato nella precedente puntata Borghi non faceva mai riferimento a cifre e programmazioni, ora sappiamo che si tratta di 150 milioni totali suddivisi su cinque anni a partire dal 2025, e provenienti da un Fondo che non possiamo comunque usare per quello che ci pare, ma solo per operazioni di questo tipo. Oltre a questi sono previsti 5 milioni di euro che verranno erogati quest’anno, anche quelli provenienti da un altro Fondo già esistente. Borghi nel suo video diceva:

…io non so quanti siano, ma una marea di emendamenti che appunto cancellano questo, la contribuzione alla fondazione da parte dello Stato, alla fondazione di Bill Gates e per i vaccini per destinarli ad altre cose per destinarli magari ai disoccupati per destinarli agli asili per destinarli ai disabili per destinarli… no?… di casa nostra insomma qualsiasi altra cosa…

Con 5 milioni di euro, purtroppo, disabili, scuola e disoccupati ci fanno ben poco. Specie se pensiamo che grazie a quei 5 milioni di euro, senza una vera perdita, si sta contribuendo a migliorare lo stato di salute dei Paesi più bisognosi. Compito della Commissione di Borghi è anche quello di dare un giudizio sul fatto che sia corretto usarli in quel modo.

Spero lo facciano con testa.

Non voglio commentare la miriade di commenti, ovviamente contro BUTAC, che il tweet di Borghi ha generato, se volete potete leggerli sul suo profilo. Io mi sono divertito per un po’, poi mi son stufato, o forse è più corretto dire depresso?

maicolengel at butac punto it

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